Stamattina mi sono svegliata a casa sua e visto che di
sabato non lavoriamo siamo rimasti a crogiolarci nel letto. Mi sentivo una di
quelle strafighe dei film che vanno a letto con i loro amanti ed indossano la
camicia del loro pigiama…io non avevo la camicia del pigiama ma indossavo una
sua t-shirt. Stavo sdraiata tra le sue braccia giocherellando con le dita sul
suo petto. Lui mi accarezzava i capelli e ci giocava arrotolandoseli al dito
per poi lasciarli ricadere su di me. Parlavamo serenamente di tutto…diciamo che
stavamo approfondendo la conoscenza che fino a quel momento era stata
incentrata solo sull’attrazione fisica. Saranno state le 10 credo quando ha
suonato il suo cellulare…ha risposto e ha farfugliato qualcosa poi ha chiuso e
guardandomi ha detto
Stasera a cena fuori ti va vero?
Ho annuito …non avevo molto da fare se non passare il mio
tempo con lui. Quel tempo che prima era presso che buttato tra divano, film e
frigorifero. Poi dopo il suo arrivo il
mio tempo era incentrato sul fantasticare di lui e sul darmi piacere
pensandolo…e ora non potevo chiedere di meglio che trascorrere tutto il tempo in
sua compagnia. Stavo ancora pensando a questa cosa del tempo speso bene e speso
male che la sua mano mi ha riportato alla realtà... dai capelli era sceso sulla
schiena e stava arrotolando la maglia nelle dita …mi sono voltata e mi stava
fissando con quel suo solito sguardo … non ho messo vie di mezzo e ho allungato
la mano verso i suoi slip… era duro e forte sotto la mia mano e non appena l’ho
toccato dalla sua bocca è uscito un sospiro di compiacimento e piacere. Ho
sorriso appena mentre la sua mano accarezzava la pelle nuda della mia schiena e
io iniziavo a muovere piano la mia sul suo membro vigoroso. Il suo respiro si
faceva più pesante e profondo e la mia mano aumentava il ritmo… lo guadavo … il
capo appoggiato al muro …appena reclinato …il pomo d’Adamo che scivolava piano …i
suoi sospiri mi rendevano felice e più lui gemeva di piacere più io provavo
soddisfazione nel darglielo... il mio lavoro procedeva attento e dovizioso e il
suo piacere saliva sempre di più…lo sentivo fremere nella mano e ansimare di
gusto. Improvvisamente mi ha afferrato il polso e mi ha detto
Ora basta
L’ho guardato con aria interrogativa …stavo sbagliando
qualcosa? Eppure il suo piacere mi sembrava reale
Il mio sguardo interrogativo lo fissava quando ha
continuato…
Ora tocca alla mia cagnetta…. fammi sentire come godi tu…
E così dicendo si è messo in ginocchio mi ha preso per i
capelli e mi ha costretto a mettermi a “4 zampe” davanti a lui. Ha allentato la
presa quel tanto che bastava per potersi agevolmente avvolgere i capelli alla
mano prima di tirarli ancora e aggiungere….
Ora voglio sentirti urlare di piacere; voglio sentirti
gemere come una cagna
E così dicendo si è avvicinato a me entrando con prepotenza.
Ero bagnata e calda e lui era possente dentro di me… il suo pene pulsava in me e il suo bacino
sbatteva sulle mie natiche. Ho iniziato ad aumentare il ritmo del respiro. Ogni
sua spinta era sempre più profonda e misurata. Il mio piacere saliva e io
cominciavo a mugolare… entrava ed usciva con spinte corpose e regolate… ho
portato la mano alla bocca e ho riempito le dita di saliva poi ho allungato un
braccio e ho cominciato a giocare con il mio clitoride che ormai era voglioso e
pulsante …. Continuava a penetrarmi con ritmicità e fermezza ed io ho ceduto
alla parte più nascosta di me e tra un sospiro e l’altro ho cominciato a
rivolgermi a lui a ruota libera… senza filtri. Permettendo alla vera ME di
uscire e di lasciarsi andare. Così mentre mi penetrava con regolarità e mi
teneva ferma ho iniziato a dire…
Dio si fammi godere…fammi male…ti prego scopami e non
fermarti …
A queste mie parole l’ho sentito ringhiare e stringermi
ancora di più il fianco conficcandomi le unghie nella carne, mentre le sue
spinte diventavano più forti e penetranti. Mi ha tirato i capelli talmente
forte da costringermi a seguire la sua mano e ad inarcarmi con la schiena
tirando in dietro la testa. Continuava a penetrarmi con forza aumentando la
frequenza e a ringhiarmi nell’orecchio
Dimmi quanto mi vuoi …dimmelo cagna …sei la mia
troietta
Alle sue parole sono letteralmente impazzita
Ho si ti prego scopami… fammi godere …sono la tua troia e ti
voglio… dentro… profondo
In quel momento non ho più resistito e ho dato libero sfogo
al mio piacere cominciando a gridare
Oh sì… ti prego…. non fermarti …
Mentre dicevo questo ho iniziato a colare su di lui e lungo
le cosce…in mio piacere cresceva ad ogni sua spinta e diventava sempre più intenso
quando con un ringhio più profondo l’ho sentito pulsare in me e riempirmi di
sé. I nostri respiri ansimavano all’unisono … piano ha allentato la presa sui
miei capelli e la mia testa è scesa in basso…. vedevo le sue gambe dietro di me
e sentivo le sue mani sui miei fianchi e la sua testa appoggiata sulla mia
schiena; poi piano le mani sono scese sul mio ventre abbracciandomi … è uscito
da me e mi ha tirato verso di lui stendendoci sul letto. Mi stava dietro e
sentivo il suo cuore battere e il suo respiro sulla schiena…piano ha cominciato
a baciarla delicatamente i brividi hanno cominciato a scorrermi su tutto il
corpo e non resistendo mi sono girata verso di lui e prendendolo per i capelli
l’ho tirato fino al mio viso… l’ho guardato dritto negli occhi poi l’ho spinto
a me e ho iniziato a leccargli delicatamente le labbra …le ho descritte con la
punta per tutta la lunghezza erano morbide e calde sotto la mia lingua …poi
l’ho baciato piano …prima delicatamente
poi più appassionatamente . Le nostre lingue giocavano assieme e non
avevano voglia di fermarsi ma il suono del mio cellulare interruppe la magia.
Ho risposto… era mia madre. Dopo aver riappeso abbiamo
concordato per salutarci e vederci la sera da lui verso le 7.
Sono tornata a casa
passando per il supermercato …mi mancava praticamente tutto così ho fatto la
spesa. Poi sono finalmente andata dalla parrucchiera… volevo essere perfetta
per la sera perché sapevo che non saremmo stati soli quindi non volevo fare
brutta figura ma soprattutto non volevo farlo sfigurare.
Alle 7 puntuale ero sotto casa sua. Indossavo una gonna nera
a metà polpaccio una camicia bianca semi trasparente, una giacchina nera e un
paio di Décolleté nere lucide… sembravo una maestrina ma ero comunque molto
sexy e quello era il mio intento. Il trucco era classico… smoky eye nero e
rossetto rosso molto scuro. Come la sera prima ho citofonato e quasi
immediatamente si è aperto il portone. Sono salita e non appena arrivata l’ho
trovato sulla porta appoggiato allo stipite con il cellulare in mano che
scriveva qualcosa. Non mi ha guardato ma è entrato dicendomi di seguirlo in
casa. L’ho seguito in silenzio e non appena entrata mi ha detto di accomodarmi;
sempre fissando il cellulare così mi sono seduta sul divano. Stavo lì da un
paio di minuti e continuavo a studiare la stanza quando ho sentito la sua voce
che diceva
Tu sei pazza!
Mi sono voltata e l’ho guardato con aria interrogativa così
ha continuato…
Alzati…fatti vedere…
Mi sono alzata e le sono andata incontro, mi ha guardato
…studiato …scrutato poi ha detto
Tu vuoi farmi morire e vuoi farmi litigare con mio fratello
Suo fratello? cosa c’entrava suo fratello? così ho chiesto perchè avrei dovuto farlo e
mi ha solo risposto che me ne sarei resa conto a cena. Sapevo che con
quell' abbigliamento ma soprattutto con i capelli sciolti e lisciati avrei avuto
la sua piena attenzione. Di lì a poco siamo usciti e ci siamo diretti al
ristorante. Una volta arrivati; stavo per scendere quando mi ha fermato e mi ha
detto
Sia mai che tu scenda da sola. Ti apro io
Sono avvampata in volto nuovamente, mai nessuno aveva fatto
qualcosa del genere per me. Anzi di solito se non scendevo dalla macchina in
modo rapido mi sgridavano anche… mi ha aperto lo sportello e mi ha porto la
mano; ho appoggiato la mia sopra la sua e sono scesa. La sua mano ha stretto la
mia e siamo andati verso la porta d’ingresso. Lo guardavo mentre camminavamo poi
ad un tratto ha fatto un cenno di saluto con la testa e un ragazzo sul
marciapiede difronte a noi ha ricambiato il saluto. Erano molto simili entrambi
mori con occhi nocciola, stessa altezza stessa taglia. Si vedeva bene che erano
fratelli anche dai lineamenti molto simili. Non appena lo abbiamo raggiuto si
sono salutati e lui mi ha presentato come la sua ragazza…sono rimasta di
sasso…la sua ragazza? Da quando ero la sua ragazza? Stavo ancora domandandomi
milioni di cose quando mi ha stretto appena la mano e mi ha chiesto se era
tutto a posto. Sono rinsavita e scusandomi ho allungato la mano verso quel
giovane dall’aspetto così familiare. Mi stava fissando un pò come faceva suo
fratello… lo sguardo intenso li accomunava. Siamo entrati e ci siamo
accomodati; abbiamo ordinato e loro hanno cominciato a parlare del più e del
meno. Stavo sgranocchiando un grissino in attesa della mia ordinazione ascoltandoli
quando suo fratello guardandomi si è girato verso di lui e ha detto
Fratellone devi togliermi una curiosità…
Lui lo ha guardato con aria interrogativa così ha continuato
Come se la cava con la bocca? Perché secondo me deve fare
dei pompini da paura
Per poco non mi strozzo con il grissino… ho dato un colpo di
tosse assurdo e ho cominciato a darmi dei piccoli pugni sullo sterno. Sono
diventata viola in volto. Lui mi ha aiutato a riprendere fiato dandomi un
colpetto sulla schiena e versandomi dell’acqua
Devi sempre fare il coglione vero? Riuscirai mai a fare la
persona seria?
Beh che ho detto ho solo fatto un apprezzamento sulla tua
ragazza
Gradirei che tu non facessi di questi apprezzamenti
Mi sono ripresa dal quasi soffocamento e mettendo una mano
sulla sua ho guardato suo fratello dicendo
Di una cosa sono certa… non avrai mai il piacere di saperlo
Poi ho dato un morso deciso al mio grissino restando con lo
sguardo fisso su quel ragazzino impertinente
Lui mi ha guardato con una leggera soddisfazione in volto e
il ragazzino irritante, dopo essere rimasto un attimo basito, ha aggiunto
Beh fratellone te lo riconosco, almeno questa ha un cervello
funzionante
Lui ha riso e ha aggiunto che finalmente aveva trovato pane
per i suoi denti…mentre discutevano la cena era arrivata e abbiamo consumato il
pasto tra una battuta impertinente e una risposta acida. All’uscita ci siamo
salutati con l’intenzione di vederci nuovamente tutti e tre. Alla fine la serata
non era andata così male. Il ragazzino impertinente tutto sommato si era anche
dimostrato simpatico. Stavo avvicinandomi alla macchina per tornare a casa
quando mi ha fermato prendendomi per la mano e mi ha proposto due passi. Ho
accettato di buon grado. Camminare un po’ dopo cena non mi avrebbe fatto male. Ci
siamo addentrati nel centro alla ricerca di qualcosa da fare come un pub o un
localino tranquillo dove prendere qualcosa.
Comminavamo parlando del più e del meno e della sera appena
trascorsa, di suo fratello e del suo modo di essere, quando mi chiese
Beh ora conosci mio fratello… tu? Quando hai intenzione
di presentarmi la tua famiglia?
Sono rimasta un momento in silenzio poi ho risposto
Non c’è molto da presentare …mio padre è morto qualche anno
fa e con mia madre non parlo molto …diciamo una telefonata di comodo una volta
al mese… ricevuta stamattina non la risentirò se non tra un mese. Quindi a meno
di un improbabile matrimonio imminente tra noi due non credo che avrai presto
modo di conoscerla e, sinceramente non ti perdi molto credimi
Ho continuato a camminare con lui al fianco finché non ha
rotto il silenzio chiedendomi scusa. Mi sono girata verso di lui e mettendole
una mano sul viso ho risposto che non doveva scusarsi non era il caso. La mia vita prima di lui non era
assolutamente nulla di interessante. Gli ho sorriso e prendendolo per mano l’ho
incitato a proseguire. Di lì a poco abbiamo trovato un localino carino e ci
siamo accomodati. Abbiamo ordinato qualcosa da bere e abbiamo passato la fine
della serata a parlare e ridere… non ricordo con precisione né di cosa né per
quanto abbiamo parlato ma ricordo che abbiamo bevuto abbondantemente. Non
eravamo sbronzi ma molto allegri ed io non nego di aver perso ogni mio pudore
assieme alla razionalità e lui sinceramente non era da meno. I nostri sguardi
facevano capire esattamente all’altro cosa volevamo e l’idea era la solita.
Improvvisamente mi venne in mente che lì vicino c’era un piccolo giardino
riparato da occhi indiscreti così l’lo trascinato con me e non ha opposto
resistenza. Siamo arrivati in quel piccolo angolo di verde …ci siamo guardati
in torno per un momento poi l’ho tirato verso di me e ho cominciato a baciarlo
con fervore. Le nostre lingue danzavano e i nostri respiri erano più veloci… la
voglia l’uno dell’altra stava salendo…mi ha fatto indietreggiare fino a
mettermi con le spalle ad un albero… ho cominciato a sbottonargli la camicia e
ad aprirgli la cintura per poi passare ai pantaloni …lui intanto ha fatto
salire la mia gonna fino alla vita e mi ha letteralmente strappato gli slip poi
ha infilato la sua mano tra le mie gambe cominciando a baciarmi il collo. Ho
cominciato a mugolare … le sue dita si muovevano in me e il suo piede impediva
che io potessi muovere la gamba che preventivamente aveva allargato quel che
serviva per muoversi agevolmente. Il mio pudore era scomparso e non mi limitavo
in nulla…nemmeno nei mugolii… non mi importava di stare in silenzio… non mi
importava nulla…volevo solo provare e dare piacere. Mentre lui aveva la mano
tra le mie gambe la mia si stava muovendo energicamente sul suo membro. Mi
baciava e lo sentivo ringhiare di piacere e di voglia. Non passo molto che la
sua mano piena di me raggiunse la mia bocca. Iniziai a leccare con dovizia le
sue dita sempre senza fermarmi e continuando a strofinare il suo membro. Leccai
tutto assaporandomi e godendo di me. La sua mano destra mi aveva aperto la
camicetta e stava giocando con un mio seno mentre la sinistra ora si spostava
verso il basso…. dietro la mia coscia. L’ha alzata portandola al suo fianco ed
è entrato in me… prepotente e profondo.
Non rispondevo più di me. Il fatto di essere li… all’aria aperta …sotto
i possibili occhi dei passanti…
Oddio si scopami… fammi godere …fammi perdere la testa…
fammi urlare
Le sussurravo all’orecchio… le sue spinte corpose mi
facevano salire e scendere strusciando le natiche nude sulla corteccia
dell’albero che ci ospitava. Dopo la mia parole ha iniziato a penetrarmi con
più profondità e velocità la mano sulla coscia mi stringeva con forza… ad ogni
spinta il mio piacere aumentava e lui lo sapeva… lo sentiva, come io sapevo e
sentivo tutto di lui. Mi si è avvicinato all’orecchio mentre le sue spinte
aumentavano di profondità e mi ha ringhiato….
Fammi sentire come gode la mia troietta ... avanti fammelo
sentire
In quel momento ho sentito che il piacere saliva e sono
esplosa…lui mi ha portato una mano alla bocca per evitare che le urla che mi
stavano uscendo dalla bocca potessero attirare l’attenzione più di quanto non
avessimo già fatto. Lo inondavo di me mentre lo sentivo riempirmi di lui e
ringhiarmi all’orecchio …
Oh! sì cazzo così ti
voglio
Dopo poco ha tolto la mano dalla bocca e ha lasciato andare
la mia gamba… ero talmente stanca che sono scivolata piano accucciandomi e
finendo praticamente di colare sul prato. Stavo ancora ansimando e lui era in
piedi davanti a me appoggiato con il braccio all’albero e la testa su di esso,
i capelli gli scendevano sulla fronte. Stavo osservandolo dal basso, Il suo
membro ancora rigido e le sue gambe muscolose …il suo petto perfetto…più lo
guardavo più mi perdevo per lui.
Stavo ancora riprendendo fiato quando ho abbassato la testa
e guardando il prato ho chiesto
Perché mi hai presentato come la tua ragazza?
Non mi ha risposto, si è tirato su gli slip e i pantaloni
poi si è accucciato davanti a me e prendendomi il viso tra le mani mi ha
guardato e sfiorando appena le mie labbra ha detto
Come potrei definirti se non la mia ragazza? una “trombamica”?
una con cui scopo? No mi dispiace io non sono così; se la cosa ti disturba
posso anche evitare di dirlo ma questo non cambierà la verità dei fatti. Ora
vieni… andiamo a casa si sta facendo freschino
Mi sono alzata e sistemata alla bene meglio; i miei slip
giacevano sul prato così li ho raccolti e me li sono infilati nella tasca della
giacca poi ci siamo incamminati verso la macchina. Il mio viso era palesemente
arrossato dal piacere. Lui mi cingeva la vita con un braccio mentre l’altro era
in tasca. Siamo passati davanti ad un pub affollato e abbiamo sentito qualcuno
urlare
Hey fratello!
Ci siamo voltati e il ragazzino impertinente era lì in mezzo
ad un gruppo di persone più ubriache che sobrie. Si è fermato e hanno parlato
poi è tornato da me chiedendomi se mi fosse dispiaciuto se suo fratello fosse
venuto a casa con noi. Ho risposto che era casa sua e poteva portarci chi
voleva così siamo partiti con il piccoletto sbronzissimo e siamo tornati da
lui. Non appena arrivati ho detto che sarei tornata a casa mia senza problemi
ma lui mi ha detto che se lo avessi fatto si sarebbe offeso così sono rimasta.
Siamo saliti e ha preparato il divano per il fratello che intanto continuava a
gironzolarmi attorno proferendo parole masticate e complimenti poco garbati fino
a quando non ha allungato la mano e ha estratto gli slip dalla mia tasca. Sono
sbiancata e avvampata allo stesso tempo…troppo imbarazzo… troppa rabbia… ho
cercato di riprendergliele dalle mani ma non ci sono riuscita … le ha portate
al viso e ha annusato profondamente … ha sorriso e mi ha fissato con lo stesso
sguardo del fratello. Quello sguardo che conoscevo bene ormai ma visto sul viso
di qualcun altro mi inquietava. Poco dopo ci siamo spostati in camera. Mi stavo
spogliando seduta sul letto quando ho sentito le sue mani che mi spostavano i
capelli e le sue labbra che dolcemente cominciavano a baciarmi il collo. Il mio
respiro ha cominciato a diventare pesante sotto il suo tocco e le sue mani
scendevano dal mio collo alle mie braccia…mi accarezzava piano e i brividi mi
pervadevano l’anima… piano mi ha fatto scivolare la camicetta e ha aperto il
reggiseno sfilandomelo. Ha messo una mano attorno al mio collo e mi ha girato
verso di lui baciandomi. Poi mi ha steso sul letto e ha finito di spogliarmi.
Mi si è messo sopra e ha iniziato a baciarmi il seno
piano…scendendo lentamente verso il mio ventre. Il mio respiro non mi obbediva
più e continuava ad aumentare… il mugolio che mi usciva dalla bocca era sempre
più alto. La sua lingua stava giocando con il mio clitoride e le mie mani erano
sopra la sua testa che si muoveva piano… ha infilato prima la lingua dentro di
me e ha cominciato a succhiare; il mio piacere era alle stelle… gemevo e
ansimavo mentre mi contorcevo e lo tenevo giù con le mani.
Piano ha sostituito la lingua con le dita e sempre
continuando a giocare con il mio clitoride ha iniziato a muoversi in me… stavo
impazzendo di piacere quando quella strana sensazione è tornata… dovevo fare
pipì… cosi tra un mugolio e l’altro gliel’ho fatto presente Ma la sua risposta
è stata l’opposto. Mi ha bloccata e mi ha detto di non preoccuparmi ma di
lasciarmi andare serenamente mentre aumentava il movimento delle dita. Più si
muoveva più il piacere saliva e la voglio cresceva. Non ho più resistito e ho
lasciato campo libero a tutte le emozioni godendo ed inondando la sua mano e
poi squirtando al suono della sua voce che guardandomi in preda al piacere
continuava a ripetere
Oddio si dammelo tutto… fammi vedere come godi… dio
guardati… godi per me…
Stavo ancora ansimando per il piacere quando mi ha dato la
sua mano…l’abbiamo leccata assieme scambiandoci baci… piacere… complicità.

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