Stamattina mi sono svegliata in un modo a dir poco
piacevole… stavo dormendo e improvvisamente sono trasalita …le sue mani avevano
cominciato a sfiorarmi i seni e le sue dita stringevano e accarezzavano i miei
capezzoli. Mi sono girata verso di lui e l’ho guardato. Mi fissava ed io
fissavo lui … i nostri visi si sono fatti sempre più vicini … le nostre labbra
si sono sfiorate e d’istinto ho preso il suo labbro inferiore tra i denti
stringendolo appena e tirandolo verso di me. Continuava a fissarmi con quell’aria
che ormai conoscevo bene e che lo contraddistingueva …avrei riconosciuto quello
sguardo tra mille…quel suo volermi possedere…domare… mi sono stesa sul letto e
lui si è steso sopra di me continuando ad accarezzarmi il corpo…stavamo per
cominciare nuovamente la nostra danza quando la sveglia ci ha riportato alla
realtà… il lavoro… non potevamo non andare quindi sempre controvoglia ci siamo
vestiti e salutandoci sulla porta ci siamo accordati per vederci al lavoro. Mi
ero messa un abitino corto in lana con scollo generoso nero…una cintura in vita
e un paio di decoltè tacco 12. I capelli raccolti mi davano un’aria sbarazzina.
La mia collega antipatica continuava con la sua osservazione ma non proferiva
parola…e per fortuna … stavo sbrigando le mie faccende lavorative circondata da
ciò che amavo di più intervallando momenti di intenso lavoro a momenti di svago
infantile con i modellini delle moto trovati negli ovetti di cioccolata.
Proprio in uno di questi miei momenti di svago mi sono accorta di non essere più
sola nel mio angolino. Mi sono voltata ed era li. Appoggiato allo stipite del
paravento; le mani in tasca e quell’aria che solo lui aveva.
Caffe?
Volentieri grazie
Ho risposto alzandomi e avvicinandomi a lui…
Mi ha appena sfiorato il fianco dandomi la precedenza verso
la sala ristoro mentre l’arpia ci fissava con fin troppa attenzione. Ci siamo presi un caffe in completo silenzio
ma nonostante tutto stavamo parlando e molto animatamente con lo sguardo. Ci
volevamo e ci volevano in quel momento …avevamo rimandato troppo a lungo e non
resistevamo più. Dovevamo appartenerci e
godere l’uno dell’altra. I suoi occhi fissavano i miei e il mio corpo stava
rispondendo nel modo che lui preferiva… sentivo scendere il piacere e bagnarmi
gli slip… lo dovevo avere e dovevo averlo adesso. Ho gettato il bicchiere ormai
vuoto nel cestino dei rifiuti e mi sono avvicinata a lui posandole appena la
mano sul cavallo dei pantaloni. Non ci voleva molto a capire che era voglioso
tanto quanto me. Al contatto con la mia mano non ha mosso un muscolo ma il suo
pene ha vibrato sotto il mio tocco. Mi
sono incamminata verso il suo ufficio con aria decisa e lui senza battere
ciglio mi ha seguito tenendo sempre le mani in tasca. L’unica cosa che era
cambiata era la sua espressione… quel sorrisetto che le era spuntato in volto
stava dicendo molte cose a chi come me sapeva leggerlo nel modo giusto.
Ho aperto la porta e sono entrata nella stanza, mi sono
girata verso di lui guardandolo entrare e chiuderla a chiave dietro di sè.
Continuavo a fissarlo in silenzio e lui fissava me…ho indietreggiato fino alla
scrivania…. Ho sollevato il vestito fino ai fianchi e mi sono seduta su di essa
aprendo piano le gambe e continuando a fissarlo ho sciolto i capelli che piano
sono ricaduti sulla schiena. Non ha proferito parola avvicinandosi. Le sue mani
ora stavano facendomi scivolare gli slip verso il basso. Ovviamente non mi sono
opposta ma anzi ho agevolato la loro discesa. Una volta liberata da quelle
suppellettili e lasciati cadere sul pavimento mi ha preso per la vita e tirata
a sé quel che bastava per poter comodamente attingere a ciò che voleva dalla
sera precedente. È sceso fra le mie gambe e ha cominciato ad assaporarmi …la
sua lingua ha cominciato a giocare con il mio clitoride ed io non ho potuto
fare a meno che godere del suo tocco …. Ho lasciato scivolare le braccia in
dietro fino ad arrivare al muro e mi sono inarcata godendo di ogni suo tocco…
ogni suo piccolo respiro fino a quando non è entrato con due dita in me …
muovendole con maestria… ho iniziato ad ansimare e a mugolare senza ritegno.
Le sue dita si muovevano in me e la sua lingua non smetteva
di giocare con il mio clitoride … non resistevo più e non ho potuto fare a meno
di squirtare bagnando sia lui che il pavimento in un crescendo di piacere.
Ha sussurrato
Oh si … lo aspettavo da ieri cazzo …
Poi è salito verso il mio viso e mi ha baciato … le nostre
lingue e i nostri sapori si mescolavano alla nostra voglia di possesso l’uno
dell’altro. Si è allontanato quel che bastava per calarsi i pantaloni poi mi ha
strattonato verso di lui portandomi a sbattere contro il suo membro Rigido e
duro. lo fissavo e lui faceva lo stesso con me
Lo vuoi?
Mi ha chiesto
Ho ricambiato quello sguardo con altrettanta lascivia e
dandole una piccola spinta l’ho allontanato da me, mettendomi in piedi l’ho
preso con una mano e ho cominciato a muovermi avanti e in dietro avvicinandomi
al suo orecchio ho sussurrato…
Non lo voglio …me lo prendo
Poi dandole un leggero morso sul collo sono scesa in basso e
inginocchiandomi ho iniziato a leccarlo… prima dalla punta …piano… con
attenzione … scendendo fino alla base e tornando verso l’altro l’ho preso tutto
in bocca iniziando a succhiare con regolarità. Vibrava fra le mie labbra e il
suo respiro era diventato pesante e affannoso … le sue mani stavano sulla mia
testa e mi imponevano un certo ritmo mentre continuavo a succhiarlo e a
stringerlo con la mano. Stavo ancora succhiandolo quando e sue mani mi hanno
stretto i capelli in una morsa serrata e hanno tirato verso l’alto costringendomi
a salire.
Ho obbedito e non appena sono risalita mi ha preso per un
braccio e buttandomi sulla scrivania ha sollevato il vestito ed è entrato con
prepotenza in me facendomi sobbalzare. Mi ha afferrato i capelli e tirandomi a sé
mi ha detto quasi ringhiando
Prenditelo allora se lo vuoi … prenditelo tutto cagna e
fammi vedere come godi… dammi quello che voglio, dammi quello che è mio… lo
pretendo mi spetta di diritto
Le sue spinte erano così profonde da lasciarmi quasi senza
fiato e non potevo fare altro che mugolare di piacere. Mi faceva male ma questo
suo farmi male mi procurava ancora più piacere. Lo sentivo in me profondo e
prepotente. La sua presa era ferma e la mia schiena era inarcata al massimo.
Con una mano mi teneva la vita e con l’altra i capelli mentre mi mordeva la
schiena. Stavo per arrivare all’apice quando ha lasciato i capelli e
spostandosi mi ha girata nuovamente e spalancandomi le gambe si è insinuato in
me con le dita mancava davvero poco a raggiungere l’orgasmo e questo lo sapeva
bene. Si muoveva veloce in me e io non potevo far altro che provare un piacere
assurdo. Mi osservava con attenzione leggendo ogni mia piccola espressione e
proprio quando stavo per arrivare al limite ha tolto le dita ed è rientrato in
me nuovamente continuando a spingere e ad affondare dentro di me…
Avanti diventa la mia cagnetta…fammi vedere come godi …
inondami di te e fammi godere nel vederti
Le sue mani erano strette alle mie cosce e continuavano a
tenermi bloccata a lui mentre il dolore e il piacere si mescolavano e mi
facevano impazzire. Ansimavo e mi mordevo il labbro fino a quando sono
scoppiata e gemendo ho iniziato a dire
Godo… oh sì ti prego non ti fermare … dammelo ancora e non
smettere … fai godere ancora la tua cagnetta… guardami e fammi godere …
Non ha messo vie di mezzo e mentre io ansimavo e mi bagnavo
di piacere ha dato ancora qualche spinta per poi riempirmi di sè ringhiando e
ansimando …
Ero completamente abbandonata sulla scrivania … il respiro
affannoso e il cuore che andava a mille … lui era accasciato sopra di me lo
sentivo respirare affannato… piano ho infilato una mano in mezzo ai suoi
capelli; come sempre quando stava al lavoro raccolti in una coda. Stavo
giocherellando mentre riprendevo fiato quando ha cominciato a ridere. Mi sono
chiesta cosa stesse facendo così ho chiesto
Beh che hai da ridere?
Niente …pensavo al coglione di mio fratello
Come prego?
ho chiesto con aria
interrogativa e con un attimo di timore pensando a quello che era successo
pochi giorni prima
niente te lo spiego dopo … ora credo sia tornato il momento
di lavorare prima che qualcuno ci cerchi
così dicendo si è alzato e pulendosi con un fazzolettino si
è rivestito
io intanto ho fatto lo stesso e rinfilando gli slip mi sono
sistemata nuovamente i capelli.
Uscendo dal suo ufficio mi sono sistemata l’abito e sono
ritornata al mio posto.
La mia collega a questo punto non ha più resistito e
bisbigliandomi ha chiesto con aria curiosa
Ma…. Tra voi c’è qualcosa?
L’ho guadata con uno sguardo che avrebbe incenerito mezza
città e ho risposto
Non sono affari tuoi e anche se fosse la cosa non ti
riguarderebbe. Poi sono tornata a tuffarmi nel mio lavoro.
Non sopportavo quella vecchia bacucca repressa né tantomeno
la sua curiosità sulla mia persona ….
Alle cinque come al solito sono uscita e sono tornata a
casa. Appena arrivata mi sono lanciata sul divano lasciando le scarpe alla
porta d’ingresso.
Stavo ascoltando la radio completamente svaccata sul divano
quando ha suonato in cellulare.
Ho svogliatamente allungato una mano sul tavolino e
pendendolo ho aperto un occhio per vedere chi fosse. Era lui così ho risposto
Hey
Sei a casa?
Si perché?
Allora apri la porta non vorrai mica farmi stare tutta la
sera qui spero.
Mi sono alzata e sono andata alla porta e guardando dallo
spioncino l’ho visto li...con il telefono in mano
Allora? Mi apri?
Ah si scusa
E abbassando la maniglia ho chiuso la telefonata
È entrato e aprendosi il giubbotto mi ha guardato
Che stavi combinando?
Ehm…veramente nulla stavo sul divano ad ascoltare musica
Ha appeso il giubbotto all’attaccapanni e dandomi un bacio
sulla guancia si è diretto al frigo prendendo una lattina
Vuoi?
ho risposto di no con le scarpe in una mano e il telefono nell’altra
spostandomi nello sgabuzzino
dovevamo vederci oggi?
Non ho ottenuto risposta così ho infilato le scarpe nella
scatola e stavo per uscire quando mi sono sentita afferrare da dietro e
sollevare dal pavimento
Perché non vuoi vedermi oggi? Ti è già bastato stamattina?
Le sue braccia mi stringevano la vita …il mio imbarazzo era
più alto del solito ma sono stata buona e calma finché non mi ha lanciato sul
letto.
Allora? Ne hai avuto già abbastanza?
Ha chiesto fissandomi come suo solito. L’ho osservato
attentamente mentre continuava a fissarmi poi mi sono messa in ginocchio e
senza distogliere lo sguardo sono andata verso di lui gattonando.
Arrivata davanti a lui mi sono messa in ginocchio e
poggiandole le mani sul petto ho risposto
Non ne ho mai abbastanza di te dovresti saperlo ormai … la
tua cagnetta non si stancherà mai di te
L’ho tirato per la maglietta e l’ho avvicinato al mio viso
sorridendo maliziosamente.
Mi ha afferrato il polso ed è sceso definitivamente su di me
sfiorandomi appena le labbra quando mi sono spostata e ho detto…
Si ma…. Devi spiegarmi una cosa prima
Mi ha guardato con aria interrogativa
Oggi hai detto che pensavi al coglione di tuo fratello … a
cosa stavi alludendo?
Mi ha guardato sorridendo e cominciando ad aprirsi i jeans
ha detto
Quel coglione di mio fratello crede di aver a che fare con
una delle solite cretine che frequenta e a detta sua passerai presto nelle sue
mani ma non ha assolutamente idea di quello che ha davanti. Ora pero io vorrei continuare quello che
stavo facendo se non ti dispiace
Ha detto mentre si toglieva la maglietta. Questa cosa mi
lasciava un po’ basita ma al momento avevo altro a cui pensare …. Vederlo nudo
davanti a me con quel fisico meravigliosamente scolpito che si avvicina non mi
faceva pensare altro se non ad averlo addosso … non ci è voluto molto che anche
i miei vestiti finissero a terra e che le sue labbra cominciassero ad esplorare
ogni millimetro del mio corpo. Io non potevo far altro che lasciarmi andare al
suo tocco. Le sue mani scendevano piano verso le mie gambe seguite dal suo viso,
lo guardavo scivolare verso il mio ventre mentre mi bagnavo in modo pazzesco.
Lo volevo; volevo le sue mani e il suo cazzo grosso e duro dentro di me ed
improvvisamente eccolo … le sue mani si muovevano dentro di me con avidità e la
sua lingua stava giocando con il mio clitoride succhiandolo e mordendolo a
sprazzi. Le sue dita si muovevano in me e mi procuravano un piacere immenso ma
questa volta volevo condurre i giochi io e quindi mi sono divincolata e
spingendolo le sono montata sopra e ho ribaltato la situazione prendendolo in
mano e iniziando a muoverla con regolarità e iniziando a leccarlo con avidità …
lo volevo e doveva essere mio … lo leccavo e lo succhiavo mentre continuavo a
fisarlo e vedevo sul suo volto l’espressione che cercavo …quella di godimento e
piacere che mi faceva diventare ancora più lasciva …
Continuando a tenerlo in mano mi sono avvicinate e sedendomi
sopra di lui ho detto
Avanti scopami come sai … fai godere la tua cagnetta e
mettila al suo posto. Fammi vedere quello che sai fare … su
Le mani appoggiate sul suo petto e io che mi muovevo sopra
di lui fissandolo fino a quando non ha cambiato espressione e prendendomi per un
polso mi ha tirato a lui e assestandomi un morso alla base del collo ha detto
Vuoi vedere quale è il tuo posto cagna? e allora sentilo
bene quale è
Poi mi ha lasciato e ha cominciato a muoversi sotto di me
prima piano poi sempre più velocemente lo sentivo in profondità … il piacere
aumentava ad ogni sua spinta e con quello mi bagnavo sempre di più. Le sue mani
mi stringevano le cosce e mi tenevano lì… ferma a prenderlo interamente in me.
Ho iniziato a gemere dal piacere e mentre lui continuava a riempirmi io
continuavo a istigarlo
Avanti fammi vedere quello che sai fare… fammi vedere come
riesci a mettermi al mio posto … sono una cagnetta disobbediente
E più io parlavo e più le sue spinte diventavano più
profonde e frequenti fino a quando non ho più resistito e ho iniziato ad
ansimare e mugolare in modo più frequente così mi ha lasciato le gambe e ha
cominciato a affondare cosi forte da farmi letteralmente saltare allora non
sono più riuscita a resistere e mi sono lasciata andare al piacere più intenso
che mai mi avesse dato. Senza riuscire più a dire una parola ma a quelle ci ha
pensato lui scandendo ogni parola al ritmo delle sue spinte
Volevi vedere quale era il tuo posto? ha detto …
Eccolo il tuo posto quel’ è … è questo! Impalata sul mio
cazzo mentre mi orgasmi addosso. Sei la mia cagna e questo ti devi prendere e
te lo devi prendere tutto.
Non riuscivo a rispondere le sue spinte erano così profonde
da far male e il mio piacere era assoluto e più lui continuava più il respiro
mi mancava. Le mie mani svolazzavo di qua e di la e non riuscivo a opporre
resistenza improvvisamente mi ha preso per la vita e con un ulteriore spinta ha
ribaltato la situazione e si è messo sopra di me. Senza uscire e ha rallentato
il ritmo mentre con una mano mi teneva i polsi e l’altra era attorno al mio
collo.
Lo guardavo con uno sguardo misto tra paura piacere e
cattiveria … volevo che si fermasse ma al contempo volevo che continuasse
Allora? l’hai capito quale è il tuo posto? Ha chiesto
Stavo riprendendo fiato e l’ho guardato con aria di sfida
come a voler far intendere che non era ancora finita così non ha posto vie di
mezzo e ha iniziato a stingermi il collo quel tanto che bastava per far si che
la voglia tornasse prepotente
Allora? Ti ho chiesto se hai capito quale è il tuo posto
Ho sibilato … NO
E questo è bastato per far si che le strette diventassero
ancora più pressanti e i suoi colpi di bacino ancora più prepotenti facendo
nuovamente crescere il mio piacere.
Dimmi chi sei avanti … dimmi DI CHI SEI
Ho risposto ansimando e con un fil di voce …
una cagna… la tua cagna e tu ami scoparmi e farmi godere
quindi fallo ancora.
Ha sorriso come solo lui sapeva fare e ha ripreso a muoversi
in me prepotentemente. Le mani erano bloccate e il suo peso era tutto li non
potevo far altro che ansimare e godere di quelle spinte che mi stavano
nuovamente facendo impazzire. la stretta al collo mi privava di quel poco di
ossigeno che serviva a darmi ancora più piacere lo sentivo su di me e dentro di
me e non potevo fare altro che lasciarmi andare nuovamente al piacere colando ancora
su di lui
Guardala come gode la cagna…la MIA cagna…
È uscito da me e mi ha girato a pancia in sotto mettendomi a
4 zampe. Ansimavo ancora cercando di riprendere fiato quando l’ho sentito
entrare piano in me con un dito …lentamente … mi sono girata a guardarlo ma non
ho detto nulla volevo che lo facesse… volevo che avesse tutto di me lo sentivo
li …in me… il suo dito stava piano massaggiando il mio ano e io stavo cedendo
rilassandomi… piano ha infilato anche un secondo dito questa cosa cominciava a
piacermi e ho iniziato involontariamente a mugolare
E brava la mia cagnetta…
Ha detto poi ha sogghignato
L’ho guardato e ho risposto
Avanti… prendilo se lo vuoi … è li per te
Non ha risposto ma ha sempre continuato ancora un po’ a
farci roteare le dita poi le ha tolte e lo ha infilato piano… delicatamente …
ho sentito un leggero dolore ma il piacere che provavo era di gran lunga più
interessante … piano lo ha fatto entrare tutto e altrettanto piano ha iniziato
a muoversi in me.
Gemevo e ansimavo e mentre lui mi scopava il culo io giocavo
con il clitoride … mugolavo di piacere e lo sentivo sempre più profondo e duro
in me.
Guardala come gode …godi cagna… godi del mio cazzo
Mi teneva per i
fianchi e stava piano aumentando il ritmo e più aumentava più il mio piacere
cresceva. Lo sentivo ansimare e ringhiare dietro di me e più lui aumentava il
ritmo più io godevo di un piacere nuovo. Lo sentivo vibrare dentro di me e
questo mi faceva uscire di testa. Volevo che mi riempisse e non ci volle molto
perchè lo facesse. Le mani mi stringevano più forte i fianchi e lo sentivo
venire in me mentre ringhiava e ansimava. Sorridevo sentendoglielo fare e mi
godevo il momento poi ha mollato la presa ed è uscito accasciandosi sul letto
per riprendere fiato. Ho fatto lo stesso e mi sono lasciata andare sul cuscino
così come ero. Pochi secondi dopo la sua mano era sulla mia natica e la
accarezzava piano. Si è girato e guardandomi ha detto
Spero di non aver esagerato
No … anzi… ho risposto sorridendo
Anzi?! ha ribattuto
poi si è messo a ridere ed io l’ho seguito. Siamo stati un po’ li poi mi ha
chiesto se volevo uscire e andare a prendere qualcosa da bene e magari
mangiarci una pizza. Ho accettato e infilandomi sotto la doccia mi sono
preparata e nel giro di un ora siamo usciti. Abbiamo mangiato una pizza in
centro e ci siamo fatti una birra poi siamo tornati a casa mia e ci siamo
svaccati un po’ sul divano. Ero stanchissima ma indubbiamente felice. Stavo tra
le sue braccia a guardare la tv e credo di essermi addormentata li perché
stamattina mi sono svegliata nel letto sempre tra le sue braccia.
