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giovedì 28 febbraio 2019

Day 5




Stamattina mi sono svegliata a casa sua e visto che di sabato non lavoriamo siamo rimasti a crogiolarci nel letto. Mi sentivo una di quelle strafighe dei film che vanno a letto con i loro amanti ed indossano la camicia del loro pigiama…io non avevo la camicia del pigiama ma indossavo una sua t-shirt. Stavo sdraiata tra le sue braccia giocherellando con le dita sul suo petto. Lui mi accarezzava i capelli e ci giocava arrotolandoseli al dito per poi lasciarli ricadere su di me. Parlavamo serenamente di tutto…diciamo che stavamo approfondendo la conoscenza che fino a quel momento era stata incentrata solo sull’attrazione fisica. Saranno state le 10 credo quando ha suonato il suo cellulare…ha risposto e ha farfugliato qualcosa poi ha chiuso e guardandomi ha detto
Stasera a cena fuori ti va vero?
Ho annuito …non avevo molto da fare se non passare il mio tempo con lui. Quel tempo che prima era presso che buttato tra divano, film e frigorifero.  Poi dopo il suo arrivo il mio tempo era incentrato sul fantasticare di lui e sul darmi piacere pensandolo…e ora non potevo chiedere di meglio che trascorrere tutto il tempo in sua compagnia. Stavo ancora pensando a questa cosa del tempo speso bene e speso male che la sua mano mi ha riportato alla realtà... dai capelli era sceso sulla schiena e stava arrotolando la maglia nelle dita …mi sono voltata e mi stava fissando con quel suo solito sguardo … non ho messo vie di mezzo e ho allungato la mano verso i suoi slip… era duro e forte sotto la mia mano e non appena l’ho toccato dalla sua bocca è uscito un sospiro di compiacimento e piacere. Ho sorriso appena mentre la sua mano accarezzava la pelle nuda della mia schiena e io iniziavo a muovere piano la mia sul suo membro vigoroso. Il suo respiro si faceva più pesante e profondo e la mia mano aumentava il ritmo… lo guadavo … il capo appoggiato al muro …appena reclinato …il pomo d’Adamo che scivolava piano …i suoi sospiri mi rendevano felice e più lui gemeva di piacere più io provavo soddisfazione nel darglielo... il mio lavoro procedeva attento e dovizioso e il suo piacere saliva sempre di più…lo sentivo fremere nella mano e ansimare di gusto. Improvvisamente mi ha afferrato il polso e mi ha detto
Ora basta
L’ho guardato con aria interrogativa …stavo sbagliando qualcosa? Eppure il suo piacere mi sembrava reale  
Il mio sguardo interrogativo lo fissava quando ha continuato…
Ora tocca alla mia cagnetta…. fammi sentire come godi tu…
E così dicendo si è messo in ginocchio mi ha preso per i capelli e mi ha costretto a mettermi a “4 zampe” davanti a lui. Ha allentato la presa quel tanto che bastava per potersi agevolmente avvolgere i capelli alla mano prima di tirarli ancora e aggiungere….
Ora voglio sentirti urlare di piacere; voglio sentirti gemere come una cagna
E così dicendo si è avvicinato a me entrando con prepotenza. Ero bagnata e calda e lui era possente dentro di me…  il suo pene pulsava in me e il suo bacino sbatteva sulle mie natiche. Ho iniziato ad aumentare il ritmo del respiro. Ogni sua spinta era sempre più profonda e misurata. Il mio piacere saliva e io cominciavo a mugolare… entrava ed usciva con spinte corpose e regolate… ho portato la mano alla bocca e ho riempito le dita di saliva poi ho allungato un braccio e ho cominciato a giocare con il mio clitoride che ormai era voglioso e pulsante …. Continuava a penetrarmi con ritmicità e fermezza ed io ho ceduto alla parte più nascosta di me e tra un sospiro e l’altro ho cominciato a rivolgermi a lui a ruota libera… senza filtri. Permettendo alla vera ME di uscire e di lasciarsi andare. Così mentre mi penetrava con regolarità e mi teneva ferma ho iniziato a dire…
Dio si fammi godere…fammi male…ti prego scopami e non fermarti …
A queste mie parole l’ho sentito ringhiare e stringermi ancora di più il fianco conficcandomi le unghie nella carne, mentre le sue spinte diventavano più forti e penetranti. Mi ha tirato i capelli talmente forte da costringermi a seguire la sua mano e ad inarcarmi con la schiena tirando in dietro la testa. Continuava a penetrarmi con forza aumentando la frequenza e a ringhiarmi nell’orecchio
Dimmi quanto mi vuoi …dimmelo cagna …sei la mia troietta 
Alle sue parole sono letteralmente impazzita
Ho si ti prego scopami… fammi godere …sono la tua troia e ti voglio… dentro… profondo
In quel momento non ho più resistito e ho dato libero sfogo al mio piacere cominciando a gridare
Oh sì… ti prego…. non fermarti …
Mentre dicevo questo ho iniziato a colare su di lui e lungo le cosce…in mio piacere cresceva ad ogni sua spinta e diventava sempre più intenso quando con un ringhio più profondo l’ho sentito pulsare in me e riempirmi di sé. I nostri respiri ansimavano all’unisono … piano ha allentato la presa sui miei capelli e la mia testa è scesa in basso…. vedevo le sue gambe dietro di me e sentivo le sue mani sui miei fianchi e la sua testa appoggiata sulla mia schiena; poi piano le mani sono scese sul mio ventre abbracciandomi … è uscito da me e mi ha tirato verso di lui stendendoci sul letto. Mi stava dietro e sentivo il suo cuore battere e il suo respiro sulla schiena…piano ha cominciato a baciarla delicatamente i brividi hanno cominciato a scorrermi su tutto il corpo e non resistendo mi sono girata verso di lui e prendendolo per i capelli l’ho tirato fino al mio viso… l’ho guardato dritto negli occhi poi l’ho spinto a me e ho iniziato a leccargli delicatamente le labbra …le ho descritte con la punta per tutta la lunghezza erano morbide e calde sotto la mia lingua …poi l’ho baciato piano …prima delicatamente  poi più appassionatamente . Le nostre lingue giocavano assieme e non avevano voglia di fermarsi ma il suono del mio cellulare interruppe la magia.
Ho risposto… era mia madre. Dopo aver riappeso abbiamo concordato per salutarci e vederci la sera  da lui verso le 7.
 Sono tornata a casa passando per il supermercato …mi mancava praticamente tutto così ho fatto la spesa. Poi sono finalmente andata dalla parrucchiera… volevo essere perfetta per la sera perché sapevo che non saremmo stati soli quindi non volevo fare brutta figura ma soprattutto non volevo farlo sfigurare.
Alle 7 puntuale ero sotto casa sua. Indossavo una gonna nera a metà polpaccio una camicia bianca semi trasparente, una giacchina nera e un paio di Décolleté nere lucide… sembravo una maestrina ma ero comunque molto sexy e quello era il mio intento. Il trucco era classico… smoky eye nero e rossetto rosso molto scuro. Come la sera prima ho citofonato e quasi immediatamente si è aperto il portone. Sono salita e non appena arrivata l’ho trovato sulla porta appoggiato allo stipite con il cellulare in mano che scriveva qualcosa. Non mi ha guardato ma è entrato dicendomi di seguirlo in casa. L’ho seguito in silenzio e non appena entrata mi ha detto di accomodarmi; sempre fissando il cellulare così mi sono seduta sul divano. Stavo lì da un paio di minuti e continuavo a studiare la stanza quando ho sentito la sua voce che diceva
Tu sei pazza!
Mi sono voltata e l’ho guardato con aria interrogativa così ha continuato…
Alzati…fatti vedere…
Mi sono alzata e le sono andata incontro, mi ha guardato …studiato …scrutato poi ha detto
Tu vuoi farmi morire e vuoi farmi litigare con mio fratello
Suo fratello? cosa c’entrava suo fratello?  così ho chiesto perchè avrei dovuto farlo e mi ha solo risposto che me ne sarei resa conto a cena. Sapevo che con quell' abbigliamento ma soprattutto con i capelli sciolti e lisciati avrei avuto la sua piena attenzione. Di lì a poco siamo usciti e ci siamo diretti al ristorante. Una volta arrivati; stavo per scendere quando mi ha fermato e mi ha detto
Sia mai che tu scenda da sola. Ti apro io
Sono avvampata in volto nuovamente, mai nessuno aveva fatto qualcosa del genere per me. Anzi di solito se non scendevo dalla macchina in modo rapido mi sgridavano anche… mi ha aperto lo sportello e mi ha porto la mano; ho appoggiato la mia sopra la sua e sono scesa. La sua mano ha stretto la mia e siamo andati verso la porta d’ingresso. Lo guardavo mentre camminavamo poi ad un tratto ha fatto un cenno di saluto con la testa e un ragazzo sul marciapiede difronte a noi ha ricambiato il saluto. Erano molto simili entrambi mori con occhi nocciola, stessa altezza stessa taglia. Si vedeva bene che erano fratelli anche dai lineamenti molto simili. Non appena lo abbiamo raggiuto si sono salutati e lui mi ha presentato come la sua ragazza…sono rimasta di sasso…la sua ragazza? Da quando ero la sua ragazza? Stavo ancora domandandomi milioni di cose quando mi ha stretto appena la mano e mi ha chiesto se era tutto a posto. Sono rinsavita e scusandomi ho allungato la mano verso quel giovane dall’aspetto così familiare. Mi stava fissando un pò come faceva suo fratello… lo sguardo intenso li accomunava. Siamo entrati e ci siamo accomodati; abbiamo ordinato e loro hanno cominciato a parlare del più e del meno. Stavo sgranocchiando un grissino in attesa della mia ordinazione ascoltandoli quando suo fratello guardandomi si è girato verso di lui e ha detto
Fratellone devi togliermi una curiosità…
Lui lo ha guardato con aria interrogativa così ha continuato
Come se la cava con la bocca? Perché secondo me deve fare dei pompini da paura
Per poco non mi strozzo con il grissino… ho dato un colpo di tosse assurdo e ho cominciato a darmi dei piccoli pugni sullo sterno. Sono diventata viola in volto. Lui mi ha aiutato a riprendere fiato dandomi un colpetto sulla schiena e versandomi dell’acqua
Devi sempre fare il coglione vero? Riuscirai mai a fare la persona seria?
Beh che ho detto ho solo fatto un apprezzamento sulla tua ragazza
Gradirei che tu non facessi di questi apprezzamenti
Mi sono ripresa dal quasi soffocamento e mettendo una mano sulla sua ho guardato suo fratello dicendo
Di una cosa sono certa… non avrai mai il piacere di saperlo
Poi ho dato un morso deciso al mio grissino restando con lo sguardo fisso su quel ragazzino impertinente
Lui mi ha guardato con una leggera soddisfazione in volto e il ragazzino irritante, dopo essere rimasto un attimo basito, ha aggiunto
Beh fratellone te lo riconosco, almeno questa ha un cervello funzionante
Lui ha riso e ha aggiunto che finalmente aveva trovato pane per i suoi denti…mentre discutevano la cena era arrivata e abbiamo consumato il pasto tra una battuta impertinente e una risposta acida. All’uscita ci siamo salutati con l’intenzione di vederci nuovamente tutti e tre. Alla fine la serata non era andata così male. Il ragazzino impertinente tutto sommato si era anche dimostrato simpatico. Stavo avvicinandomi alla macchina per tornare a casa quando mi ha fermato prendendomi per la mano e mi ha proposto due passi. Ho accettato di buon grado. Camminare un po’ dopo cena non mi avrebbe fatto male. Ci siamo addentrati nel centro alla ricerca di qualcosa da fare come un pub o un localino tranquillo dove prendere qualcosa.
Comminavamo parlando del più e del meno e della sera appena trascorsa, di suo fratello e del suo modo di essere, quando mi chiese
Beh ora conosci mio fratello… tu? Quando hai intenzione di presentarmi la tua famiglia?
Sono rimasta un momento in silenzio poi ho risposto
Non c’è molto da presentare …mio padre è morto qualche anno fa e con mia madre non parlo molto …diciamo una telefonata di comodo una volta al mese… ricevuta stamattina non la risentirò se non tra un mese. Quindi a meno di un improbabile matrimonio imminente tra noi due non credo che avrai presto modo di conoscerla e, sinceramente non ti perdi molto credimi
Ho continuato a camminare con lui al fianco finché non ha rotto il silenzio chiedendomi scusa. Mi sono girata verso di lui e mettendole una mano sul viso ho risposto che non doveva scusarsi non era il caso.  La mia vita prima di lui non era assolutamente nulla di interessante. Gli ho sorriso e prendendolo per mano l’ho incitato a proseguire. Di lì a poco abbiamo trovato un localino carino e ci siamo accomodati. Abbiamo ordinato qualcosa da bere e abbiamo passato la fine della serata a parlare e ridere… non ricordo con precisione né di cosa né per quanto abbiamo parlato ma ricordo che abbiamo bevuto abbondantemente. Non eravamo sbronzi ma molto allegri ed io non nego di aver perso ogni mio pudore assieme alla razionalità e lui sinceramente non era da meno. I nostri sguardi facevano capire esattamente all’altro cosa volevamo e l’idea era la solita. Improvvisamente mi venne in mente che lì vicino c’era un piccolo giardino riparato da occhi indiscreti così l’lo trascinato con me e non ha opposto resistenza. Siamo arrivati in quel piccolo angolo di verde …ci siamo guardati in torno per un momento poi l’ho tirato verso di me e ho cominciato a baciarlo con fervore. Le nostre lingue danzavano e i nostri respiri erano più veloci… la voglia l’uno dell’altra stava salendo…mi ha fatto indietreggiare fino a mettermi con le spalle ad un albero… ho cominciato a sbottonargli la camicia e ad aprirgli la cintura per poi passare ai pantaloni …lui intanto ha fatto salire la mia gonna fino alla vita e mi ha letteralmente strappato gli slip poi ha infilato la sua mano tra le mie gambe cominciando a baciarmi il collo. Ho cominciato a mugolare … le sue dita si muovevano in me e il suo piede impediva che io potessi muovere la gamba che preventivamente aveva allargato quel che serviva per muoversi agevolmente. Il mio pudore era scomparso e non mi limitavo in nulla…nemmeno nei mugolii… non mi importava di stare in silenzio… non mi importava nulla…volevo solo provare e dare piacere. Mentre lui aveva la mano tra le mie gambe la mia si stava muovendo energicamente sul suo membro. Mi baciava e lo sentivo ringhiare di piacere e di voglia. Non passo molto che la sua mano piena di me raggiunse la mia bocca. Iniziai a leccare con dovizia le sue dita sempre senza fermarmi e continuando a strofinare il suo membro. Leccai tutto assaporandomi e godendo di me. La sua mano destra mi aveva aperto la camicetta e stava giocando con un mio seno mentre la sinistra ora si spostava verso il basso…. dietro la mia coscia. L’ha alzata portandola al suo fianco ed è entrato in me… prepotente e profondo.  Non rispondevo più di me. Il fatto di essere li… all’aria aperta …sotto i possibili occhi dei passanti…
Oddio si scopami… fammi godere …fammi perdere la testa… fammi urlare
Le sussurravo all’orecchio… le sue spinte corpose mi facevano salire e scendere strusciando le natiche nude sulla corteccia dell’albero che ci ospitava. Dopo la mia parole ha iniziato a penetrarmi con più profondità e velocità la mano sulla coscia mi stringeva con forza… ad ogni spinta il mio piacere aumentava e lui lo sapeva… lo sentiva, come io sapevo e sentivo tutto di lui. Mi si è avvicinato all’orecchio mentre le sue spinte aumentavano di profondità e mi ha ringhiato….
Fammi sentire come gode la mia troietta ... avanti fammelo sentire
In quel momento ho sentito che il piacere saliva e sono esplosa…lui mi ha portato una mano alla bocca per evitare che le urla che mi stavano uscendo dalla bocca potessero attirare l’attenzione più di quanto non avessimo già fatto. Lo inondavo di me mentre lo sentivo riempirmi di lui e ringhiarmi all’orecchio …
Oh!  sì cazzo così ti voglio
Dopo poco ha tolto la mano dalla bocca e ha lasciato andare la mia gamba… ero talmente stanca che sono scivolata piano accucciandomi e finendo praticamente di colare sul prato. Stavo ancora ansimando e lui era in piedi davanti a me appoggiato con il braccio all’albero e la testa su di esso, i capelli gli scendevano sulla fronte. Stavo osservandolo dal basso, Il suo membro ancora rigido e le sue gambe muscolose …il suo petto perfetto…più lo guardavo più mi perdevo per lui.
Stavo ancora riprendendo fiato quando ho abbassato la testa e guardando il prato ho chiesto
Perché mi hai presentato come la tua ragazza?
Non mi ha risposto, si è tirato su gli slip e i pantaloni poi si è accucciato davanti a me e prendendomi il viso tra le mani mi ha guardato e sfiorando appena le mie labbra ha detto
Come potrei definirti se non la mia ragazza? una “trombamica”? una con cui scopo? No mi dispiace io non sono così; se la cosa ti disturba posso anche evitare di dirlo ma questo non cambierà la verità dei fatti. Ora vieni… andiamo a casa si sta facendo freschino
Mi sono alzata e sistemata alla bene meglio; i miei slip giacevano sul prato così li ho raccolti e me li sono infilati nella tasca della giacca poi ci siamo incamminati verso la macchina. Il mio viso era palesemente arrossato dal piacere. Lui mi cingeva la vita con un braccio mentre l’altro era in tasca. Siamo passati davanti ad un pub affollato e abbiamo sentito qualcuno urlare
Hey fratello!
Ci siamo voltati e il ragazzino impertinente era lì in mezzo ad un gruppo di persone più ubriache che sobrie. Si è fermato e hanno parlato poi è tornato da me chiedendomi se mi fosse dispiaciuto se suo fratello fosse venuto a casa con noi. Ho risposto che era casa sua e poteva portarci chi voleva così siamo partiti con il piccoletto sbronzissimo e siamo tornati da lui. Non appena arrivati ho detto che sarei tornata a casa mia senza problemi ma lui mi ha detto che se lo avessi fatto si sarebbe offeso così sono rimasta. Siamo saliti e ha preparato il divano per il fratello che intanto continuava a gironzolarmi attorno proferendo parole masticate e complimenti poco garbati fino a quando non ha allungato la mano e ha estratto gli slip dalla mia tasca. Sono sbiancata e avvampata allo stesso tempo…troppo imbarazzo… troppa rabbia… ho cercato di riprendergliele dalle mani ma non ci sono riuscita … le ha portate al viso e ha annusato profondamente … ha sorriso e mi ha fissato con lo stesso sguardo del fratello. Quello sguardo che conoscevo bene ormai ma visto sul viso di qualcun altro mi inquietava. Poco dopo ci siamo spostati in camera. Mi stavo spogliando seduta sul letto quando ho sentito le sue mani che mi spostavano i capelli e le sue labbra che dolcemente cominciavano a baciarmi il collo. Il mio respiro ha cominciato a diventare pesante sotto il suo tocco e le sue mani scendevano dal mio collo alle mie braccia…mi accarezzava piano e i brividi mi pervadevano l’anima… piano mi ha fatto scivolare la camicetta e ha aperto il reggiseno sfilandomelo. Ha messo una mano attorno al mio collo e mi ha girato verso di lui baciandomi. Poi mi ha steso sul letto e ha finito di spogliarmi.
Mi si è messo sopra e ha iniziato a baciarmi il seno piano…scendendo lentamente verso il mio ventre. Il mio respiro non mi obbediva più e continuava ad aumentare… il mugolio che mi usciva dalla bocca era sempre più alto. La sua lingua stava giocando con il mio clitoride e le mie mani erano sopra la sua testa che si muoveva piano… ha infilato prima la lingua dentro di me e ha cominciato a succhiare; il mio piacere era alle stelle… gemevo e ansimavo mentre mi contorcevo e lo tenevo giù con le mani.
Piano ha sostituito la lingua con le dita e sempre continuando a giocare con il mio clitoride ha iniziato a muoversi in me… stavo impazzendo di piacere quando quella strana sensazione è tornata… dovevo fare pipì… cosi tra un mugolio e l’altro gliel’ho fatto presente Ma la sua risposta è stata l’opposto. Mi ha bloccata e mi ha detto di non preoccuparmi ma di lasciarmi andare serenamente mentre aumentava il movimento delle dita. Più si muoveva più il piacere saliva e la voglio cresceva. Non ho più resistito e ho lasciato campo libero a tutte le emozioni godendo ed inondando la sua mano e poi squirtando al suono della sua voce che guardandomi in preda al piacere continuava a ripetere
Oddio si dammelo tutto… fammi vedere come godi… dio guardati… godi per me…
Stavo ancora ansimando per il piacere quando mi ha dato la sua mano…l’abbiamo leccata assieme scambiandoci baci… piacere… complicità.

lunedì 18 febbraio 2019

Day 4




Stamattina ho aperto gli occhi che stava albeggiando…insolito per me che di solito staziono nel letto per ore prima di decidere di alzarmi … non potevo ancora credere di aver fatto sesso con lui la sera prima e potevo ancora meno credere che fosse ancora qui…eppure era così. Credevo che si sarebbe svegliato nel cuore della notte e che sarebbe sgattaiolato via ma invece era ancora con me … ricordo che ci siamo stesi un momento sul letto per riposare …stavo tra le sue braccia, appoggiata sul suo petto, cullata dal battito del suo cuore e devo essermi addormentata. Il suo braccio era sul mio fianco e respirava dietro di me… sul mio collo con respiri calmi e profondi. Mi sono girata piano e ho messo il mio naso davanti al suo … lo guardavo dormire sereno da un po’… quando ha aperto gli occhi
Mi ha guardato per un momento poi ha stretto il braccio attorno alla vita tirandomi a sé e si è girato di schiena portandomi sopra di lui...allora e solo allora ha detto
Ma buongiorno 
Sorridendo nel suo solito modo; ho ricambiato il sorriso e ho riposto al buongiorno poi ho aggiunto…
Non credevo di trovarti qui stamattina
Mi ha guardato un po’ perplesso …
Secondo te dove dovevo essere? Te l’ho detto non faccio mai le cose senza motivo e soprattutto non le faccio se non le voglio fare.
Ho sorriso e mi sono chinata su di lui sfiorandogli appena le labbra …le sue mani erano sulle mie cosce … calde e decise ed io ancora fremevo sotto il suo tocco … le sue si sono appena aperte e quello che era un bacio di saluto si è trasformato in un bacio tutt’altro che casto. Le nostre lingue hanno cominciato a danzare nelle nostre bocche …i respiri hanno cominciato a farsi frequenti e il piacere a salire… mi sono divincolata e sono scivolata fuori dal letto andando in cucina. Stavo preparandomi la colazione e ancora sentivo il suo sapore in bocca quando da dietro le sue mani mi hanno cinto la vita abbracciandomi. Un sospiro di piacere mi è sfuggito dalle labbra. Stava sorridendo…non vedevo ma lo sentivo e questo mi eccitava ancora di più … piano ha scostato i capelli dal mio collo … l’ho sentito respirare su di me e ora le sue labbra toccavano la mia pelle … delicate e dolci mi sfioravano…baciavano… ho iniziato a respirare più pesantemente mentre il piacere che ero riuscita ad assopire si era risvegliato con forza in me. Le mie mani …impegnate fino ad un momento prima a spalmare burro e marmellata … erano ora attorno al suo collo e il mio capo era abbandonato su di lui …fremevo sotto quei baci e credevo di impazzire… ho sentito che il mio piacere cominciava a scendere e a riempire il mio sesso. Una delle sue mani è scesa piano sul mio ventre e scostando gli slip si è fatta strada in me…. Ho iniziato a mugolare mentre l’altra mano stringeva il mio seno sinistro con forza. Come era già successo mi ha fatto allargare appena le gambe tenendomi schiacciata al bancone della cucina…  le sue dita si facevano spazio in me tutt’altro che discrete mentre ora i suoi denti mordevano la mia spalla. Ansimavo e mugolavo sotto il suo tocco e sapevo bene che questo le piaceva molto. Non ci è voluto molto che il mio piacere arrivasse ai limiti di guardia. lo sentivo ancora dieto di me eccitato e duro …stavo quasi per raggiungere il picco massimo che la sua mano dal seno è passata alla mia nuca spingendomi in avanti e facendomi stendere sul bancone … ha tolto la mano che aveva tra le gambe e me l’ha infilata in bocca…continuavo ad ansimare di piacere mentre leccavo e succhiavo le sue dita intrise di me … poi…improvvisamente mi ha abbassato gli slip e  l’ho sentito entrare in me con arroganza… con virulenza… le sue spinte erano profonde e corpose  una mano poggiata sui miei glutei e l’altra arrotolata ai miei capelli e mi costringeva a restare in quella posizione… lo sentivo ringhiare  e  ansimare dietro di me e il mio piacere cresceva ancora e saliva sempre più …le sue spinte regolari e profonde aumentavano esponenzialmente… mi ha assestato uno schiaffo sul sedere ringhiandomi all’orecchio…
Sei una brava cagnetta …ora fammi vedere come godi …
Quelle sue parole hanno dato il via a tutto …. Il mio mugolare si è fatto più alto e frequente…lo sentivo pulsare in me mentre sempre di più …il piacere mi ha pervaso in ogni più piccola cellula del corpo…i brividi hanno ricoperto la mia pelle … il respiro era pesante e affannato … lo sentivo riempirmi quando finalmente non ho più resistito e … rovinosamente…  no iniziato a urlare e gemere di piacere mentre colavo su di lui e lungo le mie gambe…al contempo lui mi ha riempito di sé … caldo e vischioso si è mescolato a me.
Ero distesa sul bancone ansimante e lui era steso su di me … i nostri respiri all’unisono cercavano di tornare normali. Le sue mani su miei fianchi il suo viso che ansimava sulla mia schiena… la sua soddisfazione e il mio piacere … un’alchimia inscindibile… non sapevo quanto questo sarebbe durato ma ne assaporavo ogni attimo come fosse l’ultimo. 
Stavo vagando per i miei pensieri quando l’ho sentito muoversi dietro di me e baciarmi la schiena… ha nuovamente arrotolato i miei capelli alla sua mano e mi ha tirata a lui abbracciandomi …  ho ricambiato il suo abbraccio stringendole le braccia… si è avvicinato al mio orecchio e ha sussurrato
Scusami… non volevo farti male
Ho scosso la testa in risposta e ho detto che non mi aveva fatto male anzi poi mi sono girata e l’ho baciato sorridendo … mi sono rivestita e sono andata a darmi una sistemata in bagno.
L’orario di ufficio era vicino e dovevamo andare
Anche oggi nessun abito da fagotto ma ho indossato una gonna elegante e una camicetta truccandomi sempre in modo piuttosto appariscente. Stavo preparando le ultime cose e frugavo nella borsetta quando mi ha raggiunto…indossava gli abiti della sera prima ed era veramente bellissimo …lo osservavo quando mi ha detto
Hey se continui ancora non andiamo da nessuna parte
Ho avvampato come al solito provocando la sua risata. So che dopo tutto quello che era successo arrossire per l’imbarazzo di essere stata beccata mentre lo fissavo era stupido ma non potevo farci nulla …
Mi sono scostata i capelli dal viso e prendendo la borsa ho detto …
Andiamo o faremo tardi
Mi ha preceduto fuori. Ho chiuso la porta di casa e mi sono voltata; ora era lui a fissarmi e stava giocando con le chiavi … la mia battuta è stata la solita che aveva rivolto a me pochi secondi prima. Non ha risposto ma mi ha afferrato per un braccio tirandomi a lui. Mi ha sussurrato nell’orecchio
cenetta io e te stasera ti va vero?
Ho acconsentito con un sorriso così mi ha salutato dicendomi che ci saremmo visti al lavoro ed è uscito dal portone principale. Quando sono arrivata al lavoro la mia collega ha nuovamente commentato il mio abbigliamento e questa volta ho risposto in modo piuttosto scocciato ma con educazione facendole capire una volta per tutte che non sono affari suoi come mi trucco e mi vesto. Mi ha guardato e si è stizzita ma finalmente ha capito… spero.
Mi sono accomodata alla scrivania e mentre lavoravo notavo i colleghi che passando buttavano un occhio … La cosa mi appagava ad essere sincera ma non ero interessata ai loro apprezzamenti quindi li ignoravo elegantemente. Alla solita ora sono andata nell’area ristoro. Ero in fila per la macchinetta come sempre e in attesa del mio turno; ripensavo attentamente ad ogni più piccolo particolare successo la mattina …alle sue mani sul mio corpo…alle sue labbra sul mio collo…a lui dentro di me…alle sue mani che mi tiravano i capelli… ho preso il mio caffè e poi mi sono spostata nell’area fumatori. Mi sono affacciata e lui era lì … se lo cercavi o era lì o nel suo ufficio. Eravamo in pochi a fumare quindi la stanza era presso che sempre vuota. Sono entrata e gettando il bicchiere di plastica nel cestino mi sono avvicinata a lui. Ho appoggiato la schiena e ho sollevato una scarpa portandola al muro. L’ho guardato e lui ha guardato me. Ho preso una sigaretta e l’ho messa tra le labbra accendendola; ho tirato una boccata di fumo e ho chiesto dove sarebbe stata la cena di stasera. Ha spento la sigaretta…mi si è avvicinato e mi ha sussurrato
Casa mia dopo ti mando l’indirizzo via mai
Poi è uscito dandomi un’occhiata generale e abbozzando quel suo caratteristico sorriso. Durante la giornata ha ricevuto la sua mail con l’indirizzo come mi aveva detto…. sotto c’era un P.S.…
Vestiti leggera perchè non resterai vestita a lungo
Dopo averlo letto sono avvampata di nuovo…gli occhi della mia collega mi scrutavano curiosi di sapere per quale motivo fossi avvampata improvvisamente; l’ho guardata malissimo ed è tornata al suo schermo senza proferire parola
Tornata a casa mi sono fatta una doccia e mi sono preparata… ho messo un completino un po azzardato…. reggiseno a balconcino …perizoma, reggicalze e calze di seta tutto rigorosamente nero. Ho indossato un vestitino con bottoni per tutta la lunghezza… lunghezza che non scendeva di molto sotto il gancio del reggicalze ma vabbèh…con uno scollo appropriato al reggiseno che indossavo ma soprattutto ai miei seni che nonostante tutto erano abbastanza prorompenti. Alle 21 Ero sotto casa sua… ho citofonato e ho atteso. Le macchine passavano per la strada incuranti e le luci della città lampeggiavano in lontananza. Il citofono ha gracchiato SALI TERZO PIANO e il portone si è aperto. I miei tacchi rumoreggiavano sugli scalini in pietra e risuonavano per tutto il palazzo; il vestito che indossavo svolazzava fornendo una visuale preziosa a chi fosse stato sotto di me…arrivai al terzo piano …l’ultimo…bussai con le nocche sulla grossa porta scura pregando che tutto andasse bene e di non aver esagerato con l’abbigliamento. Si apri e lui stava lì … jeans, una camicia rigorosamente fuori dai pantaloni e aperta al collo. Mi ha scrutata e ha fatto cenno di entrare. varcata la soglia mi sono trovata in un appartamentino carino…molto raccolto; non grande ma quanto bastava per una persona…le travi a vista mi facevano pensare alla montagna e mi davano un’idea di casa con la C maiuscola. Di quelle dove sai che sarai sempre il ben venuto, la cucina moderna con l’isola di cottura divideva la stanza. Dall’altra parte un divano di pelle nera una tv e un tavolino da fumo su un tappeto moderno ma elegante
Mi ha fatto accomodare sul divano e mi ha potato un bicchiere di vino rosso. Mi stava fissando le gambe così ho abbassato lo sguardo e mi sono accorta che spuntava il reggicalze così mi sono sistemata
Non coprirlo… mi piace guardarlo
Ho sorriso ma ormai era coperto e cosi restava. Ho chiesto se potevo aiutarlo in qualche modo ma ha detto di no così sono rimasta lì a giocare con il calice di vino aspettando che mi raggiungesse. Intanto mi guardavo attorno e scrutavo ogni cosa, ovviamente non mancavano le riviste da Nerd che parlavano di informatica e simili come non mancava una foto con una ragazza e un ragazzo …forse parenti data la vaga somiglianza, stavo osservandomi attorno quando si è avvicinato e si è seduto con me.
Allora? Hai fatto come ti ho detto? A giudicare da quello che ho visto direi di si
Il sorriso che lo contraddistingueva …quella bocca meravigliosa sollevata a metà e quello sguardo malizioso mi facevano perdere. Non ho detto nulla ma ho semplicemente annuito bevendo un sorso di vino imbarazzata. Ho estratto il pacchetto di sigarette dalla borsa e ho chiesto se potevo … mi ha risposto di sì così l’ho accesa. Mi fissava e io guardavo lui. Quel nostro gioco di sguardi era pura complicità…sapevamo entrambi che non ci sarebbe stata nessuna cena…almeno non così presto.  Questo suo fissarmi mi irritava e mi eccitava al contempo. Piano ho spento la sigaretta e ho posato il calice ormai vuoto sul tavolo; mi sono alzata e sono andata davanti a lui che intanto si era appoggiato allo schienale scivolando leggermente in avanti. Le ho preso le mani e poggiandole sul fondo del mio vestito ho detto
Vedi se ti aggrada
Mi ha osservato ancora per un momento poi si è dedicato ad ogni singolo bottone… ce ne saranno stati almeno 30… quando è arrivato ad aprire l’ultimo ha piano spostato i lembi dell’abito scoprendo il mio intimo…la sua mano è scivolata lenta dal mio seno ai miei fianchi alle mie cosce… mi guardava in silenzio ed io fremevo sotto quel tocco delicato eppure esplicito…si è avvicinato con il viso al mio ventre e ha cominciato a baciarmi piano …mi baciava la pancia e io fremevo sotto le sue labbra come una bimba in preda alla paura… il piacere saliva ed ogni suo tocco … il mio espiro non era più sotto controllo ed iniziava a diventare più pesante; le sue mani che prima mi tenevano per i fianchi ora scendevano piano sui miei glutei insinuandosi sotto i miei slip e facendoli scendere verso il basso. Delicatamente me li ha sfilati e li ha portati al viso annusandoli profondamente poi li ha lasciati cadere sul pavimento. Si è alzato in piedi e sempre senza proferire parola ha portato le mani alle spalle e piano mi ha fatto scivolare via il vestito. Ha fatto scivolare un braccio sulla mia spalla fermandosi a metà della schiena…si è abbassato con il viso e ha cominciato a baciare i seni poi piano è salito verso il collo e lentamente ha cominciato a leccare la mia pelle … la sua lingua che scivolava sulla mia pelle mi faceva fremere… mentre la sua bocca era impegnata a carezzare la mia pelle la sua mano era scesa tra le mie gambe facendosi spazio e iniziando a giocare con il mio clitoride. Le sensazioni di piacere salivano e mi stavo abbandonando a lui che intanto, mi sosteneva continuando a baciare la mia pelle e a insinuarsi in me con così tanta maestria…ho iniziato a mugolare e ad ansimare per quello che provavo quando ad un tratto mi ha preso in braccio e guardandomi mi ha baciato con trasporto poi mi ha portato in camera e mi ha steso sul letto. Lo guardavo mentre i suoi occhi erano fissi su di me e si toglieva la camicia …l’ha fatta scivolare sul pavimento e poi si è aperto i jeans e li ha fatti scendere assieme agli slip. Li ha spostati con un calcio…è salito sul letto dal fondo sempre senza distogliere lo sguardo da me ma soprattutto dal mio sesso che fremeva in attesa di un suo tocco e non ha tardato molto ad essere soddisfatto. Si è avvicinato e ha infilato il suo viso tra le mie gambe...la sua lingua si muoveva veloce e giocava con il mio clitoride, le sue dita entravano ed uscivano del mio corpo con regolarità fin quando non si sono fermate e hanno cominciato a muoversi dentro di me con velocità. Mi contorcevo e gemevo puntando i miei stivali sulle lenzuola mentre lui mi teneva schiacciata al materasso …  improvvisamente tra piacere e godimento ho sentito il disperato bisogno di andare in bagno… ho cercato di divincolarmi…ho cercato di spiegare ma lui non mi lasciava e mi teneva con ancora più forza limitandosi a dire…
Avanti lasciati andare e fammi vedere quando sei brava a squirtare …
Non ero mai riuscita a fare una cosa del genere e non sapevo se fosse veramente quello che voleva e che volevo io ma il corpo faticava a resistere a tale stimolo e le sue dita continuavano a muoversi sempre più veloci in me quando con un urlo liberatorio misto a piacere ho ceduto e ho lasciato uscire quello che languiva in me… lo sentivo appellare milioni di santi e divinità nel vedermi e nel vedere quello che stava succedendo con un tono di pura soddisfazione, piacere e eccitazione.
La sensazione di liberazione che mi aveva assalito era tornata a compensare il mio piacere…e ora lui era dentro di me…le mie gambe erano sulle sue spalle e la mia schiena inarcata… lo accoglieva interamente. Lo sentivo in profondità e il mio piacere era esponenzialmente salito fino a raggiungere l’apice… gemevo e lo imploravo di non smettere … lui mi appellava con tutto quello che le veniva in mente e più lo faceva più il mio piacere cresceva lui pulsava in me e ringhiava di piacere fino a quando non ha detto la fatidica frase …
Godi con me… fallo ora
L’ho sentito esplodere in me e sono esplosa a mia volta. Continuava a muoversi con me ed io con lui…all’unisono in un turbinio di gemiti, sospiri e piacere. La mia schiena è scesa e le gambe sono scivolate in basso... si è accasciato su di me per riprendere fiato ed io ho fatto lo stesso… piano è scivolato verso il basso restando appoggiato sulla mia pancia…le mie mani giocavano con i suoi capelli e lo accarezzavo piano… siamo rimasti così per un po' poi ha detto …
Sushi?
L’ho guardato per un attimo poi sono scoppiata a ridere e lui di rimando ha fatto la solita cosa.
Ho acconsentito così ha preso il cellulare e ha ordinato per due a domicilio. Sarà passata una mezz’ora prima che arrivasse… il tempo di andare in salotto a riprendere gli slip e il vestito dal pavimento e infilarlo. Lui stava stappando un'altra bottiglia di vino e lo versava nei bicchieri…indossava solo i jeans e ad ogni suo movimento i muscoli si contraevano sotto la pelle… la voglia di averlo nuovamente stava tornado a bussare ma cercavo di contenerla. La cena è arrivata e ci siamo seduti sul divano stavamo mangiando e parlavamo del più e del meno; dei colleghi; del lavoro ridevamo e scherzavamo. Ad un certo punto ho chiesto chi fossero i due nella foto con lui. Mi ha risposto quasi con non curanza
I miei fratelli…lei è più grande, lui più piccolo …li conoscerai
Stava guardando il contenitore del sushi pensieroso così chiesi
Ho detto qualcosa di sbagliato?
No è solo che non parlo molto della mia famiglia di solito
Dopo questa sua affermazione mi sono scusata ma mi ha guardato sorridendo e ha detto
Non fa nulla ma per questo me la pagherai
Poi è scoppiato in una risata fragorosa. Sono nuovamente avvampata per l’imbarazzo… la mia maledetta curiosità doveva imparare a stare buona ogni tanto.
Il silenzio era nuovamente sceso tra noi dopo la mia uscita infelice...stavo giocherellando con qualche chicco di riso avanzato nella mia confezione da asporto quando lui mi si è avvicinato e prendendo il mio viso tra le mani mi ha costretto a guardarlo
Hey…davvero; tutto a posto non ti preoccupare
L’ho guardato con aria mortificata… mi ha sorriso e mi ha baciato dolcemente poi mi ha abbracciato e mi ha fatto appoggiare con la schiena al suo petto nudo … mi stavo ancora scusando per quello che avevo combinato con la mia invadenza quando mi ha tappato la bocca con la mano e mi ha sussurrato all' orecchio
SSSSHHHHH non fa nulla …ora pero me la paghi
Ha sorriso e lentamente è sceso con la mano… ha cominciato a riaprire il mio vestito…piano…lentamente… vedevo i suoi muscoli contrarsi mentre si prodigava nel aprire i bottoni con dovizia e cura. È arrivato al seno e ha scostato il reggiseno iniziando a giocare con il mio capezzolo. Il piacere ha cominciato a salire e la voglia di lui a crescere nuovamente superando ogni freno io le avessi messo …le sue labbra sul mio collo tornavano a farmi rabbrividire di piacere e ancora la sua mano che stringeva e tirava il mio capezzolo facendolo inturgidire al suo tocco…mi mandava fuori di testa. Ha continuato a scendere fino ad arrivare su mio ventre; ha spostato lo slip ed è andato diretto al mio piacere più grande cominciando a giocarci…a stuzzicarlo… a girarci a torno . Non volevo altro che venie per il suo piacere e la sua soddisfazione. Una mano mi teneva bloccata la gamba mentre l’altra cercava il mio piacere in ogni millimetro. Credevo di impazzire per la terza volta in tutta la giornata . Si è insinuato dentro di me con tutta la maestria del mondo e ha iniziato a muoversi in me da prima piano poi sempre più velocemente. Le sue dita giocavano dentro e fuori di me mentre io, non riuscivo a controllarmi e mugolavo…ansimavo e gemevo setto il suo tocco; mi contorcevo e vibravo di piacere. Non ci ho messo molto a godere per la terza volta. Ansimavo e il cuore mi batteva veloce. Lui mi abbracciava e mi baciava le testa mentre io mi prodigavo a leccare avidamente le sue dita ancora invasa da quella sensazione che faticava ad abbandonarmi .

giovedì 14 febbraio 2019

Day 3




Oggi sono tornata al lavoro e… si … il fagotto è rimasto nell’armadio  anche stamattina. Ho indossato un bel completino elegante … un tailleur gessato senza camicia e un paio di scarpe eleganti con il tacco medio. Sembravo proprio una donna in carriera . La mia collega continua a chiedermi il perché di ogni cosa soprattutto oggi che …sinceramente…non mi sono risparmiata con il trucco e anzi ho marcato molto lo sguardo e messo in evidenza le labbra con un rossetto rosso molto scuro .
Se domani mi chiede nuovamente il perchè del mio look la mando a cagare ; impicciona che non è altro
Alle 10 ho preso il telefono e chiamato il reparto di assistenza informatica .
Pronto ?
La voce era meravigliosa …così calda e sensuale …
Le ho detto solo una parola
Caffè?
La sua risposta è stata immediata così ho aggiunto …
Lo porto io…e ho riappeso . Mi sono  alzata e sono passata dalla macchinetta . Non nego che forse avrei dovuto fare questi cambiamenti di look prima , dati gli occhi dei colleghi che ora riconoscevano una donna sotto quegli abiti e non un “coso”. Ho ritirato il secondo caffè e mi sono diretta nella sua stanza. Ho bussato e la porta si è aperta. Era lì …  assolutamente perfetto… mi sorrideva e ha fatto cenno con la testa di entrare. Ho sorriso a mia volta e ho varcato la soglia. La porta si è chiusa dietro di me. Mi sono voltata verso di lui… mi stava fissando così ho chiesto se c’era qualcosa che non andava  e le ho porto il caffè. Non mi ha risposto e ha appoggiato il bicchierino sulla scrivania avvicinandosi … lo fissavo e lui fissava me mentre si faceva sempre più vicino. Di rimando ho indietreggiato fino a che non ho sbattuto contro la scrivania… ho poggiato il caffè anche io e ho messo le mani sul tavolo dietro di me. Era vicinissimo  e continuava a fissarmi immobile …il cuore stava per uscirmi dal petto per come batteva; non sapevo cosa fare …lui stava lì e non diceva nulla …mi fissava e sorrideva  di un sorriso malizioso quasi a mezza bocca…quei sorrisi strani…quasi di appagamento  che avevo già visto ieri sera . La voglia ha cominciato a salire e involontariamente mi sono morsa il labbro … cosa che lui ha immediatamente notato….ha abbassato la testa e si è passato il dorso della mano sulla barba ben curata  per poi tornare a guardarmi con uno sguardo diverso…uno sguardo che sembrava dire ti voglio qui e adesso… mescolato a qualcosa che suonava come “violento”…”cattivo”… quello sguardo mi piaceva e anche molto …era così vicino che potevo sentirlo respirare. Automaticamente la mia mano è andata verso il suo collo e l’ho afferrato tirandolo a me …le nostre labbra si sono incontrate nuovamente e le nostre lingue hanno cominciato a danzare ancora una volta . Il mio respiro era affannato…voglioso… la mia mano gli stringeva il collo . Il suo sapore …il suo essere lì a giocare con me … mi stava facendo perdere la ragione… sono trasalita per un attimo lasciandolo andare e allontanandomi per quello che potevo…
No scusa …ho farfugliato ma a lui non è interessato molto quello che le ho detto perché non ponendo vie di mezzo ha allungato la sua mano e ancorandosi fermamente al mio collo mi ha tirato a se e ha ripreso nuovamente a baciarmi… le sue mani dietro il collo…la sua lingua nella mia bocca ..le sue labbra morbide…
Oramai era tardi per mettere freni a qualcosa … considerando anche che, mentre una mano era dietro la mia nuca l’altra aveva sbottonato la mia giacca e ora giocava con il mio capezzolo… la mia al contempo era scesa verso il basso e ora teneva in mano il suo sesso duro e grosso come lo era stato la sera precedente. I respiri di entrambi stavano facendosi  sempre più frequenti e il piacere saliva . I nostri baci erano puro eccitamento…sapevamo bene entrambi quello che volevamo . Mi sono seduta sulla scrivania che mi stava dietro divaricando le gambe per lasciarlo avvicinare e non ci ha messo molto a farlo . Mi stava di fronte e i baci non si erano ancora fermati. Era un turbinio di lingue e morsi in continuo aumento … la foga mi aveva presa e stavo slacciandogli i pantaloni  mentre  lui ormai mi aveva tolto la giacca e stringeva i miei seni con forza quando qualcuno ha bussato alla porta .
Il gelo …mi ha fatto cenno di stare in silenzio e ha risposto alla bussata chiedendo chi fosse…dall’altra parte della porta un collega chiedeva se poteva raggiungerlo alla scrivania per un problema a non ricordo nemmeno cosa… così si è svincolato dicendo che sarebbe andato immediatamente ,  il tempo di finire una cosa . Il collega ha ringraziato e si è defilato . La “magia” del momento era finita … si è voltato dicendo
Cazzo !
Io stavo rimettendomi la giacca e cercavo di non pensare a quello che era successo e a quello che sarebbe potuto succedere. Le ho detto di non preoccuparsi che alla fine era inevitabile … stava in piedi dandomi le spalle … una mano sullo stipite e l’altra in tasca come era uso fare . Mi sono sistemata e diretta verso la porta … stavo per uscire quando mi ha preso e tirato a se e guardandomi dritta negli occhi mi ha detto
Attenta perché non finisce così…
Poi mi ha sfiorato con le labbra e mi ha lasciato andare. Sono uscita dal suo ufficio e sono tornata alla mia scrivania …dovevo distrarmi  e cercare di non pensare così ho fatto di tutto… ho finito il mio lavoro…ho spolverato la mia scrivania piena di stupidate che , solo a vederle , non diresti mai che è di una donna fatta e finita …se non fosse per la piantina grassa , che mi fa allegria di fianco allo schermo,  potresti scambiarla per la scrivania di un bambino amante delle due ruote e degli ovetti kinder 
Per non parlare della mia bacheca. Piena di frasi sarcastiche  e foto di serpenti che solo un ofiologo potrebbe capire … le “felici” immagini gotiche alternate a disegni di Raul Guerra davano la chiarissima idea di chi fossi.
Comunque per me la giornata era finta così.
 Me ne sono tornata a casa… mi sono fatta una doccia ristoratrice ; ho indossato la solita maglietta per la notte , i miei calzini di spugna pesanti e un paio di slip . Mi sono preparata qualcosa per cena e mi sono rannicchiata sul divano per vedere la tv. Saranno state le dieci quando ho sentito bussare. Sono rimasta un po' perplessa…non aspettavo nessuno … sono andata alla porta e ho guardato dallo spioncino … era lui … stava lì…in piedi davanti alla mia porta…si guardava attorno… lo fissavo e non sapevo cosa fare… dalla strada aveva sicuramente visto la luce quindi non potevo fingere di non esserci e , di certo non volevo farlo. Stavo ancora pensando a cosa fare  quando ha bussato nuovamente … questa volta con più energia così sono saltellata per la stanza come una scema e ho detto sommessamente
arrivo!
Cercavo qualcosa da mettermi addosso ma non trovando nulla , mi sono avvicinata alla porta e ho aperto afferrando la maglia sul davanti per cercare di coprirmi come meglio potevo…dio che meraviglia vederlo … aveva la solita aria di quello che sa quello che vuole ma soprattutto di quello che sa come ottenerlo…
Le ho chiesto come mai fosse lì… mi ha risposto con uno dei suoi sorrisi a mezza bocca e ha sfoderato un pacchettino …sono rimasta basita e ho chiesto cosa fosse  lui mi ha detto solo
Aprilo
Si ma …non restare sulla porta … accomodati … ho detto e ho chiuso la porta dietro di lui. È entrato e si è fermato  dopo pochi  passi. Si guardava attorno studiando la casa mentre io scartavo il pacchettino che mi aveva dato. Era una T-shirt con la stampa di un’opera di Raul Guerra… l’ho guardato sgranando gli occhi e le ho chiesto come aveva fatto a sapere che mi piaceva; mi ha risposto
Tel’ ho detto che ti osservo da un po’
Sono avvampata e la maglietta mi è scivolata dalle mani … allora era vero quello che mi aveva detto … non sapevo cosa aggiungere quindi le ho detto di accomodarsi mentre raccoglievo la maglia dal pavimento  e la appoggiavo sul tavolino di comodo vicino alla porta ma non lo ha fatto e si è girato verso di me  venendomi in contro . Sono rimasta ferma mentre mi guardava  ed io guardavo lui perdendomi in quegli occhi per me tanto ipnotici. È arrivato davanti a me e abbassandosi appena mi ha sussurrato all’orecchio
Te lo avevo detto che non finiva li …
Poi ha messo una mano dietro alla mia nuca  e intrappolando i miei capelli nel pugno mi ha tirato a lui baciandomi…da prima dolcemente…le sue labbra hanno sfiorato le mie aprendosi piano e succhiando il mio labbro inferiore  poi la sua lingua si è fatta strada nella mia bocca e ha cominciato a giocare con la mia . Il piacere saliva…e non solo il mio …lo sentivo crescere e diventare sempre più duro e grosso …mentre mi teneva per la nuca e mi spingeva in dietro … non appena la mia schiena ha toccato il muro mi ha lasciato e mettendomi le mani alla vita mi ha divaricato le gambe e sollevato da terra.. l’ho assecondato e  le ho messe attorno ai suoi fianchi… le mie mani si insinuavano nei suoi capelli e la mia lingua nella sua bocca… mi ha messo le mani sotto il sedere e si è avvicinato al divano sedendosi… a quel punto non avevo più un minimo di pudore…tutto quello che fino a quel momento mi aveva franto era sparito . Sentivo solo l’eccitazione che saliva e che mi arrivava alla testa . Le stavo sopra e lo sentivo crescere sempre di più sotto di me… non appena si è seduto gli ho praticamente strappato la maglietta di dosso lasciandolo a petto nudo e ho cominciato a toccarlo …a far scorrere le mie mani in ogni piccolo solco della sua pelle…sentivo i muscoli tesi sotto le mani mentre lui mi stava baciando il collo e scendeva con le mani verso il fondo della mia maglietta …non ci è voluto molto che me la togliesse lasciandomi a seno nudo …
Mi ha fissato per un secondo poi ha cominciato a baciarmi piano…prima il collo …poi piano è sceso verso i seni e mentre con una mano mi teneva dritta…stretta a lui con l’altra giocava con il mio capezzolo mentre la sua lingua si divertiva a stuzzicare l’altro … ho cominciato involontariamente a mugolare e il mio respiro ormai era incontrollabilmente accelerato …lo volevo e nessuno e nulla mi avrebbe fermata questa volta . Le mie mani erano sulla sua testa e la sua faccia sul mio seno…mordeva , leccava e stringeva e io impazzivo …  il piacere era veramente enorme  non riuscivo a smettere di gemere . Ad un tratto gli ho afferrato i capelli e tirandole in dietro la testa mi sono avventata sul suo collo … ho iniziato a baciarlo …leccarlo…morderlo con una certa violenza poi ho iniziato a scendere scivolando piano giù dalle sue gambe … sono arrivata a stare in ginocchio davanti a lui… ho allungato le mani e ho aperto quei  pantaloni che da troppo comprimevano il mio premio tanto agognato.
 Li ho abbassati assieme agli slip … il suo membro era li …duro e dritto in tutta la sua fierezza…mi sono alzata sulle ginocchia e l’ho preso con una mano mentre sentivo i suoi occhi addosso e il suo respiro eccitato … mi sono avvicinata e l’ho baciato piano…poi ho aperto appena la bocca e ho cominciato a leccarlo …sulla punta lucida e liscia … la facevo entrare ed uscire dalla bocca succhiandola … mentre la mia lingua si faceva strada tra lei e la pelle che la circondava … e si insinuava nel suo piccolo occhio… lo sentivo gemere così ..finalmente l’ho preso interamente in bocca …fino in gola e ho alzato lo sguardo … questa volta assolutamente malizioso e pieno di desiderio e piacere…. Mi guardava …ansimava… una mano sul divano e l’altra sulla coscia … sono tornata a prenderlo nuovamente affondo e ancora l’ho estratto …mentre la mia mano saliva e scendeva lo facevo battere sulla mia lingua interamente fuori dalla bocca  mentre lo fissavo e ridevo…la sua testa reclinata sullo schienale…i suoi gemiti  e i suoi ringhi mi facevano godere al solo vederlo. Ero bagnatissima e vogliosa ma volevo giocarci ancora un po’ così sono tornata a succhiarlo affondo… lo sentivo ansimare e godere e la sua mano ora era sulla mia testa …le dita affondate nei miei capelli che stringeva nella mano mi davano il ritmo… mugolavo e lui godeva con me
Con la mano libera sono scesa in basso e scostando i miei slip ho cominciato a toccarmi …gemevo di piacere mentre continuavo a succhiare, leccare e mordicchiare  finchè ad un certo punto la sua mano mi ha sollevato il viso tirandomi per i capelli…ci siamo guardati … ero sporca di saliva e di lui …si è abbassato e mi ha baciato con “violenza” il mio respiro era affannato e il suo non era da meno. Mi ha lasciato i capelli e si è alzato lasciandomi lì in ginocchio . Si è tolto i pantaloni dandole un calcio per spostarli … a portato una mano in basso e mi ha presa per il collo costringendomi ad alzarmi … quella stretta che quasi mi toglieva l’ara mi eccitava moltissimo e sentivo che il mio piacere mi inondava…se possibile ancora di più di quanto già non fossi bagnata … mi ha lanciato sul divano …si è inginocchiato davanti a me e divaricandomi le gambe mi ha tirato verso di lui sfilandomi gli slip e lanciandoli non so bene dove... guardandomi è sceso tra le mie gambe e ha iniziato a scivolare in me con la lingua ; facendosi strada nel mio sesso…insinuandosi tra le grandi labbra ormai zuppe alla ricerca del mio clitoride che al solo pensiero di essere toccato già fremeva . Appena lo ha raggiunto  dalla mia bocca è uscito incontrollato una specie di gridolino di piacere …ha iniziato a stuzzicarlo con la punta della lingua le mie mani da prima strette sulla fodera del divano sono scese sulla sua testa…tenevo i suoi capelli stretti nel pugno mentre lo sentivo giocare e mordicchiare il mio clitoride ormai assolutamente inebriata dal piacere . Mi stavo perdendo sotto il tocco della sua lingua quando l’ho sentito entrare in me …prima piano…con un solo dito ed ha cominciato a muoversi agilmente portando il mio piacere ad un livello superiore se era mai possibile farlo… gemevo…mi contorcevo  e mugolavo vogliosa di lui … quando ha fatto scivolare altre due dita ed ha continuato a muoverle con assoluta maestria…stavo per scoppiare… non resistevo più dovevo lasciare libero sfogo al mio piacere . Lo sapeva e ha iniziato a muovere le dita e la lingua sempre più velocemente finchè non sono scoppiata … sentivo il piacere salire e rendermi folle mentre i miei umori scendevano e nuovamente andavano ad inondare la sua mano e la sua bocca , che ora era diventata una meravigliosa ventosa attaccata al mio piacere… avevo gli occhi chiusi e gemevo di un piacere assoluto…godevo e ansimavo e vibravo ancora sotto il suo tocco. Non avevo mai e dico mai provato un piacere simile . Sentivo i suoi occhi addosso e lo sentivo ancora in me e tra le gambe … lentamente stavo tornado alla normalità non appena ho smesso di ansimare è uscito e si è alzato  standomi davanti…era sempre eccitatissimo  , la sua mano era piena di me e la volevo … mi spettava di diritto … era immobile e mi guardava l’ho guardato a mia volta …prima negli occhi poi sono passata a fissarle la mano dicendo
Ti prego ….
Non ha detto una parola ma si è seduto di fianco a me e avvicinandola a suo viso ha detto solo 
Vieni …
Mi sono fiondata su quella mano e sul mio nettare come una tossica in preda a una crisi d’astinenza
Ho iniziato a leccare le dita una ad una  succhiandole e assaporando il mio piacere… lui mi guardava in silenzio …mugolavo mentre le  leccavo … il suo sorrisino è ricomparso per un attimo poi si è avvicinato e ha cominciato a leccare la sua mano dal basso e lentamente è salito …
Le nostre lingue si sono incontrate e confuse con il mio piacere per qualche secondo poi ..la mano è scesa sul mio fianco  mentre  le nostre lingue continuavano a giocare e i nostri respiri si facevano nuovamente più pesanti e vogliosi . Ha ripreso a baciarmi il collo …a morderlo e il mio piacere è tornato prepotente; La mano sul fianco mi carezzava procurandomi brividi lungo la schiena ... eravamo seduti di fronte sul divano fino a quando non mi ha spinto sopra di lui …lo sentivo duro e vigoroso sulla mia pelle …lo volevo ..doveva essere mio …così…piano …mentre le nostre lingue continuavano a danzare mi sono seduta sopra di lui… un sospiro mi è uscito dalla bocca accompagnato da un mugolio di piacere…sentirlo entrare in me mi ha eccitato alla follia  era duro e estremamente caldo… lo sentivo puntare in alto …mi faceva male ma volevo che lo facesse … mi sentivo i suoi occhi addosso così l’ho guardato e lui ha ricambiato il mio sguardo …era immobile e il suo sguardo era appagato dal vedermi provare piacere con lui e per lui… mi ha messo entrambe le mani sui fianchi e ha cominciato a muoversi ritmicamente … sobbalzavo ad ogni sua spinta come una bambola di pezza in mano ad un bambino. Ero talmente pervasa dal piacere che non riuscivo a sostenere il suo sguardo e ad ogni sua spinta il mio respiro diventava sempre più pesante e il mio corpo si abbandonava al piacere . Il suo pene dentro di me strusciava dovizioso lungo le mie pareti  facendomi colare nuovamente … dio avrei voluto urlare la mia gioia e la mia soddisfazione ma riuscivo solo a respirare in modo pesante e a guaire come una cagna ad ogni sua spinta  e più si facevano profonde e ravvicinate più il mio guaire si alzava di volume…lo sentivo pulsare in me  e sentivo le sue mani che ora erano scese sulle mie natiche … mi dava il ritmo e il mio seno sobbalzava ad ogni spinta . Lo sentivo ansimare sulla mia pelle …sentivo il suo respiro caldo su di me… ringhiava e sospirava pesantemente . Le sue mani si stringevano sulle mie natiche per poi lasciarle andare e tornare nuovamente a stringerle. Ero nuovamente vicina all’orgasmo così tra un sospiro e l’altro ho bisbigliato
Non fermarti …fammi godere …
Al mio bisbiglio ha risposto  con un ringhio  e un
Fammi sentire come lo fai  
Poi ha aumentato il ritmo  e ha intensificato le spinte…sentivo che era vicino …il suo pene in me pulsava sempre più …entrava ed usciva con regolarità …sempre più velocemente… non resistevo più così ho finalmente ceduto al mio corpo e ho lasciato che il mio piacere esplodesse  su di lui…con lui…e per lui
Il mio respiro si è fatto più pesante e ho iniziato dapprima a mugolare sommessamente…il mugolio è diventata una vocale a caso e alla fine ho inarcato la schiena dando libero sfogo al mio piacere urlando , godendo e riempiendolo di me …nel frattempo il suo ringhiare si è fatto più alto e forte … il suo respiro è diventato più pesante e… mentre mi riempiva di se stringeva i  miei glutei. Ho cominciato a  colare di me … di lui  … mi sono accasciata sulla sua spalla per riprendere fiato mentre le sue mani hanno lasciato i miei glutei e si sono strette al mio corpo  in un abbraccio …il suo cuore batteva velocemente , la sua pelle  aveva un odore buonissimo… lo sentivo riprendere fiato e tornare in se . Come a me anche a lui occorse un po’ di tempo per riprendere fiato … mi sono spostata atterrando con le natiche sul divano . I miei capezzoli erano duri …non volevo togliermi il suo odore di dosso ma avevo veramente bisogno di una doccia…così mi sono alzata e raccogliendo le mie cose dal pavimento le ho indicato la camera da letto e la cucina dicendole
Fa ciò che vuoi io vado a farmi una doccia
Ha fatto un cenno con la testa  e mentre me ne andavo mi ha dato uno schiaffo su sedere  facendomi saltellare dal “dolore” fino al bagno.
L’acqua mi scorreva sul corpo ricordandomi quello che era appena successo poco prima …con la mente ripercorrevo ogni singolo istante…e ancora non credevo che fosse veramente nella stanza accanto… …io e lui… mai avrei sperato o immaginato una cosa simile … così diversi… così complici…


lunedì 11 febbraio 2019

Day 2






Ieri ho preso una decisione e ho fatto quello che mi ero riproposta
Stamattina mi sono alzata … e dopo una colazione frugale mi sono messa davanti all’armadio; sono stata a contemplare oggi mio abito che non fosse da fagotto . Ci ho messo un po’ ma alla fine ho trovato un jeans e una camicetta. Mi sono vestita ho messo un filo di trucco e mi sono raccolta i capelli.
Sono uscita decisa  e sicura… lo avrei fermato in qualche modo…gli avrei rivolto la parola…sarei risultata decisa e sarcastica come lo sono di solito….
Di solito se non c’è lui…ma andiamo per gradi
Sono arrivata in ufficio e mi sono seduta alla mia scrivania…la mia collega mi ha chiesto se c’era un’occasione particolare per essermi vestita in quel modo ma soprattutto truccata … ho addotto una scusa stupida e si è zittita .
Sapevo che prima o poi sarebbe passato davanti a me così lavoravo con un occhio sul pc e l’altro sul corridoio….
Attorno alle 10.30 eccolo… il passo deciso … i capelli leggermente spettinati che gli ricadevano appena sulle spalle…la maglietta un po’ slavata e i pantaloni milletasche …morbidi su un corpo così perfetto… gli occhiali gli conferivano un certo tono …
Non ho posto vie di mezzo e alzandomi mi sono sistemata seguendolo … l’area ristoro era deserta….sembrava che tutto girasse a mio favore . Era lì… appoggiato con la mano destra al distributore di snack  che ne osservava il contenuto alla ricerca di qualcosa di commestibile .
Mi sono avvicinata alla macchinetta del caffè  e in silenzio ho estratto la mia chiavetta dalla tasca, l’ho infilata nel distributore e ho selezionato la bevanda
Stavo lì …come una stupida a guardare la macchinetta e non gli rivolgevo neppure la parola…era a due cm da me … il suo profumo invadeva l’area ristoro come il profumo dei fiori in primavera portato dal vento …e io stavo lì come una deficiente …mi sarei mangiata i gomiti. Stavo pensando cosa dire quando
CIAO !
Volevo morire ma ho ricambiato il saluto con un sorriso imbarazzato…volevo sprofondare….dove era la mia sicurezza ? Evidentemente in ferie o nascosta nel più recondito angolo del mio cervello rannicchiata con le ginocchia al mento  dalla paura
Non ti vedo mai a quest’ora alla macchinetta …serata dura ieri?
Allargando un angolo della bocca in una maliziosa ironia …quel sorriso….dio …. Ho risposto con un semplice ….hem…no  sono solo un po’ fuori fase…mentre rispondevo mi guardava negli occhi…fisso … dio mi sono persa in quegli occhi marroni profondi e dolci ma anche fermi e freddi…
Le sue labbra si muovevano ma io non sentivo una parola… così quando mi sono accorta che aspettava una mia risposta ho detto …come scusa ?
Mi ha guardato e ridendo ha detto …il tuo caffè è pronto
Ecco li si che mi sarebbe servita una pala per nascondermi a 100 chilometri dalla superfice ma proseguiamo
L’ho ringraziato e ho preso il bicchiere dalla macchinetta   avviandomi verso il mio ufficio con il viso rosso dalla rabbia e dall’imbarazzo quando mi ha afferrato per un braccio e tirandomi in dietro mi ha fermata. Mi sono girata … mi guardava serio … così ho chiesto cosa era successo …. Ha alzato la mano e mi ha mostrato le mie chiavi  dicendo
Te le stavi dimenticando…e… un’altra cosa… questi sono più belli cosi
Mentre lo diceva mi ha tolto il fermaglio dai capelli che ovviamente mi sono ricaduti sulla schiena .
Sono rimasta di sale ... la bocca semi aperta e gli occhi sbarrati … mi ha messo la chiave in mano e superandomi mi ha chiesto se stasera avevo voglia di bere qualcosa con lui .
Mi sono girata e l’ho guardato . Era fermo con una mano sulla porta e l’altra in tasca e guardava in basso …verso il pavimento
Alzò lentamente lo sguardo verso i miei occhi “Per questa sera sei senza impegni… vero?” Allargando nuovamente la bocca di lato con un pizzico di strafottenza
S-si certo ho risposto…sembravo deficiente dio santo . Nemmeno fossi una bambina di 5 anni cazzo ma come si può essere così stupide  … cosi mi ha dato appuntamento al pub in centro per le 21.30
Inutile dire che sono tornata in ufficio volando e che il lavoro è rimasto fermo alle 10.30 di questa mattina. Ho passato l’intero pomeriggio a pensare alle innumerevoli figure di merda che avevo fatto quella mattina …di sicuro stasera al pub mi avrebbe presa in giro fino alla morte per le cazzate della mattina …comunque alle 20 mi sono preparata. Ho indossato un abito tranquillo…nulla di particolare … un semplice abito nero a metà coscia ; sotto ho messo un paio di stivali sempre neri ma volutamente ho lasciato sciolti i capelli dato che a lui piacevano di più.
Sono arrivata in anticipo di 5 minuti e ho aspettato che arrivasse davanti al locale ; mi guardavo attorno…l’aria era fredda e l’odore che usciva dai vicoletti bui del centro era pungente… un misto di vomito ed escrementi di cane  . Stavo ancora pensando a quello che era successo la mattina quando l’ho visto arrivare. Ci siamo salutati con un bacio sulla guancia… in cui per un attimo sembrò fermarsi a respirare il mio profumo guardandomi il collo … volevo morire…la sua pelle contro la mia…finalmente …quante volte avevo immaginato quella sensazione…un brivido mi è sceso lungo la schiena … che lui …per fortuna…ha interpretato come un brivido di freddo e siamo entrati. Abbiamo ordinato un paio di birre…ero imbarazzatissima per non parlare poi di quando mi ha detto
Ho notato che sul lavoro non ti guardi mai molto attorno… ma ti ho notata spesso
Ho sbarrato gli occhi e in automatico ho risposto …come scusa ?... credo di essere diventata viola in volto perché si è messo a ridere e ha aggiunto…beh non dirmi che non te ne eri accorta… aspettavo il momento giusto per invitarti a bere qualcosa.
Ho risposto che no … non me ne ero accorta  e di li ho cominciato a sciogliermi un po’…forse grazie anche alla birra che era appena arrivata. Ci siamo messi a parlare del più e del meno del lavoro e delle nostre passioni. Finita la prima birra ne abbiamo ordinata una seconda e mentre parlavamo mi sono trovata nuovamente a fissarlo negli occhi…in quegli occhi mi ci perderei per sempre … lo stavo fissando quando la sua mano si è allungata verso di me scostandomi un ciuffo di capelli dal viso… nuovamente quel brivido …se solo avesse saputo quanto lo avevo desiderato …
Sai  mi piacciono da morire i tuoi capelli … mi ci perderei …
E siamo a due avvampamenti in una serata…e alla seconda risata di lui nei miei confronti .
Daiiiiii ma perchè arrossisci ?  Non ti piacciono i complimenti?
Ho risposto che si mi piacevano ma che al contempo non c’ero abituata e mi imbarazzava riceverli ….è diventato serio tutto d’un tratto e portando una mano sulla mia coscia mi ha detto che non avevo motivi per non apprezzarli.
Al suo tocco è successo l’inevitabile…l’eccitazione che fino a quel momento avevo cercato di nascondere è uscita fuori con tutta l’energia che aveva. Sono trasalita , dalla bocca mi è uscito un sospiro assolutamente fuori luogo …la gola mi si è seccata e ho iniziato a sudare .ovviamente si è accorto di tutto ma non ha fatto una piega e ha fatto scivolare piano la mano verso il mio ginocchio per poi tornare sui suoi passi …
Quella reazione ha solo confermato quello che evidentemente lui già sapeva al punto che si è scusato con me per averlo fatto ; ovviamente io ho risposto che non doveva scusarsi e che anzi…mi aveva fatto piacere e…alla fine sono dovuta per forza arrivare a dirle che ero attratta da lui ma che comunque mi imbarazzava la cosa data la mia “goffaggine” al lavoro che confrontato al suo modo di essere poteva sembrare poco interessante .  Mi ha ascoltato in silenzio e alla fine ha detto
Bene … andiamo ?
Non ho risposto e l’ho seguito. L’aria era più fresca a quell’ora e l’odore non te lo dico . Pensavo che ci salutassimo ma mi ha chiesto se volevo fare due passi così gli ho detto che non abitavo molto lontano e se voleva poteva accompagnarmi per un po'. Ha acconsentito e ci siamo incamminati . Il suo silenzio mi imbarazzava ma più che altro mi irritava così mi sono fermata e finalmente la mia fermezza è uscita . Le gli ho chiesto che cosa avesse e perché si fosse comportato in quel modo. gli ho detto che non era obbligato a frequentarmi e che per me andava bene così. Non sono mai stata una che supplica anzi solitamente me ne sbatto le palle . Stavo ancora parlando quando mi si è avvicinato e prendendomi per un braccio mi ha praticamente trascinato con se  in un vicoletto.
Sono rimasta ancora più interdetta di prima e le ho chiesto cosa stesse facendo  ma come risposta ho avuto solo la sua mano che mi ha spinto al muro. Il cuore mi batteva in petto per la paura …che stava facendo che cosa voleva fare … mi stava di fronte e mi guardava senza dire nulla mentre il suo sguardo scorreva dal mio viso ai miei capelli e poi di nuovo negli occhi …poi si è avvicinato a me e facendo scivolare la sua mano dietro il mio collo l’ha infilata nei miei capelli e chiudendoli nel pugno si è avvicinato a me …le sue labbra mi  hanno sfiorato e in quel momento giuro non ho capito più nulla.
Dapprima la sua bocca si è poggiata sulla mia aprendosi un po’ mentre   La sua lingua si è fatta piano strada in me …la sua mano dietro la mia nuca…il suo pugno chiuso…il suo respiro…il suo sapore… l’eccitazione che era comparsa prima ora stava esplodendo … la sentivo fremere in me e non sono riuscita a contenermi più. Ho allungato una mano e l’ho portata sul suo collo spingendolo a me … la mia lingua giocava vogliosa con la sua… l’altra mano scendeva piano verso i suoi pantaloni … mentre la sua ora stava sul mio seno . Il suo pugno  stringeva ancora più forte i miei capelli e mi portava a reclinare il capo da una parte mentre le sue labbra scendevano sul mio collo … dalla mia bocca usciva solo un respiro pesante ed affannato … la mia mano intanto era scesa sul suo pene che era gonfio e duro e ora stava aprendo i suoi pantaloni…mentre continuava a baciarmi la sua mano era arrivata a sollevarmi la gonna e si stava insinuando tra le mie gambe …
Stavo per raggiungere ciò che sognavo da mesi quando ha ribaltato la situazione … si è appoggiato al muro e mi ha fatto appoggiare a lui …di schiena … ha spostato i miei capelli ed è tornato a baciarmi il collo mentre con una mano mi teneva stretta a lui con l’altra era tornato ad insinuarmi tra le mie gambe…con un piede teneva la mia gamba divaricata quanto bastava per poter agire indisturbato. La sua lingua che scorreva sul mio collo… i suoi denti che mordevano la mia spalla e le sue dita che ora iniziavano a farsi spazio in me…piano scivolavano tra le mie grandi labbra alla ricerca de mio clitoride che era già abbastanza  eccitato  e sensibile… non appena è riuscito a trovarlo mi è uscito un gemito dalla bocca e ho sentito lui dietro di me sorridere per poi tornare a mordere , leccare e baciare il mio collo ,la mia spalla e il mio orecchio… poi le sue dita si sono spostate più in basso e sono entrate in me con vivacità. Non appena è successo mi sono morsa il labbro  per evitare di attirare troppo l ‘attenzione su di noi mentre il mio respiro si faceva pesante e un mugolio continuo usciva dalla mia bocca .
Le sue dita non si fermavano un attimo e il mio piacere non faceva che aumentare , il cuore mi batteva forte e il labbro cominciava a farmi male …mi contorcevo sotto le sue dita…sotto il suo tocco…il piacere aumentava …sapevo che sarebbe arrivato al suo apice di lì a poco ed evidentemente anche lui lo sapeva perché fece scivolare la mano che mi teneva ferma a lui sulla mia bocca…non resistevo pi… non riuscivo più a controllare il mio corpo e in una frazione di secondo ho sentito tutto il mio piacere scendere verso le sue dita e un mugolio accompagnato dal respiro pesante hanno riempito la mia bocca e la mano che me la tappava. Tutto il piacere represso fino a quel momento era finalmente uscito e si era liberato del peso di essere recluso .
I suoi denti continuavano a stringere la mia spalla e non si ammorbidirono se non quando ebbi finalmente finito.  Il mio respiro era ancora affannato quando lui piano estrasse le sue dita da me e lentamente le porto davanti ai nostri volti …le osservavo… piene di me e del mio piacere…quel piacere che non agognava altro che essere preso da lui … piano le fece passare di fianco al mio viso e le porto alla bocca  iniziando a leccarle … istintivamente ho detto…
Ne voglio anche io …
Si è fermato e sorridendo mi ha detto
Questo è solo mio …
Non potevo credere a quello che sentivo….la cosa mi faceva ancora più uscire di testa … mi ha lascato andare e per un attimo mi sono sorretta al muro mente cercavo di darmi una sistemata …
Tutto a posto ?
Hem …si …cioè… ero confusa non sapevo cosa fare… cosa dire…
Non è stato un caso se stai pensando a quello … lo volevo e lo voglio ancora . Non sono il tipo che fa certe cose senza un motivo . lo capirai con il tempo.
L’ho guardato e ho abbozzato appena un sorriso poi ho continuato a sistemarmi . Stavo raccogliendo la borsa che mi era ovviamente scivolata di mano quando  mi si è avvicinato e con una mano mi ha scostato i capelli che scendevano e mi coprivano il viso …poi sorridendo mi ha messo una mano attorno alla vita e siamo tornati sulla strada principale . Abbiamo raggiunto casa mia e non appena qui sotto ha detto
Ha …tu abiti quì? Interessante
Ho assentito e poi le ho chiesto perché fosse interessante era un appartamento come un altro … così mi ha sorriso e mi ha detto che finalmente sapeva dove abitavo… ci siamo salutati con un bacio labbra a labbra e con l’accordo che ci saremmo visti domani al lavoro. Poi sono salita a casa... quel suo discorso fatto nel vicolo….era solo per circostanza o ci sarebbe veramente stato un ripetersi….non lo so davvero ma lo scoprirò… e già che ora mi è passata la timidezza ( vorrei vedere a chi non passerebbe dopo aver goduto come una cagna in mezzo alla strada )sarà tutto molto diverso … molto…molto… diverso

sabato 9 febbraio 2019

Day 1



La giornata non è andata proprio nel migliore dei modi. Speravo fosse un pò meglio oggi ma evidentemente mi sbagliavo.

Che sia il fantomatico anno del Maiale che, come dicono in cina, porta sfortuna? Non saprei … probabile.

 Le civiltà e le culture si influenzano spesso o forse siamo noi a farci influenzare…

Ti penso e non riesco a smettere di farlo, dal nostro incontro sei sempre il mio pensiero fisso…

Mi chiedo sempre se avrò mai la fortuna di poterti conoscere … parlare… respirare il tuo odore… guardare nei tuoi occhi senza la vergogna che ogni volta mi assale.

Ti vedo passare davanti a me ogni giorno e , mentre io mi sciolgo,  tu passi dritto ed indifferente. Mi chiedo se ti sei mai accorto che io esisto….

L’altra sera …ero sola come sempre  e , ovviamente ti pensavo …ti desideravo a tal punto da sentire il bisogno di immaginarti in altre “situazioni”…

Me ne stavo sdraiata a letto quando mi sei praticamente entrato in testa e l’unico modo per  farti uscire era quello di immaginarti… così le mie mani hanno cominciato a fare quello che avrei voluto facessi tu…

Piano si sono insinuate sotto la maglietta e hanno cominciato ad accarezzarmi i seni…erano caldi e morbidi e i capezzoli al solo tuo pensiero erano turgidi e vogliosi … piano ho iniziato a toccarli…stringerli e tirarli immaginando che fossero la tua lingua e i tuoi denti a farlo … il mio respiro si faceva lentamente più corto e il piacere iniziava a farsi avanti sempre più prepotente…

Mentre una mano restava sul seno e continuava a darmi piacere, l’altra piano scendeva verso il ventre… la pelle morbida e liscia mi accoglieva nel mio sesso celato … mi sono soffermata qualche istante a carezzarmi immaginando fossero le tue labbra che sfioravano la mia pelle… calde e morbide…vogliose di me .

Sono scesa appena e mi sono fatta spazio tra le grandi labbra alla ricerca del punto perfetto ….era calda e bagnata…bagnata di un piacere immaginario che non smetteva di ronzarmi in testa .

Ho socchiuso gli occhi abbandonandomi a me tessa e ai miei sensi …immaginavo il tuo volto fra le mie cosce…la tua lingua che si insinuava in me …i tuoi denti che mi mordevano dà prima delicatamente poi con più vigore .

Piano la mano è scesa un poco più in basso a far capolino in me . 
Ero veramente eccitata e molto bagnata ...  sono tornata su e ho cominciato a giocare con più convinzione e vigore con il mio clitoride continuando a vedere te … che mi tieni per le cosce e ti immergi in me con tutto il volto .

Il mio piacere cominciava veramente a farsi sentire ; il respiro era affannato e  caldo e dei mugolii uscivano dalla bocca come una melodia tutta dedicata a te .

Il mio dito ha iniziato a muoversi sempre più  veloce e io ho cominciato a tendere e a rilassare i muscoli in preda ai piccoli gradevoli spasmi dovuti al raggiungimento del piacere.

Gli occhi si sono chiusi e ho continuato a vedere il tuo volto su di me…e in me … . Stavo cominciando a provare finalmente un piacere intenso 

Profondo e voglioso di una donna che agogna l’uomo che la fa sentire speciale e desiderata… e mentre pensavo a questo ho finalmente sentito il piacere arrivare in gola e ho iniziato ad ansimare e mugolare mentre la mano restava ancora incastrata tra le gambe e non accennava a volerne uscire. Mi contorcevo di piacere solo e sempre incentrata su di te … poi ho sentito la mano inondarsi di me…
I miei umori scendevano lungo di me e fuoriuscivano da me come un fiume in piena; la mano che prima giocava con i capezzoli ora stringeva il lenzuolo in un pugno e , dalla bocca ha iniziato ad uscire un mugolio piu  simile ad un genito acuto e liberatorio. Finalmente godevo di te…del tuo pensiero .

Ho atteso che tutto finisse per raccogliere un po' del mio nettare …lucido , vischioso e caldo scivolava appena sulle mie dita. L’ho osservato e ,  con immensa soddisfazione l’ho portato alle labbra  leccando ogni piccola parte di quel liquido  prezioso  versato al tuo solo ricordo …mentre me ne appropriavo avidamente ti immaginavo davanti a me …ad osservare la scena mentre ricambiavo il tuo sguardo maliziosamente… e tu ..che piano ti avvicinavi e ti univi a me nell’assaporarmi …nel gustarmi…

Non so ancora quando ma prima o poi queste mie fantasie diventeranno finalmente realtà… questo te lo assicuro