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martedì 30 luglio 2019

Day 7






Stamattina mi sono svegliata in un modo a dir poco piacevole… stavo dormendo e improvvisamente sono trasalita …le sue mani avevano cominciato a sfiorarmi i seni e le sue dita stringevano e accarezzavano i miei capezzoli. Mi sono girata verso di lui e l’ho guardato. Mi fissava ed io fissavo lui … i nostri visi si sono fatti sempre più vicini … le nostre labbra si sono sfiorate e d’istinto ho preso il suo labbro inferiore tra i denti stringendolo appena e tirandolo verso di me. Continuava a fissarmi con quell’aria che ormai conoscevo bene e che lo contraddistingueva …avrei riconosciuto quello sguardo tra mille…quel suo volermi possedere…domare… mi sono stesa sul letto e lui si è steso sopra di me continuando ad accarezzarmi il corpo…stavamo per cominciare nuovamente la nostra danza quando la sveglia ci ha riportato alla realtà… il lavoro… non potevamo non andare quindi sempre controvoglia ci siamo vestiti e salutandoci sulla porta ci siamo accordati per vederci al lavoro. Mi ero messa un abitino corto in lana con scollo generoso nero…una cintura in vita e un paio di decoltè tacco 12. I capelli raccolti mi davano un’aria sbarazzina. La mia collega antipatica continuava con la sua osservazione ma non proferiva parola…e per fortuna … stavo sbrigando le mie faccende lavorative circondata da ciò che amavo di più intervallando momenti di intenso lavoro a momenti di svago infantile con i modellini delle moto trovati negli ovetti di cioccolata. Proprio in uno di questi miei momenti di svago mi sono accorta di non essere più sola nel mio angolino. Mi sono voltata ed era li. Appoggiato allo stipite del paravento; le mani in tasca e quell’aria che solo lui aveva.
Caffe?
Volentieri grazie 
Ho risposto alzandomi e avvicinandomi a lui…
Mi ha appena sfiorato il fianco dandomi la precedenza verso la sala ristoro mentre l’arpia ci fissava con fin troppa attenzione.  Ci siamo presi un caffe in completo silenzio ma nonostante tutto stavamo parlando e molto animatamente con lo sguardo. Ci volevamo e ci volevano in quel momento …avevamo rimandato troppo a lungo e non resistevamo più.  Dovevamo appartenerci e godere l’uno dell’altra. I suoi occhi fissavano i miei e il mio corpo stava rispondendo nel modo che lui preferiva… sentivo scendere il piacere e bagnarmi gli slip… lo dovevo avere e dovevo averlo adesso. Ho gettato il bicchiere ormai vuoto nel cestino dei rifiuti e mi sono avvicinata a lui posandole appena la mano sul cavallo dei pantaloni. Non ci voleva molto a capire che era voglioso tanto quanto me. Al contatto con la mia mano non ha mosso un muscolo ma il suo pene ha vibrato sotto il mio tocco.  Mi sono incamminata verso il suo ufficio con aria decisa e lui senza battere ciglio mi ha seguito tenendo sempre le mani in tasca. L’unica cosa che era cambiata era la sua espressione… quel sorrisetto che le era spuntato in volto stava dicendo molte cose a chi come me sapeva leggerlo nel modo giusto.
Ho aperto la porta e sono entrata nella stanza, mi sono girata verso di lui guardandolo entrare e chiuderla a chiave dietro di sè. Continuavo a fissarlo in silenzio e lui fissava me…ho indietreggiato fino alla scrivania…. Ho sollevato il vestito fino ai fianchi e mi sono seduta su di essa aprendo piano le gambe e continuando a fissarlo ho sciolto i capelli che piano sono ricaduti sulla schiena. Non ha proferito parola avvicinandosi. Le sue mani ora stavano facendomi scivolare gli slip verso il basso. Ovviamente non mi sono opposta ma anzi ho agevolato la loro discesa. Una volta liberata da quelle suppellettili e lasciati cadere sul pavimento mi ha preso per la vita e tirata a sé quel che bastava per poter comodamente attingere a ciò che voleva dalla sera precedente. È sceso fra le mie gambe e ha cominciato ad assaporarmi …la sua lingua ha cominciato a giocare con il mio clitoride ed io non ho potuto fare a meno che godere del suo tocco …. Ho lasciato scivolare le braccia in dietro fino ad arrivare al muro e mi sono inarcata godendo di ogni suo tocco… ogni suo piccolo respiro fino a quando non è entrato con due dita in me … muovendole con maestria… ho iniziato ad ansimare e a mugolare senza ritegno.
Le sue dita si muovevano in me e la sua lingua non smetteva di giocare con il mio clitoride … non resistevo più e non ho potuto fare a meno di squirtare bagnando sia lui che il pavimento in un crescendo di piacere.
Ha sussurrato
Oh si … lo aspettavo da ieri cazzo …
Poi è salito verso il mio viso e mi ha baciato … le nostre lingue e i nostri sapori si mescolavano alla nostra voglia di possesso l’uno dell’altro. Si è allontanato quel che bastava per calarsi i pantaloni poi mi ha strattonato verso di lui portandomi a sbattere contro il suo membro Rigido e duro. lo fissavo e lui faceva lo stesso con me
Lo vuoi?
Mi ha chiesto
Ho ricambiato quello sguardo con altrettanta lascivia e dandole una piccola spinta l’ho allontanato da me, mettendomi in piedi l’ho preso con una mano e ho cominciato a muovermi avanti e in dietro avvicinandomi al suo orecchio ho sussurrato…
Non lo voglio …me lo prendo
Poi dandole un leggero morso sul collo sono scesa in basso e inginocchiandomi ho iniziato a leccarlo… prima dalla punta …piano… con attenzione … scendendo fino alla base e tornando verso l’altro l’ho preso tutto in bocca iniziando a succhiare con regolarità. Vibrava fra le mie labbra e il suo respiro era diventato pesante e affannoso … le sue mani stavano sulla mia testa e mi imponevano un certo ritmo mentre continuavo a succhiarlo e a stringerlo con la mano. Stavo ancora succhiandolo quando e sue mani mi hanno stretto i capelli in una morsa serrata e hanno tirato verso l’alto costringendomi a salire.
Ho obbedito e non appena sono risalita mi ha preso per un braccio e buttandomi sulla scrivania ha sollevato il vestito ed è entrato con prepotenza in me facendomi sobbalzare. Mi ha afferrato i capelli e tirandomi a sé mi ha detto quasi ringhiando
Prenditelo allora se lo vuoi … prenditelo tutto cagna e fammi vedere come godi… dammi quello che voglio, dammi quello che è mio… lo pretendo mi spetta di diritto
Le sue spinte erano così profonde da lasciarmi quasi senza fiato e non potevo fare altro che mugolare di piacere. Mi faceva male ma questo suo farmi male mi procurava ancora più piacere. Lo sentivo in me profondo e prepotente. La sua presa era ferma e la mia schiena era inarcata al massimo. Con una mano mi teneva la vita e con l’altra i capelli mentre mi mordeva la schiena. Stavo per arrivare all’apice quando ha lasciato i capelli e spostandosi mi ha girata nuovamente e spalancandomi le gambe si è insinuato in me con le dita mancava davvero poco a raggiungere l’orgasmo e questo lo sapeva bene. Si muoveva veloce in me e io non potevo far altro che provare un piacere assurdo. Mi osservava con attenzione leggendo ogni mia piccola espressione e proprio quando stavo per arrivare al limite ha tolto le dita ed è rientrato in me nuovamente continuando a spingere e ad affondare dentro di me…
Avanti diventa la mia cagnetta…fammi vedere come godi … inondami di te e fammi godere nel vederti
Le sue mani erano strette alle mie cosce e continuavano a tenermi bloccata a lui mentre il dolore e il piacere si mescolavano e mi facevano impazzire. Ansimavo e mi mordevo il labbro fino a quando sono scoppiata e gemendo ho iniziato a dire
Godo… oh sì ti prego non ti fermare … dammelo ancora e non smettere … fai godere ancora la tua cagnetta… guardami e fammi godere …
Non ha messo vie di mezzo e mentre io ansimavo e mi bagnavo di piacere ha dato ancora qualche spinta per poi riempirmi di sè ringhiando e ansimando …
Ero completamente abbandonata sulla scrivania … il respiro affannoso e il cuore che andava a mille … lui era accasciato sopra di me lo sentivo respirare affannato… piano ho infilato una mano in mezzo ai suoi capelli; come sempre quando stava al lavoro raccolti in una coda. Stavo giocherellando mentre riprendevo fiato quando ha cominciato a ridere. Mi sono chiesta cosa stesse facendo così ho chiesto
Beh che hai da ridere?
Niente …pensavo al coglione di mio fratello
Come prego?
 ho chiesto con aria interrogativa e con un attimo di timore pensando a quello che era successo pochi giorni prima
niente te lo spiego dopo … ora credo sia tornato il momento di lavorare prima che qualcuno ci cerchi
così dicendo si è alzato e pulendosi con un fazzolettino si è rivestito
io intanto ho fatto lo stesso e rinfilando gli slip mi sono sistemata nuovamente i capelli.
Uscendo dal suo ufficio mi sono sistemata l’abito e sono ritornata al mio posto.
La mia collega a questo punto non ha più resistito e bisbigliandomi ha chiesto con aria curiosa
Ma…. Tra voi c’è qualcosa?
L’ho guadata con uno sguardo che avrebbe incenerito mezza città e ho risposto
Non sono affari tuoi e anche se fosse la cosa non ti riguarderebbe. Poi sono tornata a tuffarmi nel mio lavoro.
Non sopportavo quella vecchia bacucca repressa né tantomeno la sua curiosità sulla mia persona ….
Alle cinque come al solito sono uscita e sono tornata a casa. Appena arrivata mi sono lanciata sul divano lasciando le scarpe alla porta d’ingresso.
Stavo ascoltando la radio completamente svaccata sul divano quando ha suonato in cellulare.
Ho svogliatamente allungato una mano sul tavolino e pendendolo ho aperto un occhio per vedere chi fosse. Era lui così ho risposto
Hey
Sei a casa?
Si perché?
Allora apri la porta non vorrai mica farmi stare tutta la sera qui spero.
Mi sono alzata e sono andata alla porta e guardando dallo spioncino l’ho visto li...con il telefono in mano
Allora? Mi apri?
Ah si scusa
E abbassando la maniglia ho chiuso la telefonata
È entrato e aprendosi il giubbotto mi ha guardato
Che stavi combinando?
Ehm…veramente nulla stavo sul divano ad ascoltare musica
Ha appeso il giubbotto all’attaccapanni e dandomi un bacio sulla guancia si è diretto al frigo prendendo una lattina
Vuoi?
ho risposto di no con le scarpe in una mano e il telefono nell’altra spostandomi nello sgabuzzino
dovevamo vederci oggi?
Non ho ottenuto risposta così ho infilato le scarpe nella scatola e stavo per uscire quando mi sono sentita afferrare da dietro e sollevare dal pavimento
Perché non vuoi vedermi oggi? Ti è già bastato stamattina?
Le sue braccia mi stringevano la vita …il mio imbarazzo era più alto del solito ma sono stata buona e calma finché non mi ha lanciato sul letto.
Allora? Ne hai avuto già abbastanza?
Ha chiesto fissandomi come suo solito. L’ho osservato attentamente mentre continuava a fissarmi poi mi sono messa in ginocchio e senza distogliere lo sguardo sono andata verso di lui gattonando.
Arrivata davanti a lui mi sono messa in ginocchio e poggiandole le mani sul petto ho risposto
Non ne ho mai abbastanza di te dovresti saperlo ormai … la tua cagnetta non si stancherà mai di te
L’ho tirato per la maglietta e l’ho avvicinato al mio viso sorridendo maliziosamente.
Mi ha afferrato il polso ed è sceso definitivamente su di me sfiorandomi appena le labbra quando mi sono spostata e ho detto…
Si ma…. Devi spiegarmi una cosa prima
Mi ha guardato con aria interrogativa
Oggi hai detto che pensavi al coglione di tuo fratello … a cosa stavi alludendo?
Mi ha guardato sorridendo e cominciando ad aprirsi i jeans ha detto
Quel coglione di mio fratello crede di aver a che fare con una delle solite cretine che frequenta e a detta sua passerai presto nelle sue mani ma non ha assolutamente idea di quello che ha davanti.  Ora pero io vorrei continuare quello che stavo facendo se non ti dispiace
Ha detto mentre si toglieva la maglietta. Questa cosa mi lasciava un po’ basita ma al momento avevo altro a cui pensare …. Vederlo nudo davanti a me con quel fisico meravigliosamente scolpito che si avvicina non mi faceva pensare altro se non ad averlo addosso … non ci è voluto molto che anche i miei vestiti finissero a terra e che le sue labbra cominciassero ad esplorare ogni millimetro del mio corpo. Io non potevo far altro che lasciarmi andare al suo tocco. Le sue mani scendevano piano verso le mie gambe seguite dal suo viso, lo guardavo scivolare verso il mio ventre mentre mi bagnavo in modo pazzesco. Lo volevo; volevo le sue mani e il suo cazzo grosso e duro dentro di me ed improvvisamente eccolo … le sue mani si muovevano dentro di me con avidità e la sua lingua stava giocando con il mio clitoride succhiandolo e mordendolo a sprazzi. Le sue dita si muovevano in me e mi procuravano un piacere immenso ma questa volta volevo condurre i giochi io e quindi mi sono divincolata e spingendolo le sono montata sopra e ho ribaltato la situazione prendendolo in mano e iniziando a muoverla con regolarità e iniziando a leccarlo con avidità … lo volevo e doveva essere mio … lo leccavo e lo succhiavo mentre continuavo a fisarlo e vedevo sul suo volto l’espressione che cercavo …quella di godimento e piacere che mi faceva diventare ancora più lasciva …
Continuando a tenerlo in mano mi sono avvicinate e sedendomi sopra di lui ho detto
Avanti scopami come sai … fai godere la tua cagnetta e mettila al suo posto. Fammi vedere quello che sai fare … su
Le mani appoggiate sul suo petto e io che mi muovevo sopra di lui fissandolo fino a quando non ha cambiato espressione e prendendomi per un polso mi ha tirato a lui e assestandomi un morso alla base del collo ha detto
Vuoi vedere quale è il tuo posto cagna? e allora sentilo bene quale è
Poi mi ha lasciato e ha cominciato a muoversi sotto di me prima piano poi sempre più velocemente lo sentivo in profondità … il piacere aumentava ad ogni sua spinta e con quello mi bagnavo sempre di più. Le sue mani mi stringevano le cosce e mi tenevano lì… ferma a prenderlo interamente in me. Ho iniziato a gemere dal piacere e mentre lui continuava a riempirmi io continuavo a istigarlo
Avanti fammi vedere quello che sai fare… fammi vedere come riesci a mettermi al mio posto … sono una cagnetta disobbediente
E più io parlavo e più le sue spinte diventavano più profonde e frequenti fino a quando non ho più resistito e ho iniziato ad ansimare e mugolare in modo più frequente così mi ha lasciato le gambe e ha cominciato a affondare cosi forte da farmi letteralmente saltare allora non sono più riuscita a resistere e mi sono lasciata andare al piacere più intenso che mai mi avesse dato. Senza riuscire più a dire una parola ma a quelle ci ha pensato lui scandendo ogni parola al ritmo delle sue spinte
Volevi vedere quale era il tuo posto?  ha detto …
Eccolo il tuo posto quel’ è … è questo! Impalata sul mio cazzo mentre mi orgasmi addosso. Sei la mia cagna e questo ti devi prendere e te lo devi prendere tutto.
Non riuscivo a rispondere le sue spinte erano così profonde da far male e il mio piacere era assoluto e più lui continuava più il respiro mi mancava. Le mie mani svolazzavo di qua e di la e non riuscivo a opporre resistenza improvvisamente mi ha preso per la vita e con un ulteriore spinta ha ribaltato la situazione e si è messo sopra di me. Senza uscire e ha rallentato il ritmo mentre con una mano mi teneva i polsi e l’altra era attorno al mio collo.
Lo guardavo con uno sguardo misto tra paura piacere e cattiveria … volevo che si fermasse ma al contempo volevo che continuasse
Allora? l’hai capito quale è il tuo posto? Ha chiesto
Stavo riprendendo fiato e l’ho guardato con aria di sfida come a voler far intendere che non era ancora finita così non ha posto vie di mezzo e ha iniziato a stingermi il collo quel tanto che bastava per far si che la voglia tornasse prepotente
Allora? Ti ho chiesto se hai capito quale è il tuo posto
Ho sibilato … NO
E questo è bastato per far si che le strette diventassero ancora più pressanti e i suoi colpi di bacino ancora più prepotenti facendo nuovamente crescere il mio piacere.
Dimmi chi sei avanti … dimmi DI CHI SEI
Ho risposto ansimando e con un fil di voce …
una cagna… la tua cagna e tu ami scoparmi e farmi godere quindi fallo ancora.
Ha sorriso come solo lui sapeva fare e ha ripreso a muoversi in me prepotentemente. Le mani erano bloccate e il suo peso era tutto li non potevo far altro che ansimare e godere di quelle spinte che mi stavano nuovamente facendo impazzire. la stretta al collo mi privava di quel poco di ossigeno che serviva a darmi ancora più piacere lo sentivo su di me e dentro di me e non potevo fare altro che lasciarmi andare nuovamente al piacere colando ancora su di lui
Guardala come gode la cagna…la MIA cagna…
È uscito da me e mi ha girato a pancia in sotto mettendomi a 4 zampe. Ansimavo ancora cercando di riprendere fiato quando l’ho sentito entrare piano in me con un dito …lentamente … mi sono girata a guardarlo ma non ho detto nulla volevo che lo facesse… volevo che avesse tutto di me lo sentivo li …in me… il suo dito stava piano massaggiando il mio ano e io stavo cedendo rilassandomi… piano ha infilato anche un secondo dito questa cosa cominciava a piacermi e ho iniziato involontariamente a mugolare
E brava la mia cagnetta…
Ha detto poi ha sogghignato 
L’ho guardato e ho risposto
Avanti… prendilo se lo vuoi … è li per te 
Non ha risposto ma ha sempre continuato ancora un po’ a farci roteare le dita poi le ha tolte e lo ha infilato piano… delicatamente … ho sentito un leggero dolore ma il piacere che provavo era di gran lunga più interessante … piano lo ha fatto entrare tutto e altrettanto piano ha iniziato a muoversi in me.
Gemevo e ansimavo e mentre lui mi scopava il culo io giocavo con il clitoride … mugolavo di piacere e lo sentivo sempre più profondo e duro in me.
Guardala come gode …godi cagna… godi del mio cazzo
 Mi teneva per i fianchi e stava piano aumentando il ritmo e più aumentava più il mio piacere cresceva. Lo sentivo ansimare e ringhiare dietro di me e più lui aumentava il ritmo più io godevo di un piacere nuovo. Lo sentivo vibrare dentro di me e questo mi faceva uscire di testa. Volevo che mi riempisse e non ci volle molto perchè lo facesse. Le mani mi stringevano più forte i fianchi e lo sentivo venire in me mentre ringhiava e ansimava. Sorridevo sentendoglielo fare e mi godevo il momento poi ha mollato la presa ed è uscito accasciandosi sul letto per riprendere fiato. Ho fatto lo stesso e mi sono lasciata andare sul cuscino così come ero. Pochi secondi dopo la sua mano era sulla mia natica e la accarezzava piano. Si è girato e guardandomi ha detto
Spero di non aver esagerato
No … anzi… ho risposto sorridendo
Anzi?!  ha ribattuto poi si è messo a ridere ed io l’ho seguito. Siamo stati un po’ li poi mi ha chiesto se volevo uscire e andare a prendere qualcosa da bene e magari mangiarci una pizza. Ho accettato e infilandomi sotto la doccia mi sono preparata e nel giro di un ora siamo usciti. Abbiamo mangiato una pizza in centro e ci siamo fatti una birra poi siamo tornati a casa mia e ci siamo svaccati un po’ sul divano. Ero stanchissima ma indubbiamente felice. Stavo tra le sue braccia a guardare la tv e credo di essermi addormentata li perché stamattina mi sono svegliata nel letto sempre tra le sue braccia.

venerdì 15 marzo 2019

Day 6





Stamattina mi sono svegliata tra le sue braccia… ieri ci siamo addormentati così l’una tra le braccia dell’altro. Era già sveglio e mi stava accarezzando la schiena. Mi sono voltata verso di lui e sorridendo ha detto
Ma buongiorno !
Ho risposto con un sorriso e un ciao, poi mi sono avvicinata al suo viso e l’ho baciato. Le sue labbra morbide e calde sulle mie mi hanno risvegliato i ricordi della sera prima… il suo toccarmi… il suo possedermi…il mio desiderarlo… ho sentito salire nuovamente il piacere bagnandomi. Mi sono scostata da lui mordendomi il labbro e sorridendo. Il suo sguardo è riapparso… mi fissava con quell’aria che ormai lo contraddistingueva.
Ci volevamo entrambi…volevamo nuovamente appartenerci… stavamo per lanciarci ancora una volta nel piacere quando il ragazzino impertinente ha fatto capolino in camera.
Uh spero di non aver disturbato nulla…cosetta a tre?
Ha detto ridendo poi ha aggiunto
No ragazzi scusate non volevo disturbare …fra hai qualcosa da mangiare?
Mi ha guardato e ha proposto la colazione così ho accettato e ci siamo alzati spostandoci in cucina. Stavo preparandomi qualcosa da mangiare infagottata in una sua T-Short e in un paio di suoi boxer che mi facevano da pantaloncini quando il ragazzino impertinente mi si è avvicinato così ho colto l’occasione
Senti tu… toglitelo dalla testa …quello che ti ci gira da ieri. Siamo intesi?
Mi ha guardato e con un mezzo sorriso ha riposto
Vedremo…
Poi si è allontanato. Ho preso il mio piatto con un po’ di pane spalmato di nutella e mi sono seduta sulle sue gambe. La sua mano su di me non faceva altro che accentuare la mia voglia di lui. La mia pelle rispondeva al suo tocco riempiendosi di brividi… inutile dire che la cosa a lui non era assolutamente celata anzi… le era così palese che ha iniziato a muovere le dita sulla mia gamba… accarezzandomi.
Ero in silenzio mentre i due fratelli scherzavano tra loro e ovviamente le battute su di me si sono sprecate ma la cosa non mi interessava assolutamente … non sentivo neppure quello che dicevano … stavo fantasticando su me e lui… sulla sua mano che mi carezzava la pelle…sul suo profumo che mi inebriava e annebbiava la mente facendomi scivolare sempre più nella fantasia… sulla sua voce che risuonava nella testa ricordandomi i suoi ringhi di piacere… il suo viso… i suoi occhi… quegli occhi che ora mi fissavano con aria interrogativa riportandomi alla realtà. Ho ricambiato lo sguardo interrogativo… cosa mi ero persa?
Ho detto … stasera stiamo da te?
Sono trasalita e ho confermato adducendo la scusa del sovra pensiero. Scusa che ovviamente lui non ha bevuto e il suo sorrisetto mi ha confermato.
Un paio d’ore dopo entravamo in casa mia. Avevo veramente necessità di farmi una doccia e soprattutto di indossare finalmente un paio di slip miei …visto la fine che avevano fatto quelle della sera prima, che, a proposito erano ancora nella tasca della mia giacca. Le ho detto di fare come fosse a casa sua e ho poggiato le chiavi e la borsa sul bancone della cucina tirando poi fuori i suddetti slip dalla tasca e mettendoli di fianco alle chiavi, ho poi appeso la giacca vicino alla porta. Mi sono infilata in camera e mi sono spogliata avvolgendomi in un asciugamano.
Sono riapparsa in salotto e lui stava appoggiato alla cucina con una birra in mano e il telecomando della tv nell’altra. Mi sono avvicinata baciandolo sulla guancia e gli ho detto che sarei andata a farmi una doccia. Di fare qualunque cosa volesse, poi sono sparita in bagno.
Ho aperto l’acqua e mentre si scaldava mi sono pettinata i capelli …poi ho lasciato cadere l’asciugamano e mi sono infilata nella doccia. L’acqua calda mi scendeva sul corpo e mi rilassava… ho spostato i capelli davanti e ho lasciato che la doccia mi battesse alla base del collo. L’acqua scivolava calda lungo la schiena e il rilassamento era assoluto. L’acqua sul viso mi scorreva sulla pelle. Stavo spargendomi il bagnoschiuma addosso quando alle mie spalle ho sentito la porta del bagno aprirsi… era lui… completamente nudo e bellissimo… mi fissava e io fissavo lui piena di sapone con le mani appena sotto il viso e le braccia poggiate sui seni come a coprirlo. Si è avvicinato ed è entrato in doccia. Era davanti a me… l’acqua le scorreva addosso e creava dei piccoli rivoli lungo i lineamenti e i muscoli, la sua pelle sembrava marmo… scolpito, liscio e perfettamente lucido. Ho allungato una mano e ho toccato il suo petto e lui contemporaneamente ha poggiato una mano sul mio fianco facendola scorrere verso la schiena   e tirandomi a sé. lo sentivo duro e forte sul mio ventre mentre il suo braccio mi stringeva. Un sospiro mi è uscito dalla bocca quasi involontario; ho sentito la sua mano fra le mie gambe. il sapone mi rendeva scivolosa e liscia e l’acqua calda ci bagnava entrambi. L’ho sentito entrare in me e iniziare a muoversi. Le sue dita riuscivano a darmi piacere in un modo incredibile. Mi sorreggeva la schiena con il braccio mentre mi contorcevo di piacere; la bocca semiaperta e gli occhi socchiusi in preda alle sue dita che si facevano sempre più strada in me…. I miei seni che strusciavano sul suo petto… i capezzoli diventati duri facevano attrito con la sua pelle… Il pollice giocava con il mio clitoride mentre le altre si agitavano in me. Ho iniziato ad ansimare rumorosamente appoggiandomi alle piastrelle della doccia. Senza fermarsi ha cominciato a mordermi il collo e la spalla portando ad un livello superiore il mio piacere. Ho iniziato a mugolare rumorosamente e mi è uscito un 
Uhmm si…
Seguito da quello che mi risuonava in testa da quando lo avevo visto la mattina sveglio di fianco a me…
Scopami…
Non ha messo vie di mezzo. Mi ha voltato e mi ha messo faccia al muro. Le mie mani erano appoggiate alle piastrelle e il viso le seguiva. Mi ha messo una mano tra le gambe e mi ha tirato a sé facendomi scendere a aprire quello che bastava le gambe per poi entrare con impeto in me. L’acqua mi scorreva sulla schiena andando a colare lungo le mie gambe e sui suoi capelli; mi teneva ferma per la vita e mi penetrava profondamente. Ogni sua spinta faceva salire di più il mio piacere facendomi veramente mugolare come una cagnetta. Stavo impazzendo; una sua mano si è spostata dal mio fianco ai miei capelli e ora li tirava verso di sé costringendomi a inarcare ancora di più la schiena. In quella posizione riuscivo a sentirlo veramente tutto in me così non ho più resistito e sono scoppiata dicendole
…Oh sì ti prego non fermarti… scopami… così…
…certo che non mi fermo… i tuoi brividi…i tuoi gemiti. Voglio te e voglio loro…sono miei… fammi sentire le tue urla cagna... godi! Dammi il tuo sapore…schizzamelo addosso…voglio bere la tua anima…
Non ho certo posto vie di mezzo… e mi sono lasciata andare lasciando uscire ciò che mi passava per la testa
Oddio si ti prego continua a fottermi… non fermarti…non ora … fammi godere … cosi…
Ogni parola che mi usciva dalla bocca era una nuova spinta vigorosa e un suo nuovo ringhio di piacere questo era ciò che volevo… godere di lui e sentirlo godere di me.
Lo sentivo pulsare in me e ero arrivata alla soglia di sopportazione quando alla fine sono scoppiata urlando allo stesso tempo lui ha iniziato a ringhiare e godere con me.
L’acqua bagnava i nostri corpi e il nostro piacere colava lungo le mie gambe. Si è appoggiato sulla mia schiena… i nostri respiri ansimanti e il rumore della doccia erano il sottofondo del nostro piacere che piano ci riempiva e rilassava. Stavo ancora riprendendo fiato quando ho sentito le sue labbra sulla mia schiena…ho sorriso … mi ha stretto a sé e mi ha alzato girandomi verso di lui… mi osservava… osservava i miei seni…i miei capezzoli…il mio ventre… mi studiava come se non mi avesse mai vista.
Tutto a posto?
Ho chiesto, il suo sguardo è tornato nel mio e ha risposto di sì avvicinandosi a me e ha poggiato le sue labbra sulle mie delicatamente … poi il bacio è diventato più intenso… le nostre lingue hanno cominciato a danzare tra loro, si cercavano …prendevano e lasciavano nelle nostre bocche… l’acqua stava diventando ghiacciata così siamo praticamente scappati dal bagno inseguendoci di corsa fino ad atterrare sul letto ridendo… completamente nudi… stavamo li tutti bagnati e continuavamo a ridere di stronzate da un oretta buona quando poggiandosi su un braccio mi ha sovrastato dicendomi
Non scherzavo prima…
L’ho guardato con la solita espressione interrogativa così ha continuato
Quello che ti ho detto prima… di là…
Con aria seria mi sono portata vicino al suo orecchio e ho sussurrato…
Io non voglio altro.
Mi sono sentita afferrare e tirare verso il basso atterrandogli addosso. Mi ha guardato e in un secondo mi sono ritrovata sotto di lui. I suoi capelli che scendevano ai lati del viso… ancora umidi… la sua pelle chiara e liscia…il suo profumo… le mie gambe aperte ai lati dei suoi fianchi... stavo ancora contemplandolo quando è entrato prepotentemente in me facendomi sobbalzare e gemere di piacere e dolore. Non ero pronta… si muoveva sopra di me e il piacere cresceva ad ogni suo minimo movimento. Si è alzato sulle ginocchia prendendomi per i fianchi e poggiando le mie natiche sulle sue cosce. Ora le mie gambe erano divaricate all’eccesso e lo sentivo sempre più profondo e penetrante. le mie mani erano sulle sue braccia mentre le mie unghie erano piantate nella sua carne gemevo come mai avevo fatto.
Era veramente assurdo quello che provavo non potevo far altro che assecondare i suoi movimenti e avere in cambio il massimo piacere. Vedevo il mio ventre salire e scendere ad ogni sua spinta …lo sentivo dentro di me… sotto la pelle… nelle ossa…nella mente… le spinte hanno cominciato ad aumentare e ho nuovamente espresso quello che la testa mi diceva tra un gemito e l’altro
Si…così… cristo…fammi godere…
Per tutta risposta tra un ringhio e un mugolio ho avuto …
Si …cazzo… voglio affondare in ogni tua profondità…trasformare le mie mani e le mie dita in mille tentacoli per raggiungerti ovunque… farti sfoderare tutta la tua troiaggine e godermi vittorioso il panorama
Poi è uscito da me e al suo posto ha fatto scivolare le dita …e li ha cominciato veramente a dare il meglio di se … gemevo e mugolavo mentre sentivo i suoi occhi addosso… mi toccavo i seni turgidi e duri stringendoli e portavo le dita alla bocca succhiandole…. ogni suo movimento mi avvicinava sempre di più al nuovo orgasmo che era latente in me da quando era entrato con prepotenza. Inevitabilmente ho sentito la voglia di fare pipì ma questa volta non ho detto nulla e mi sono solo lasciata andare al piacere fregandomene di tutto. Mi guardava e sapeva cosa stava succedendo come sapeva che da li a poco avrei nuovamente toccato l’apice del mio piacere
Oh si… così si fa… cazzo…avanti dammelo… diventa la mia troia e godi… fammi vedere quanto sei cagna…
A quel punto per me era impossibile resistere oltre e ansimando rumorosamente mi sono lasciata andare e questa volta anche verbalmente esplodendo in un…
Oh si cazzo …godo! Dio! oddio si!!
Non lo vedevo ma sapevo esattamente quello che stava pensando. Era orgoglioso di se…tronfio di aver  avuto ciò che voleva. Godeva come un matto a vedere la sua troietta personale gemere, mugolare e godere sotto le sue mani.
Stavo ancora riprendendo fiato quando mi ha detto guardandomi negli occhi fisso
…Fammi sentire quella lingua calda… fammela sentire ancora e fammi godere…
L’ho guardato negli occhi e senza dire nulla mi sono messa in ginocchio davanti a lui e l’ho preso in bocca… era caldo, liscio, duro, possente… ho iniziato a succhiarlo avidamente e a muovermi avanti e indietro. Lo sentivo gemere e ringhiare di piacere. Le sue mani era nei miei capelli e li stringevano forte mentre controllava i miei movimenti. Lo sentivo vibrare in bocca e non ci ha messo molto a riempirmela ringhiando e ansimando di piacere … ho aspettato che finisse definitivamente poi mi sono tirata su … mi stava difronte e mi guardava. Avevo ancora la bocca piana di lui. sentivo il suo sapore dolce in bocca e nella testa. Con lo sguardo fisso su di lui ho aperto appena la bocca e l’ho aiutata a uscire con la lingua lasciando che colasse sul mio viso. Mi osservava e vedeva in me la sua stessa soddisfazione .la soddisfazione di vedere chi ti fa godere; godere a sua volta.
Ha aspettato che scendesse tutta poi mi ha afferrato dietro il collo e, tirandomi a sè mi ha baciato. I nostri sapori si mescolavano al suo piacere nelle nostre bocche e le nostre lingue giocavano delicatamente tra loro.
Abbiamo dormito per gran parte della giornata. Al mio risveglio lui stava ancora dormendo così sono restata un pò lì a guardarlo… poi sono scivolata fuori dal letto e infilandomi la mia maglia da notte e i miei calzini pesanti sono andata in cucina ho ordinato la cena e mi sono messa sul divano a leggere un pò  aspettando che si svegliasse. Stavo affrontando un passaggio piuttosto interessante quando l’ho visto fare capolino dalla porta. Portava solo i boxer e si accarezzava il braccio
Hey
Hey ! ben svegliato
Mi ha guardato sorridendo e si è portato la mano alla testa scusandosi. Gli ho detto di finirla di dire stupidaggini e ho fatto cenno si sedersi di fianco a me. Mi ha raggiuto e si è seduto dandomi un bacio leggero. Mi sono accoccolata a lui che ha ricambiato stringendomi. Siamo rimasti li fino all’arrivo della cena.
Avevo ordinato dal giapponese e abbiamo mangiato seduti sul tappeto del salotto. A pensarci or sembravamo una coppia di vecchissima data…
L’indomani mattina dovevamo andare entrambi al lavoro quindi abbiamo represso i nostri istinti e ce ne siamo stati buoni ma una cosa è certa… l’intenzione primaria non era assolutamente quella.


giovedì 28 febbraio 2019

Day 5




Stamattina mi sono svegliata a casa sua e visto che di sabato non lavoriamo siamo rimasti a crogiolarci nel letto. Mi sentivo una di quelle strafighe dei film che vanno a letto con i loro amanti ed indossano la camicia del loro pigiama…io non avevo la camicia del pigiama ma indossavo una sua t-shirt. Stavo sdraiata tra le sue braccia giocherellando con le dita sul suo petto. Lui mi accarezzava i capelli e ci giocava arrotolandoseli al dito per poi lasciarli ricadere su di me. Parlavamo serenamente di tutto…diciamo che stavamo approfondendo la conoscenza che fino a quel momento era stata incentrata solo sull’attrazione fisica. Saranno state le 10 credo quando ha suonato il suo cellulare…ha risposto e ha farfugliato qualcosa poi ha chiuso e guardandomi ha detto
Stasera a cena fuori ti va vero?
Ho annuito …non avevo molto da fare se non passare il mio tempo con lui. Quel tempo che prima era presso che buttato tra divano, film e frigorifero.  Poi dopo il suo arrivo il mio tempo era incentrato sul fantasticare di lui e sul darmi piacere pensandolo…e ora non potevo chiedere di meglio che trascorrere tutto il tempo in sua compagnia. Stavo ancora pensando a questa cosa del tempo speso bene e speso male che la sua mano mi ha riportato alla realtà... dai capelli era sceso sulla schiena e stava arrotolando la maglia nelle dita …mi sono voltata e mi stava fissando con quel suo solito sguardo … non ho messo vie di mezzo e ho allungato la mano verso i suoi slip… era duro e forte sotto la mia mano e non appena l’ho toccato dalla sua bocca è uscito un sospiro di compiacimento e piacere. Ho sorriso appena mentre la sua mano accarezzava la pelle nuda della mia schiena e io iniziavo a muovere piano la mia sul suo membro vigoroso. Il suo respiro si faceva più pesante e profondo e la mia mano aumentava il ritmo… lo guadavo … il capo appoggiato al muro …appena reclinato …il pomo d’Adamo che scivolava piano …i suoi sospiri mi rendevano felice e più lui gemeva di piacere più io provavo soddisfazione nel darglielo... il mio lavoro procedeva attento e dovizioso e il suo piacere saliva sempre di più…lo sentivo fremere nella mano e ansimare di gusto. Improvvisamente mi ha afferrato il polso e mi ha detto
Ora basta
L’ho guardato con aria interrogativa …stavo sbagliando qualcosa? Eppure il suo piacere mi sembrava reale  
Il mio sguardo interrogativo lo fissava quando ha continuato…
Ora tocca alla mia cagnetta…. fammi sentire come godi tu…
E così dicendo si è messo in ginocchio mi ha preso per i capelli e mi ha costretto a mettermi a “4 zampe” davanti a lui. Ha allentato la presa quel tanto che bastava per potersi agevolmente avvolgere i capelli alla mano prima di tirarli ancora e aggiungere….
Ora voglio sentirti urlare di piacere; voglio sentirti gemere come una cagna
E così dicendo si è avvicinato a me entrando con prepotenza. Ero bagnata e calda e lui era possente dentro di me…  il suo pene pulsava in me e il suo bacino sbatteva sulle mie natiche. Ho iniziato ad aumentare il ritmo del respiro. Ogni sua spinta era sempre più profonda e misurata. Il mio piacere saliva e io cominciavo a mugolare… entrava ed usciva con spinte corpose e regolate… ho portato la mano alla bocca e ho riempito le dita di saliva poi ho allungato un braccio e ho cominciato a giocare con il mio clitoride che ormai era voglioso e pulsante …. Continuava a penetrarmi con ritmicità e fermezza ed io ho ceduto alla parte più nascosta di me e tra un sospiro e l’altro ho cominciato a rivolgermi a lui a ruota libera… senza filtri. Permettendo alla vera ME di uscire e di lasciarsi andare. Così mentre mi penetrava con regolarità e mi teneva ferma ho iniziato a dire…
Dio si fammi godere…fammi male…ti prego scopami e non fermarti …
A queste mie parole l’ho sentito ringhiare e stringermi ancora di più il fianco conficcandomi le unghie nella carne, mentre le sue spinte diventavano più forti e penetranti. Mi ha tirato i capelli talmente forte da costringermi a seguire la sua mano e ad inarcarmi con la schiena tirando in dietro la testa. Continuava a penetrarmi con forza aumentando la frequenza e a ringhiarmi nell’orecchio
Dimmi quanto mi vuoi …dimmelo cagna …sei la mia troietta 
Alle sue parole sono letteralmente impazzita
Ho si ti prego scopami… fammi godere …sono la tua troia e ti voglio… dentro… profondo
In quel momento non ho più resistito e ho dato libero sfogo al mio piacere cominciando a gridare
Oh sì… ti prego…. non fermarti …
Mentre dicevo questo ho iniziato a colare su di lui e lungo le cosce…in mio piacere cresceva ad ogni sua spinta e diventava sempre più intenso quando con un ringhio più profondo l’ho sentito pulsare in me e riempirmi di sé. I nostri respiri ansimavano all’unisono … piano ha allentato la presa sui miei capelli e la mia testa è scesa in basso…. vedevo le sue gambe dietro di me e sentivo le sue mani sui miei fianchi e la sua testa appoggiata sulla mia schiena; poi piano le mani sono scese sul mio ventre abbracciandomi … è uscito da me e mi ha tirato verso di lui stendendoci sul letto. Mi stava dietro e sentivo il suo cuore battere e il suo respiro sulla schiena…piano ha cominciato a baciarla delicatamente i brividi hanno cominciato a scorrermi su tutto il corpo e non resistendo mi sono girata verso di lui e prendendolo per i capelli l’ho tirato fino al mio viso… l’ho guardato dritto negli occhi poi l’ho spinto a me e ho iniziato a leccargli delicatamente le labbra …le ho descritte con la punta per tutta la lunghezza erano morbide e calde sotto la mia lingua …poi l’ho baciato piano …prima delicatamente  poi più appassionatamente . Le nostre lingue giocavano assieme e non avevano voglia di fermarsi ma il suono del mio cellulare interruppe la magia.
Ho risposto… era mia madre. Dopo aver riappeso abbiamo concordato per salutarci e vederci la sera  da lui verso le 7.
 Sono tornata a casa passando per il supermercato …mi mancava praticamente tutto così ho fatto la spesa. Poi sono finalmente andata dalla parrucchiera… volevo essere perfetta per la sera perché sapevo che non saremmo stati soli quindi non volevo fare brutta figura ma soprattutto non volevo farlo sfigurare.
Alle 7 puntuale ero sotto casa sua. Indossavo una gonna nera a metà polpaccio una camicia bianca semi trasparente, una giacchina nera e un paio di Décolleté nere lucide… sembravo una maestrina ma ero comunque molto sexy e quello era il mio intento. Il trucco era classico… smoky eye nero e rossetto rosso molto scuro. Come la sera prima ho citofonato e quasi immediatamente si è aperto il portone. Sono salita e non appena arrivata l’ho trovato sulla porta appoggiato allo stipite con il cellulare in mano che scriveva qualcosa. Non mi ha guardato ma è entrato dicendomi di seguirlo in casa. L’ho seguito in silenzio e non appena entrata mi ha detto di accomodarmi; sempre fissando il cellulare così mi sono seduta sul divano. Stavo lì da un paio di minuti e continuavo a studiare la stanza quando ho sentito la sua voce che diceva
Tu sei pazza!
Mi sono voltata e l’ho guardato con aria interrogativa così ha continuato…
Alzati…fatti vedere…
Mi sono alzata e le sono andata incontro, mi ha guardato …studiato …scrutato poi ha detto
Tu vuoi farmi morire e vuoi farmi litigare con mio fratello
Suo fratello? cosa c’entrava suo fratello?  così ho chiesto perchè avrei dovuto farlo e mi ha solo risposto che me ne sarei resa conto a cena. Sapevo che con quell' abbigliamento ma soprattutto con i capelli sciolti e lisciati avrei avuto la sua piena attenzione. Di lì a poco siamo usciti e ci siamo diretti al ristorante. Una volta arrivati; stavo per scendere quando mi ha fermato e mi ha detto
Sia mai che tu scenda da sola. Ti apro io
Sono avvampata in volto nuovamente, mai nessuno aveva fatto qualcosa del genere per me. Anzi di solito se non scendevo dalla macchina in modo rapido mi sgridavano anche… mi ha aperto lo sportello e mi ha porto la mano; ho appoggiato la mia sopra la sua e sono scesa. La sua mano ha stretto la mia e siamo andati verso la porta d’ingresso. Lo guardavo mentre camminavamo poi ad un tratto ha fatto un cenno di saluto con la testa e un ragazzo sul marciapiede difronte a noi ha ricambiato il saluto. Erano molto simili entrambi mori con occhi nocciola, stessa altezza stessa taglia. Si vedeva bene che erano fratelli anche dai lineamenti molto simili. Non appena lo abbiamo raggiuto si sono salutati e lui mi ha presentato come la sua ragazza…sono rimasta di sasso…la sua ragazza? Da quando ero la sua ragazza? Stavo ancora domandandomi milioni di cose quando mi ha stretto appena la mano e mi ha chiesto se era tutto a posto. Sono rinsavita e scusandomi ho allungato la mano verso quel giovane dall’aspetto così familiare. Mi stava fissando un pò come faceva suo fratello… lo sguardo intenso li accomunava. Siamo entrati e ci siamo accomodati; abbiamo ordinato e loro hanno cominciato a parlare del più e del meno. Stavo sgranocchiando un grissino in attesa della mia ordinazione ascoltandoli quando suo fratello guardandomi si è girato verso di lui e ha detto
Fratellone devi togliermi una curiosità…
Lui lo ha guardato con aria interrogativa così ha continuato
Come se la cava con la bocca? Perché secondo me deve fare dei pompini da paura
Per poco non mi strozzo con il grissino… ho dato un colpo di tosse assurdo e ho cominciato a darmi dei piccoli pugni sullo sterno. Sono diventata viola in volto. Lui mi ha aiutato a riprendere fiato dandomi un colpetto sulla schiena e versandomi dell’acqua
Devi sempre fare il coglione vero? Riuscirai mai a fare la persona seria?
Beh che ho detto ho solo fatto un apprezzamento sulla tua ragazza
Gradirei che tu non facessi di questi apprezzamenti
Mi sono ripresa dal quasi soffocamento e mettendo una mano sulla sua ho guardato suo fratello dicendo
Di una cosa sono certa… non avrai mai il piacere di saperlo
Poi ho dato un morso deciso al mio grissino restando con lo sguardo fisso su quel ragazzino impertinente
Lui mi ha guardato con una leggera soddisfazione in volto e il ragazzino irritante, dopo essere rimasto un attimo basito, ha aggiunto
Beh fratellone te lo riconosco, almeno questa ha un cervello funzionante
Lui ha riso e ha aggiunto che finalmente aveva trovato pane per i suoi denti…mentre discutevano la cena era arrivata e abbiamo consumato il pasto tra una battuta impertinente e una risposta acida. All’uscita ci siamo salutati con l’intenzione di vederci nuovamente tutti e tre. Alla fine la serata non era andata così male. Il ragazzino impertinente tutto sommato si era anche dimostrato simpatico. Stavo avvicinandomi alla macchina per tornare a casa quando mi ha fermato prendendomi per la mano e mi ha proposto due passi. Ho accettato di buon grado. Camminare un po’ dopo cena non mi avrebbe fatto male. Ci siamo addentrati nel centro alla ricerca di qualcosa da fare come un pub o un localino tranquillo dove prendere qualcosa.
Comminavamo parlando del più e del meno e della sera appena trascorsa, di suo fratello e del suo modo di essere, quando mi chiese
Beh ora conosci mio fratello… tu? Quando hai intenzione di presentarmi la tua famiglia?
Sono rimasta un momento in silenzio poi ho risposto
Non c’è molto da presentare …mio padre è morto qualche anno fa e con mia madre non parlo molto …diciamo una telefonata di comodo una volta al mese… ricevuta stamattina non la risentirò se non tra un mese. Quindi a meno di un improbabile matrimonio imminente tra noi due non credo che avrai presto modo di conoscerla e, sinceramente non ti perdi molto credimi
Ho continuato a camminare con lui al fianco finché non ha rotto il silenzio chiedendomi scusa. Mi sono girata verso di lui e mettendole una mano sul viso ho risposto che non doveva scusarsi non era il caso.  La mia vita prima di lui non era assolutamente nulla di interessante. Gli ho sorriso e prendendolo per mano l’ho incitato a proseguire. Di lì a poco abbiamo trovato un localino carino e ci siamo accomodati. Abbiamo ordinato qualcosa da bere e abbiamo passato la fine della serata a parlare e ridere… non ricordo con precisione né di cosa né per quanto abbiamo parlato ma ricordo che abbiamo bevuto abbondantemente. Non eravamo sbronzi ma molto allegri ed io non nego di aver perso ogni mio pudore assieme alla razionalità e lui sinceramente non era da meno. I nostri sguardi facevano capire esattamente all’altro cosa volevamo e l’idea era la solita. Improvvisamente mi venne in mente che lì vicino c’era un piccolo giardino riparato da occhi indiscreti così l’lo trascinato con me e non ha opposto resistenza. Siamo arrivati in quel piccolo angolo di verde …ci siamo guardati in torno per un momento poi l’ho tirato verso di me e ho cominciato a baciarlo con fervore. Le nostre lingue danzavano e i nostri respiri erano più veloci… la voglia l’uno dell’altra stava salendo…mi ha fatto indietreggiare fino a mettermi con le spalle ad un albero… ho cominciato a sbottonargli la camicia e ad aprirgli la cintura per poi passare ai pantaloni …lui intanto ha fatto salire la mia gonna fino alla vita e mi ha letteralmente strappato gli slip poi ha infilato la sua mano tra le mie gambe cominciando a baciarmi il collo. Ho cominciato a mugolare … le sue dita si muovevano in me e il suo piede impediva che io potessi muovere la gamba che preventivamente aveva allargato quel che serviva per muoversi agevolmente. Il mio pudore era scomparso e non mi limitavo in nulla…nemmeno nei mugolii… non mi importava di stare in silenzio… non mi importava nulla…volevo solo provare e dare piacere. Mentre lui aveva la mano tra le mie gambe la mia si stava muovendo energicamente sul suo membro. Mi baciava e lo sentivo ringhiare di piacere e di voglia. Non passo molto che la sua mano piena di me raggiunse la mia bocca. Iniziai a leccare con dovizia le sue dita sempre senza fermarmi e continuando a strofinare il suo membro. Leccai tutto assaporandomi e godendo di me. La sua mano destra mi aveva aperto la camicetta e stava giocando con un mio seno mentre la sinistra ora si spostava verso il basso…. dietro la mia coscia. L’ha alzata portandola al suo fianco ed è entrato in me… prepotente e profondo.  Non rispondevo più di me. Il fatto di essere li… all’aria aperta …sotto i possibili occhi dei passanti…
Oddio si scopami… fammi godere …fammi perdere la testa… fammi urlare
Le sussurravo all’orecchio… le sue spinte corpose mi facevano salire e scendere strusciando le natiche nude sulla corteccia dell’albero che ci ospitava. Dopo la mia parole ha iniziato a penetrarmi con più profondità e velocità la mano sulla coscia mi stringeva con forza… ad ogni spinta il mio piacere aumentava e lui lo sapeva… lo sentiva, come io sapevo e sentivo tutto di lui. Mi si è avvicinato all’orecchio mentre le sue spinte aumentavano di profondità e mi ha ringhiato….
Fammi sentire come gode la mia troietta ... avanti fammelo sentire
In quel momento ho sentito che il piacere saliva e sono esplosa…lui mi ha portato una mano alla bocca per evitare che le urla che mi stavano uscendo dalla bocca potessero attirare l’attenzione più di quanto non avessimo già fatto. Lo inondavo di me mentre lo sentivo riempirmi di lui e ringhiarmi all’orecchio …
Oh!  sì cazzo così ti voglio
Dopo poco ha tolto la mano dalla bocca e ha lasciato andare la mia gamba… ero talmente stanca che sono scivolata piano accucciandomi e finendo praticamente di colare sul prato. Stavo ancora ansimando e lui era in piedi davanti a me appoggiato con il braccio all’albero e la testa su di esso, i capelli gli scendevano sulla fronte. Stavo osservandolo dal basso, Il suo membro ancora rigido e le sue gambe muscolose …il suo petto perfetto…più lo guardavo più mi perdevo per lui.
Stavo ancora riprendendo fiato quando ho abbassato la testa e guardando il prato ho chiesto
Perché mi hai presentato come la tua ragazza?
Non mi ha risposto, si è tirato su gli slip e i pantaloni poi si è accucciato davanti a me e prendendomi il viso tra le mani mi ha guardato e sfiorando appena le mie labbra ha detto
Come potrei definirti se non la mia ragazza? una “trombamica”? una con cui scopo? No mi dispiace io non sono così; se la cosa ti disturba posso anche evitare di dirlo ma questo non cambierà la verità dei fatti. Ora vieni… andiamo a casa si sta facendo freschino
Mi sono alzata e sistemata alla bene meglio; i miei slip giacevano sul prato così li ho raccolti e me li sono infilati nella tasca della giacca poi ci siamo incamminati verso la macchina. Il mio viso era palesemente arrossato dal piacere. Lui mi cingeva la vita con un braccio mentre l’altro era in tasca. Siamo passati davanti ad un pub affollato e abbiamo sentito qualcuno urlare
Hey fratello!
Ci siamo voltati e il ragazzino impertinente era lì in mezzo ad un gruppo di persone più ubriache che sobrie. Si è fermato e hanno parlato poi è tornato da me chiedendomi se mi fosse dispiaciuto se suo fratello fosse venuto a casa con noi. Ho risposto che era casa sua e poteva portarci chi voleva così siamo partiti con il piccoletto sbronzissimo e siamo tornati da lui. Non appena arrivati ho detto che sarei tornata a casa mia senza problemi ma lui mi ha detto che se lo avessi fatto si sarebbe offeso così sono rimasta. Siamo saliti e ha preparato il divano per il fratello che intanto continuava a gironzolarmi attorno proferendo parole masticate e complimenti poco garbati fino a quando non ha allungato la mano e ha estratto gli slip dalla mia tasca. Sono sbiancata e avvampata allo stesso tempo…troppo imbarazzo… troppa rabbia… ho cercato di riprendergliele dalle mani ma non ci sono riuscita … le ha portate al viso e ha annusato profondamente … ha sorriso e mi ha fissato con lo stesso sguardo del fratello. Quello sguardo che conoscevo bene ormai ma visto sul viso di qualcun altro mi inquietava. Poco dopo ci siamo spostati in camera. Mi stavo spogliando seduta sul letto quando ho sentito le sue mani che mi spostavano i capelli e le sue labbra che dolcemente cominciavano a baciarmi il collo. Il mio respiro ha cominciato a diventare pesante sotto il suo tocco e le sue mani scendevano dal mio collo alle mie braccia…mi accarezzava piano e i brividi mi pervadevano l’anima… piano mi ha fatto scivolare la camicetta e ha aperto il reggiseno sfilandomelo. Ha messo una mano attorno al mio collo e mi ha girato verso di lui baciandomi. Poi mi ha steso sul letto e ha finito di spogliarmi.
Mi si è messo sopra e ha iniziato a baciarmi il seno piano…scendendo lentamente verso il mio ventre. Il mio respiro non mi obbediva più e continuava ad aumentare… il mugolio che mi usciva dalla bocca era sempre più alto. La sua lingua stava giocando con il mio clitoride e le mie mani erano sopra la sua testa che si muoveva piano… ha infilato prima la lingua dentro di me e ha cominciato a succhiare; il mio piacere era alle stelle… gemevo e ansimavo mentre mi contorcevo e lo tenevo giù con le mani.
Piano ha sostituito la lingua con le dita e sempre continuando a giocare con il mio clitoride ha iniziato a muoversi in me… stavo impazzendo di piacere quando quella strana sensazione è tornata… dovevo fare pipì… cosi tra un mugolio e l’altro gliel’ho fatto presente Ma la sua risposta è stata l’opposto. Mi ha bloccata e mi ha detto di non preoccuparmi ma di lasciarmi andare serenamente mentre aumentava il movimento delle dita. Più si muoveva più il piacere saliva e la voglio cresceva. Non ho più resistito e ho lasciato campo libero a tutte le emozioni godendo ed inondando la sua mano e poi squirtando al suono della sua voce che guardandomi in preda al piacere continuava a ripetere
Oddio si dammelo tutto… fammi vedere come godi… dio guardati… godi per me…
Stavo ancora ansimando per il piacere quando mi ha dato la sua mano…l’abbiamo leccata assieme scambiandoci baci… piacere… complicità.

lunedì 18 febbraio 2019

Day 4




Stamattina ho aperto gli occhi che stava albeggiando…insolito per me che di solito staziono nel letto per ore prima di decidere di alzarmi … non potevo ancora credere di aver fatto sesso con lui la sera prima e potevo ancora meno credere che fosse ancora qui…eppure era così. Credevo che si sarebbe svegliato nel cuore della notte e che sarebbe sgattaiolato via ma invece era ancora con me … ricordo che ci siamo stesi un momento sul letto per riposare …stavo tra le sue braccia, appoggiata sul suo petto, cullata dal battito del suo cuore e devo essermi addormentata. Il suo braccio era sul mio fianco e respirava dietro di me… sul mio collo con respiri calmi e profondi. Mi sono girata piano e ho messo il mio naso davanti al suo … lo guardavo dormire sereno da un po’… quando ha aperto gli occhi
Mi ha guardato per un momento poi ha stretto il braccio attorno alla vita tirandomi a sé e si è girato di schiena portandomi sopra di lui...allora e solo allora ha detto
Ma buongiorno 
Sorridendo nel suo solito modo; ho ricambiato il sorriso e ho riposto al buongiorno poi ho aggiunto…
Non credevo di trovarti qui stamattina
Mi ha guardato un po’ perplesso …
Secondo te dove dovevo essere? Te l’ho detto non faccio mai le cose senza motivo e soprattutto non le faccio se non le voglio fare.
Ho sorriso e mi sono chinata su di lui sfiorandogli appena le labbra …le sue mani erano sulle mie cosce … calde e decise ed io ancora fremevo sotto il suo tocco … le sue si sono appena aperte e quello che era un bacio di saluto si è trasformato in un bacio tutt’altro che casto. Le nostre lingue hanno cominciato a danzare nelle nostre bocche …i respiri hanno cominciato a farsi frequenti e il piacere a salire… mi sono divincolata e sono scivolata fuori dal letto andando in cucina. Stavo preparandomi la colazione e ancora sentivo il suo sapore in bocca quando da dietro le sue mani mi hanno cinto la vita abbracciandomi. Un sospiro di piacere mi è sfuggito dalle labbra. Stava sorridendo…non vedevo ma lo sentivo e questo mi eccitava ancora di più … piano ha scostato i capelli dal mio collo … l’ho sentito respirare su di me e ora le sue labbra toccavano la mia pelle … delicate e dolci mi sfioravano…baciavano… ho iniziato a respirare più pesantemente mentre il piacere che ero riuscita ad assopire si era risvegliato con forza in me. Le mie mani …impegnate fino ad un momento prima a spalmare burro e marmellata … erano ora attorno al suo collo e il mio capo era abbandonato su di lui …fremevo sotto quei baci e credevo di impazzire… ho sentito che il mio piacere cominciava a scendere e a riempire il mio sesso. Una delle sue mani è scesa piano sul mio ventre e scostando gli slip si è fatta strada in me…. Ho iniziato a mugolare mentre l’altra mano stringeva il mio seno sinistro con forza. Come era già successo mi ha fatto allargare appena le gambe tenendomi schiacciata al bancone della cucina…  le sue dita si facevano spazio in me tutt’altro che discrete mentre ora i suoi denti mordevano la mia spalla. Ansimavo e mugolavo sotto il suo tocco e sapevo bene che questo le piaceva molto. Non ci è voluto molto che il mio piacere arrivasse ai limiti di guardia. lo sentivo ancora dieto di me eccitato e duro …stavo quasi per raggiungere il picco massimo che la sua mano dal seno è passata alla mia nuca spingendomi in avanti e facendomi stendere sul bancone … ha tolto la mano che aveva tra le gambe e me l’ha infilata in bocca…continuavo ad ansimare di piacere mentre leccavo e succhiavo le sue dita intrise di me … poi…improvvisamente mi ha abbassato gli slip e  l’ho sentito entrare in me con arroganza… con virulenza… le sue spinte erano profonde e corpose  una mano poggiata sui miei glutei e l’altra arrotolata ai miei capelli e mi costringeva a restare in quella posizione… lo sentivo ringhiare  e  ansimare dietro di me e il mio piacere cresceva ancora e saliva sempre più …le sue spinte regolari e profonde aumentavano esponenzialmente… mi ha assestato uno schiaffo sul sedere ringhiandomi all’orecchio…
Sei una brava cagnetta …ora fammi vedere come godi …
Quelle sue parole hanno dato il via a tutto …. Il mio mugolare si è fatto più alto e frequente…lo sentivo pulsare in me mentre sempre di più …il piacere mi ha pervaso in ogni più piccola cellula del corpo…i brividi hanno ricoperto la mia pelle … il respiro era pesante e affannato … lo sentivo riempirmi quando finalmente non ho più resistito e … rovinosamente…  no iniziato a urlare e gemere di piacere mentre colavo su di lui e lungo le mie gambe…al contempo lui mi ha riempito di sé … caldo e vischioso si è mescolato a me.
Ero distesa sul bancone ansimante e lui era steso su di me … i nostri respiri all’unisono cercavano di tornare normali. Le sue mani su miei fianchi il suo viso che ansimava sulla mia schiena… la sua soddisfazione e il mio piacere … un’alchimia inscindibile… non sapevo quanto questo sarebbe durato ma ne assaporavo ogni attimo come fosse l’ultimo. 
Stavo vagando per i miei pensieri quando l’ho sentito muoversi dietro di me e baciarmi la schiena… ha nuovamente arrotolato i miei capelli alla sua mano e mi ha tirata a lui abbracciandomi …  ho ricambiato il suo abbraccio stringendole le braccia… si è avvicinato al mio orecchio e ha sussurrato
Scusami… non volevo farti male
Ho scosso la testa in risposta e ho detto che non mi aveva fatto male anzi poi mi sono girata e l’ho baciato sorridendo … mi sono rivestita e sono andata a darmi una sistemata in bagno.
L’orario di ufficio era vicino e dovevamo andare
Anche oggi nessun abito da fagotto ma ho indossato una gonna elegante e una camicetta truccandomi sempre in modo piuttosto appariscente. Stavo preparando le ultime cose e frugavo nella borsetta quando mi ha raggiunto…indossava gli abiti della sera prima ed era veramente bellissimo …lo osservavo quando mi ha detto
Hey se continui ancora non andiamo da nessuna parte
Ho avvampato come al solito provocando la sua risata. So che dopo tutto quello che era successo arrossire per l’imbarazzo di essere stata beccata mentre lo fissavo era stupido ma non potevo farci nulla …
Mi sono scostata i capelli dal viso e prendendo la borsa ho detto …
Andiamo o faremo tardi
Mi ha preceduto fuori. Ho chiuso la porta di casa e mi sono voltata; ora era lui a fissarmi e stava giocando con le chiavi … la mia battuta è stata la solita che aveva rivolto a me pochi secondi prima. Non ha risposto ma mi ha afferrato per un braccio tirandomi a lui. Mi ha sussurrato nell’orecchio
cenetta io e te stasera ti va vero?
Ho acconsentito con un sorriso così mi ha salutato dicendomi che ci saremmo visti al lavoro ed è uscito dal portone principale. Quando sono arrivata al lavoro la mia collega ha nuovamente commentato il mio abbigliamento e questa volta ho risposto in modo piuttosto scocciato ma con educazione facendole capire una volta per tutte che non sono affari suoi come mi trucco e mi vesto. Mi ha guardato e si è stizzita ma finalmente ha capito… spero.
Mi sono accomodata alla scrivania e mentre lavoravo notavo i colleghi che passando buttavano un occhio … La cosa mi appagava ad essere sincera ma non ero interessata ai loro apprezzamenti quindi li ignoravo elegantemente. Alla solita ora sono andata nell’area ristoro. Ero in fila per la macchinetta come sempre e in attesa del mio turno; ripensavo attentamente ad ogni più piccolo particolare successo la mattina …alle sue mani sul mio corpo…alle sue labbra sul mio collo…a lui dentro di me…alle sue mani che mi tiravano i capelli… ho preso il mio caffè e poi mi sono spostata nell’area fumatori. Mi sono affacciata e lui era lì … se lo cercavi o era lì o nel suo ufficio. Eravamo in pochi a fumare quindi la stanza era presso che sempre vuota. Sono entrata e gettando il bicchiere di plastica nel cestino mi sono avvicinata a lui. Ho appoggiato la schiena e ho sollevato una scarpa portandola al muro. L’ho guardato e lui ha guardato me. Ho preso una sigaretta e l’ho messa tra le labbra accendendola; ho tirato una boccata di fumo e ho chiesto dove sarebbe stata la cena di stasera. Ha spento la sigaretta…mi si è avvicinato e mi ha sussurrato
Casa mia dopo ti mando l’indirizzo via mai
Poi è uscito dandomi un’occhiata generale e abbozzando quel suo caratteristico sorriso. Durante la giornata ha ricevuto la sua mail con l’indirizzo come mi aveva detto…. sotto c’era un P.S.…
Vestiti leggera perchè non resterai vestita a lungo
Dopo averlo letto sono avvampata di nuovo…gli occhi della mia collega mi scrutavano curiosi di sapere per quale motivo fossi avvampata improvvisamente; l’ho guardata malissimo ed è tornata al suo schermo senza proferire parola
Tornata a casa mi sono fatta una doccia e mi sono preparata… ho messo un completino un po azzardato…. reggiseno a balconcino …perizoma, reggicalze e calze di seta tutto rigorosamente nero. Ho indossato un vestitino con bottoni per tutta la lunghezza… lunghezza che non scendeva di molto sotto il gancio del reggicalze ma vabbèh…con uno scollo appropriato al reggiseno che indossavo ma soprattutto ai miei seni che nonostante tutto erano abbastanza prorompenti. Alle 21 Ero sotto casa sua… ho citofonato e ho atteso. Le macchine passavano per la strada incuranti e le luci della città lampeggiavano in lontananza. Il citofono ha gracchiato SALI TERZO PIANO e il portone si è aperto. I miei tacchi rumoreggiavano sugli scalini in pietra e risuonavano per tutto il palazzo; il vestito che indossavo svolazzava fornendo una visuale preziosa a chi fosse stato sotto di me…arrivai al terzo piano …l’ultimo…bussai con le nocche sulla grossa porta scura pregando che tutto andasse bene e di non aver esagerato con l’abbigliamento. Si apri e lui stava lì … jeans, una camicia rigorosamente fuori dai pantaloni e aperta al collo. Mi ha scrutata e ha fatto cenno di entrare. varcata la soglia mi sono trovata in un appartamentino carino…molto raccolto; non grande ma quanto bastava per una persona…le travi a vista mi facevano pensare alla montagna e mi davano un’idea di casa con la C maiuscola. Di quelle dove sai che sarai sempre il ben venuto, la cucina moderna con l’isola di cottura divideva la stanza. Dall’altra parte un divano di pelle nera una tv e un tavolino da fumo su un tappeto moderno ma elegante
Mi ha fatto accomodare sul divano e mi ha potato un bicchiere di vino rosso. Mi stava fissando le gambe così ho abbassato lo sguardo e mi sono accorta che spuntava il reggicalze così mi sono sistemata
Non coprirlo… mi piace guardarlo
Ho sorriso ma ormai era coperto e cosi restava. Ho chiesto se potevo aiutarlo in qualche modo ma ha detto di no così sono rimasta lì a giocare con il calice di vino aspettando che mi raggiungesse. Intanto mi guardavo attorno e scrutavo ogni cosa, ovviamente non mancavano le riviste da Nerd che parlavano di informatica e simili come non mancava una foto con una ragazza e un ragazzo …forse parenti data la vaga somiglianza, stavo osservandomi attorno quando si è avvicinato e si è seduto con me.
Allora? Hai fatto come ti ho detto? A giudicare da quello che ho visto direi di si
Il sorriso che lo contraddistingueva …quella bocca meravigliosa sollevata a metà e quello sguardo malizioso mi facevano perdere. Non ho detto nulla ma ho semplicemente annuito bevendo un sorso di vino imbarazzata. Ho estratto il pacchetto di sigarette dalla borsa e ho chiesto se potevo … mi ha risposto di sì così l’ho accesa. Mi fissava e io guardavo lui. Quel nostro gioco di sguardi era pura complicità…sapevamo entrambi che non ci sarebbe stata nessuna cena…almeno non così presto.  Questo suo fissarmi mi irritava e mi eccitava al contempo. Piano ho spento la sigaretta e ho posato il calice ormai vuoto sul tavolo; mi sono alzata e sono andata davanti a lui che intanto si era appoggiato allo schienale scivolando leggermente in avanti. Le ho preso le mani e poggiandole sul fondo del mio vestito ho detto
Vedi se ti aggrada
Mi ha osservato ancora per un momento poi si è dedicato ad ogni singolo bottone… ce ne saranno stati almeno 30… quando è arrivato ad aprire l’ultimo ha piano spostato i lembi dell’abito scoprendo il mio intimo…la sua mano è scivolata lenta dal mio seno ai miei fianchi alle mie cosce… mi guardava in silenzio ed io fremevo sotto quel tocco delicato eppure esplicito…si è avvicinato con il viso al mio ventre e ha cominciato a baciarmi piano …mi baciava la pancia e io fremevo sotto le sue labbra come una bimba in preda alla paura… il piacere saliva ed ogni suo tocco … il mio espiro non era più sotto controllo ed iniziava a diventare più pesante; le sue mani che prima mi tenevano per i fianchi ora scendevano piano sui miei glutei insinuandosi sotto i miei slip e facendoli scendere verso il basso. Delicatamente me li ha sfilati e li ha portati al viso annusandoli profondamente poi li ha lasciati cadere sul pavimento. Si è alzato in piedi e sempre senza proferire parola ha portato le mani alle spalle e piano mi ha fatto scivolare via il vestito. Ha fatto scivolare un braccio sulla mia spalla fermandosi a metà della schiena…si è abbassato con il viso e ha cominciato a baciare i seni poi piano è salito verso il collo e lentamente ha cominciato a leccare la mia pelle … la sua lingua che scivolava sulla mia pelle mi faceva fremere… mentre la sua bocca era impegnata a carezzare la mia pelle la sua mano era scesa tra le mie gambe facendosi spazio e iniziando a giocare con il mio clitoride. Le sensazioni di piacere salivano e mi stavo abbandonando a lui che intanto, mi sosteneva continuando a baciare la mia pelle e a insinuarsi in me con così tanta maestria…ho iniziato a mugolare e ad ansimare per quello che provavo quando ad un tratto mi ha preso in braccio e guardandomi mi ha baciato con trasporto poi mi ha portato in camera e mi ha steso sul letto. Lo guardavo mentre i suoi occhi erano fissi su di me e si toglieva la camicia …l’ha fatta scivolare sul pavimento e poi si è aperto i jeans e li ha fatti scendere assieme agli slip. Li ha spostati con un calcio…è salito sul letto dal fondo sempre senza distogliere lo sguardo da me ma soprattutto dal mio sesso che fremeva in attesa di un suo tocco e non ha tardato molto ad essere soddisfatto. Si è avvicinato e ha infilato il suo viso tra le mie gambe...la sua lingua si muoveva veloce e giocava con il mio clitoride, le sue dita entravano ed uscivano del mio corpo con regolarità fin quando non si sono fermate e hanno cominciato a muoversi dentro di me con velocità. Mi contorcevo e gemevo puntando i miei stivali sulle lenzuola mentre lui mi teneva schiacciata al materasso …  improvvisamente tra piacere e godimento ho sentito il disperato bisogno di andare in bagno… ho cercato di divincolarmi…ho cercato di spiegare ma lui non mi lasciava e mi teneva con ancora più forza limitandosi a dire…
Avanti lasciati andare e fammi vedere quando sei brava a squirtare …
Non ero mai riuscita a fare una cosa del genere e non sapevo se fosse veramente quello che voleva e che volevo io ma il corpo faticava a resistere a tale stimolo e le sue dita continuavano a muoversi sempre più veloci in me quando con un urlo liberatorio misto a piacere ho ceduto e ho lasciato uscire quello che languiva in me… lo sentivo appellare milioni di santi e divinità nel vedermi e nel vedere quello che stava succedendo con un tono di pura soddisfazione, piacere e eccitazione.
La sensazione di liberazione che mi aveva assalito era tornata a compensare il mio piacere…e ora lui era dentro di me…le mie gambe erano sulle sue spalle e la mia schiena inarcata… lo accoglieva interamente. Lo sentivo in profondità e il mio piacere era esponenzialmente salito fino a raggiungere l’apice… gemevo e lo imploravo di non smettere … lui mi appellava con tutto quello che le veniva in mente e più lo faceva più il mio piacere cresceva lui pulsava in me e ringhiava di piacere fino a quando non ha detto la fatidica frase …
Godi con me… fallo ora
L’ho sentito esplodere in me e sono esplosa a mia volta. Continuava a muoversi con me ed io con lui…all’unisono in un turbinio di gemiti, sospiri e piacere. La mia schiena è scesa e le gambe sono scivolate in basso... si è accasciato su di me per riprendere fiato ed io ho fatto lo stesso… piano è scivolato verso il basso restando appoggiato sulla mia pancia…le mie mani giocavano con i suoi capelli e lo accarezzavo piano… siamo rimasti così per un po' poi ha detto …
Sushi?
L’ho guardato per un attimo poi sono scoppiata a ridere e lui di rimando ha fatto la solita cosa.
Ho acconsentito così ha preso il cellulare e ha ordinato per due a domicilio. Sarà passata una mezz’ora prima che arrivasse… il tempo di andare in salotto a riprendere gli slip e il vestito dal pavimento e infilarlo. Lui stava stappando un'altra bottiglia di vino e lo versava nei bicchieri…indossava solo i jeans e ad ogni suo movimento i muscoli si contraevano sotto la pelle… la voglia di averlo nuovamente stava tornado a bussare ma cercavo di contenerla. La cena è arrivata e ci siamo seduti sul divano stavamo mangiando e parlavamo del più e del meno; dei colleghi; del lavoro ridevamo e scherzavamo. Ad un certo punto ho chiesto chi fossero i due nella foto con lui. Mi ha risposto quasi con non curanza
I miei fratelli…lei è più grande, lui più piccolo …li conoscerai
Stava guardando il contenitore del sushi pensieroso così chiesi
Ho detto qualcosa di sbagliato?
No è solo che non parlo molto della mia famiglia di solito
Dopo questa sua affermazione mi sono scusata ma mi ha guardato sorridendo e ha detto
Non fa nulla ma per questo me la pagherai
Poi è scoppiato in una risata fragorosa. Sono nuovamente avvampata per l’imbarazzo… la mia maledetta curiosità doveva imparare a stare buona ogni tanto.
Il silenzio era nuovamente sceso tra noi dopo la mia uscita infelice...stavo giocherellando con qualche chicco di riso avanzato nella mia confezione da asporto quando lui mi si è avvicinato e prendendo il mio viso tra le mani mi ha costretto a guardarlo
Hey…davvero; tutto a posto non ti preoccupare
L’ho guardato con aria mortificata… mi ha sorriso e mi ha baciato dolcemente poi mi ha abbracciato e mi ha fatto appoggiare con la schiena al suo petto nudo … mi stavo ancora scusando per quello che avevo combinato con la mia invadenza quando mi ha tappato la bocca con la mano e mi ha sussurrato all' orecchio
SSSSHHHHH non fa nulla …ora pero me la paghi
Ha sorriso e lentamente è sceso con la mano… ha cominciato a riaprire il mio vestito…piano…lentamente… vedevo i suoi muscoli contrarsi mentre si prodigava nel aprire i bottoni con dovizia e cura. È arrivato al seno e ha scostato il reggiseno iniziando a giocare con il mio capezzolo. Il piacere ha cominciato a salire e la voglia di lui a crescere nuovamente superando ogni freno io le avessi messo …le sue labbra sul mio collo tornavano a farmi rabbrividire di piacere e ancora la sua mano che stringeva e tirava il mio capezzolo facendolo inturgidire al suo tocco…mi mandava fuori di testa. Ha continuato a scendere fino ad arrivare su mio ventre; ha spostato lo slip ed è andato diretto al mio piacere più grande cominciando a giocarci…a stuzzicarlo… a girarci a torno . Non volevo altro che venie per il suo piacere e la sua soddisfazione. Una mano mi teneva bloccata la gamba mentre l’altra cercava il mio piacere in ogni millimetro. Credevo di impazzire per la terza volta in tutta la giornata . Si è insinuato dentro di me con tutta la maestria del mondo e ha iniziato a muoversi in me da prima piano poi sempre più velocemente. Le sue dita giocavano dentro e fuori di me mentre io, non riuscivo a controllarmi e mugolavo…ansimavo e gemevo setto il suo tocco; mi contorcevo e vibravo di piacere. Non ci ho messo molto a godere per la terza volta. Ansimavo e il cuore mi batteva veloce. Lui mi abbracciava e mi baciava le testa mentre io mi prodigavo a leccare avidamente le sue dita ancora invasa da quella sensazione che faticava ad abbandonarmi .

giovedì 14 febbraio 2019

Day 3




Oggi sono tornata al lavoro e… si … il fagotto è rimasto nell’armadio  anche stamattina. Ho indossato un bel completino elegante … un tailleur gessato senza camicia e un paio di scarpe eleganti con il tacco medio. Sembravo proprio una donna in carriera . La mia collega continua a chiedermi il perché di ogni cosa soprattutto oggi che …sinceramente…non mi sono risparmiata con il trucco e anzi ho marcato molto lo sguardo e messo in evidenza le labbra con un rossetto rosso molto scuro .
Se domani mi chiede nuovamente il perchè del mio look la mando a cagare ; impicciona che non è altro
Alle 10 ho preso il telefono e chiamato il reparto di assistenza informatica .
Pronto ?
La voce era meravigliosa …così calda e sensuale …
Le ho detto solo una parola
Caffè?
La sua risposta è stata immediata così ho aggiunto …
Lo porto io…e ho riappeso . Mi sono  alzata e sono passata dalla macchinetta . Non nego che forse avrei dovuto fare questi cambiamenti di look prima , dati gli occhi dei colleghi che ora riconoscevano una donna sotto quegli abiti e non un “coso”. Ho ritirato il secondo caffè e mi sono diretta nella sua stanza. Ho bussato e la porta si è aperta. Era lì …  assolutamente perfetto… mi sorrideva e ha fatto cenno con la testa di entrare. Ho sorriso a mia volta e ho varcato la soglia. La porta si è chiusa dietro di me. Mi sono voltata verso di lui… mi stava fissando così ho chiesto se c’era qualcosa che non andava  e le ho porto il caffè. Non mi ha risposto e ha appoggiato il bicchierino sulla scrivania avvicinandosi … lo fissavo e lui fissava me mentre si faceva sempre più vicino. Di rimando ho indietreggiato fino a che non ho sbattuto contro la scrivania… ho poggiato il caffè anche io e ho messo le mani sul tavolo dietro di me. Era vicinissimo  e continuava a fissarmi immobile …il cuore stava per uscirmi dal petto per come batteva; non sapevo cosa fare …lui stava lì e non diceva nulla …mi fissava e sorrideva  di un sorriso malizioso quasi a mezza bocca…quei sorrisi strani…quasi di appagamento  che avevo già visto ieri sera . La voglia ha cominciato a salire e involontariamente mi sono morsa il labbro … cosa che lui ha immediatamente notato….ha abbassato la testa e si è passato il dorso della mano sulla barba ben curata  per poi tornare a guardarmi con uno sguardo diverso…uno sguardo che sembrava dire ti voglio qui e adesso… mescolato a qualcosa che suonava come “violento”…”cattivo”… quello sguardo mi piaceva e anche molto …era così vicino che potevo sentirlo respirare. Automaticamente la mia mano è andata verso il suo collo e l’ho afferrato tirandolo a me …le nostre labbra si sono incontrate nuovamente e le nostre lingue hanno cominciato a danzare ancora una volta . Il mio respiro era affannato…voglioso… la mia mano gli stringeva il collo . Il suo sapore …il suo essere lì a giocare con me … mi stava facendo perdere la ragione… sono trasalita per un attimo lasciandolo andare e allontanandomi per quello che potevo…
No scusa …ho farfugliato ma a lui non è interessato molto quello che le ho detto perché non ponendo vie di mezzo ha allungato la sua mano e ancorandosi fermamente al mio collo mi ha tirato a se e ha ripreso nuovamente a baciarmi… le sue mani dietro il collo…la sua lingua nella mia bocca ..le sue labbra morbide…
Oramai era tardi per mettere freni a qualcosa … considerando anche che, mentre una mano era dietro la mia nuca l’altra aveva sbottonato la mia giacca e ora giocava con il mio capezzolo… la mia al contempo era scesa verso il basso e ora teneva in mano il suo sesso duro e grosso come lo era stato la sera precedente. I respiri di entrambi stavano facendosi  sempre più frequenti e il piacere saliva . I nostri baci erano puro eccitamento…sapevamo bene entrambi quello che volevamo . Mi sono seduta sulla scrivania che mi stava dietro divaricando le gambe per lasciarlo avvicinare e non ci ha messo molto a farlo . Mi stava di fronte e i baci non si erano ancora fermati. Era un turbinio di lingue e morsi in continuo aumento … la foga mi aveva presa e stavo slacciandogli i pantaloni  mentre  lui ormai mi aveva tolto la giacca e stringeva i miei seni con forza quando qualcuno ha bussato alla porta .
Il gelo …mi ha fatto cenno di stare in silenzio e ha risposto alla bussata chiedendo chi fosse…dall’altra parte della porta un collega chiedeva se poteva raggiungerlo alla scrivania per un problema a non ricordo nemmeno cosa… così si è svincolato dicendo che sarebbe andato immediatamente ,  il tempo di finire una cosa . Il collega ha ringraziato e si è defilato . La “magia” del momento era finita … si è voltato dicendo
Cazzo !
Io stavo rimettendomi la giacca e cercavo di non pensare a quello che era successo e a quello che sarebbe potuto succedere. Le ho detto di non preoccuparsi che alla fine era inevitabile … stava in piedi dandomi le spalle … una mano sullo stipite e l’altra in tasca come era uso fare . Mi sono sistemata e diretta verso la porta … stavo per uscire quando mi ha preso e tirato a se e guardandomi dritta negli occhi mi ha detto
Attenta perché non finisce così…
Poi mi ha sfiorato con le labbra e mi ha lasciato andare. Sono uscita dal suo ufficio e sono tornata alla mia scrivania …dovevo distrarmi  e cercare di non pensare così ho fatto di tutto… ho finito il mio lavoro…ho spolverato la mia scrivania piena di stupidate che , solo a vederle , non diresti mai che è di una donna fatta e finita …se non fosse per la piantina grassa , che mi fa allegria di fianco allo schermo,  potresti scambiarla per la scrivania di un bambino amante delle due ruote e degli ovetti kinder 
Per non parlare della mia bacheca. Piena di frasi sarcastiche  e foto di serpenti che solo un ofiologo potrebbe capire … le “felici” immagini gotiche alternate a disegni di Raul Guerra davano la chiarissima idea di chi fossi.
Comunque per me la giornata era finta così.
 Me ne sono tornata a casa… mi sono fatta una doccia ristoratrice ; ho indossato la solita maglietta per la notte , i miei calzini di spugna pesanti e un paio di slip . Mi sono preparata qualcosa per cena e mi sono rannicchiata sul divano per vedere la tv. Saranno state le dieci quando ho sentito bussare. Sono rimasta un po' perplessa…non aspettavo nessuno … sono andata alla porta e ho guardato dallo spioncino … era lui … stava lì…in piedi davanti alla mia porta…si guardava attorno… lo fissavo e non sapevo cosa fare… dalla strada aveva sicuramente visto la luce quindi non potevo fingere di non esserci e , di certo non volevo farlo. Stavo ancora pensando a cosa fare  quando ha bussato nuovamente … questa volta con più energia così sono saltellata per la stanza come una scema e ho detto sommessamente
arrivo!
Cercavo qualcosa da mettermi addosso ma non trovando nulla , mi sono avvicinata alla porta e ho aperto afferrando la maglia sul davanti per cercare di coprirmi come meglio potevo…dio che meraviglia vederlo … aveva la solita aria di quello che sa quello che vuole ma soprattutto di quello che sa come ottenerlo…
Le ho chiesto come mai fosse lì… mi ha risposto con uno dei suoi sorrisi a mezza bocca e ha sfoderato un pacchettino …sono rimasta basita e ho chiesto cosa fosse  lui mi ha detto solo
Aprilo
Si ma …non restare sulla porta … accomodati … ho detto e ho chiuso la porta dietro di lui. È entrato e si è fermato  dopo pochi  passi. Si guardava attorno studiando la casa mentre io scartavo il pacchettino che mi aveva dato. Era una T-shirt con la stampa di un’opera di Raul Guerra… l’ho guardato sgranando gli occhi e le ho chiesto come aveva fatto a sapere che mi piaceva; mi ha risposto
Tel’ ho detto che ti osservo da un po’
Sono avvampata e la maglietta mi è scivolata dalle mani … allora era vero quello che mi aveva detto … non sapevo cosa aggiungere quindi le ho detto di accomodarsi mentre raccoglievo la maglia dal pavimento  e la appoggiavo sul tavolino di comodo vicino alla porta ma non lo ha fatto e si è girato verso di me  venendomi in contro . Sono rimasta ferma mentre mi guardava  ed io guardavo lui perdendomi in quegli occhi per me tanto ipnotici. È arrivato davanti a me e abbassandosi appena mi ha sussurrato all’orecchio
Te lo avevo detto che non finiva li …
Poi ha messo una mano dietro alla mia nuca  e intrappolando i miei capelli nel pugno mi ha tirato a lui baciandomi…da prima dolcemente…le sue labbra hanno sfiorato le mie aprendosi piano e succhiando il mio labbro inferiore  poi la sua lingua si è fatta strada nella mia bocca e ha cominciato a giocare con la mia . Il piacere saliva…e non solo il mio …lo sentivo crescere e diventare sempre più duro e grosso …mentre mi teneva per la nuca e mi spingeva in dietro … non appena la mia schiena ha toccato il muro mi ha lasciato e mettendomi le mani alla vita mi ha divaricato le gambe e sollevato da terra.. l’ho assecondato e  le ho messe attorno ai suoi fianchi… le mie mani si insinuavano nei suoi capelli e la mia lingua nella sua bocca… mi ha messo le mani sotto il sedere e si è avvicinato al divano sedendosi… a quel punto non avevo più un minimo di pudore…tutto quello che fino a quel momento mi aveva franto era sparito . Sentivo solo l’eccitazione che saliva e che mi arrivava alla testa . Le stavo sopra e lo sentivo crescere sempre di più sotto di me… non appena si è seduto gli ho praticamente strappato la maglietta di dosso lasciandolo a petto nudo e ho cominciato a toccarlo …a far scorrere le mie mani in ogni piccolo solco della sua pelle…sentivo i muscoli tesi sotto le mani mentre lui mi stava baciando il collo e scendeva con le mani verso il fondo della mia maglietta …non ci è voluto molto che me la togliesse lasciandomi a seno nudo …
Mi ha fissato per un secondo poi ha cominciato a baciarmi piano…prima il collo …poi piano è sceso verso i seni e mentre con una mano mi teneva dritta…stretta a lui con l’altra giocava con il mio capezzolo mentre la sua lingua si divertiva a stuzzicare l’altro … ho cominciato involontariamente a mugolare e il mio respiro ormai era incontrollabilmente accelerato …lo volevo e nessuno e nulla mi avrebbe fermata questa volta . Le mie mani erano sulla sua testa e la sua faccia sul mio seno…mordeva , leccava e stringeva e io impazzivo …  il piacere era veramente enorme  non riuscivo a smettere di gemere . Ad un tratto gli ho afferrato i capelli e tirandole in dietro la testa mi sono avventata sul suo collo … ho iniziato a baciarlo …leccarlo…morderlo con una certa violenza poi ho iniziato a scendere scivolando piano giù dalle sue gambe … sono arrivata a stare in ginocchio davanti a lui… ho allungato le mani e ho aperto quei  pantaloni che da troppo comprimevano il mio premio tanto agognato.
 Li ho abbassati assieme agli slip … il suo membro era li …duro e dritto in tutta la sua fierezza…mi sono alzata sulle ginocchia e l’ho preso con una mano mentre sentivo i suoi occhi addosso e il suo respiro eccitato … mi sono avvicinata e l’ho baciato piano…poi ho aperto appena la bocca e ho cominciato a leccarlo …sulla punta lucida e liscia … la facevo entrare ed uscire dalla bocca succhiandola … mentre la mia lingua si faceva strada tra lei e la pelle che la circondava … e si insinuava nel suo piccolo occhio… lo sentivo gemere così ..finalmente l’ho preso interamente in bocca …fino in gola e ho alzato lo sguardo … questa volta assolutamente malizioso e pieno di desiderio e piacere…. Mi guardava …ansimava… una mano sul divano e l’altra sulla coscia … sono tornata a prenderlo nuovamente affondo e ancora l’ho estratto …mentre la mia mano saliva e scendeva lo facevo battere sulla mia lingua interamente fuori dalla bocca  mentre lo fissavo e ridevo…la sua testa reclinata sullo schienale…i suoi gemiti  e i suoi ringhi mi facevano godere al solo vederlo. Ero bagnatissima e vogliosa ma volevo giocarci ancora un po’ così sono tornata a succhiarlo affondo… lo sentivo ansimare e godere e la sua mano ora era sulla mia testa …le dita affondate nei miei capelli che stringeva nella mano mi davano il ritmo… mugolavo e lui godeva con me
Con la mano libera sono scesa in basso e scostando i miei slip ho cominciato a toccarmi …gemevo di piacere mentre continuavo a succhiare, leccare e mordicchiare  finchè ad un certo punto la sua mano mi ha sollevato il viso tirandomi per i capelli…ci siamo guardati … ero sporca di saliva e di lui …si è abbassato e mi ha baciato con “violenza” il mio respiro era affannato e il suo non era da meno. Mi ha lasciato i capelli e si è alzato lasciandomi lì in ginocchio . Si è tolto i pantaloni dandole un calcio per spostarli … a portato una mano in basso e mi ha presa per il collo costringendomi ad alzarmi … quella stretta che quasi mi toglieva l’ara mi eccitava moltissimo e sentivo che il mio piacere mi inondava…se possibile ancora di più di quanto già non fossi bagnata … mi ha lanciato sul divano …si è inginocchiato davanti a me e divaricandomi le gambe mi ha tirato verso di lui sfilandomi gli slip e lanciandoli non so bene dove... guardandomi è sceso tra le mie gambe e ha iniziato a scivolare in me con la lingua ; facendosi strada nel mio sesso…insinuandosi tra le grandi labbra ormai zuppe alla ricerca del mio clitoride che al solo pensiero di essere toccato già fremeva . Appena lo ha raggiunto  dalla mia bocca è uscito incontrollato una specie di gridolino di piacere …ha iniziato a stuzzicarlo con la punta della lingua le mie mani da prima strette sulla fodera del divano sono scese sulla sua testa…tenevo i suoi capelli stretti nel pugno mentre lo sentivo giocare e mordicchiare il mio clitoride ormai assolutamente inebriata dal piacere . Mi stavo perdendo sotto il tocco della sua lingua quando l’ho sentito entrare in me …prima piano…con un solo dito ed ha cominciato a muoversi agilmente portando il mio piacere ad un livello superiore se era mai possibile farlo… gemevo…mi contorcevo  e mugolavo vogliosa di lui … quando ha fatto scivolare altre due dita ed ha continuato a muoverle con assoluta maestria…stavo per scoppiare… non resistevo più dovevo lasciare libero sfogo al mio piacere . Lo sapeva e ha iniziato a muovere le dita e la lingua sempre più velocemente finchè non sono scoppiata … sentivo il piacere salire e rendermi folle mentre i miei umori scendevano e nuovamente andavano ad inondare la sua mano e la sua bocca , che ora era diventata una meravigliosa ventosa attaccata al mio piacere… avevo gli occhi chiusi e gemevo di un piacere assoluto…godevo e ansimavo e vibravo ancora sotto il suo tocco. Non avevo mai e dico mai provato un piacere simile . Sentivo i suoi occhi addosso e lo sentivo ancora in me e tra le gambe … lentamente stavo tornado alla normalità non appena ho smesso di ansimare è uscito e si è alzato  standomi davanti…era sempre eccitatissimo  , la sua mano era piena di me e la volevo … mi spettava di diritto … era immobile e mi guardava l’ho guardato a mia volta …prima negli occhi poi sono passata a fissarle la mano dicendo
Ti prego ….
Non ha detto una parola ma si è seduto di fianco a me e avvicinandola a suo viso ha detto solo 
Vieni …
Mi sono fiondata su quella mano e sul mio nettare come una tossica in preda a una crisi d’astinenza
Ho iniziato a leccare le dita una ad una  succhiandole e assaporando il mio piacere… lui mi guardava in silenzio …mugolavo mentre le  leccavo … il suo sorrisino è ricomparso per un attimo poi si è avvicinato e ha cominciato a leccare la sua mano dal basso e lentamente è salito …
Le nostre lingue si sono incontrate e confuse con il mio piacere per qualche secondo poi ..la mano è scesa sul mio fianco  mentre  le nostre lingue continuavano a giocare e i nostri respiri si facevano nuovamente più pesanti e vogliosi . Ha ripreso a baciarmi il collo …a morderlo e il mio piacere è tornato prepotente; La mano sul fianco mi carezzava procurandomi brividi lungo la schiena ... eravamo seduti di fronte sul divano fino a quando non mi ha spinto sopra di lui …lo sentivo duro e vigoroso sulla mia pelle …lo volevo ..doveva essere mio …così…piano …mentre le nostre lingue continuavano a danzare mi sono seduta sopra di lui… un sospiro mi è uscito dalla bocca accompagnato da un mugolio di piacere…sentirlo entrare in me mi ha eccitato alla follia  era duro e estremamente caldo… lo sentivo puntare in alto …mi faceva male ma volevo che lo facesse … mi sentivo i suoi occhi addosso così l’ho guardato e lui ha ricambiato il mio sguardo …era immobile e il suo sguardo era appagato dal vedermi provare piacere con lui e per lui… mi ha messo entrambe le mani sui fianchi e ha cominciato a muoversi ritmicamente … sobbalzavo ad ogni sua spinta come una bambola di pezza in mano ad un bambino. Ero talmente pervasa dal piacere che non riuscivo a sostenere il suo sguardo e ad ogni sua spinta il mio respiro diventava sempre più pesante e il mio corpo si abbandonava al piacere . Il suo pene dentro di me strusciava dovizioso lungo le mie pareti  facendomi colare nuovamente … dio avrei voluto urlare la mia gioia e la mia soddisfazione ma riuscivo solo a respirare in modo pesante e a guaire come una cagna ad ogni sua spinta  e più si facevano profonde e ravvicinate più il mio guaire si alzava di volume…lo sentivo pulsare in me  e sentivo le sue mani che ora erano scese sulle mie natiche … mi dava il ritmo e il mio seno sobbalzava ad ogni spinta . Lo sentivo ansimare sulla mia pelle …sentivo il suo respiro caldo su di me… ringhiava e sospirava pesantemente . Le sue mani si stringevano sulle mie natiche per poi lasciarle andare e tornare nuovamente a stringerle. Ero nuovamente vicina all’orgasmo così tra un sospiro e l’altro ho bisbigliato
Non fermarti …fammi godere …
Al mio bisbiglio ha risposto  con un ringhio  e un
Fammi sentire come lo fai  
Poi ha aumentato il ritmo  e ha intensificato le spinte…sentivo che era vicino …il suo pene in me pulsava sempre più …entrava ed usciva con regolarità …sempre più velocemente… non resistevo più così ho finalmente ceduto al mio corpo e ho lasciato che il mio piacere esplodesse  su di lui…con lui…e per lui
Il mio respiro si è fatto più pesante e ho iniziato dapprima a mugolare sommessamente…il mugolio è diventata una vocale a caso e alla fine ho inarcato la schiena dando libero sfogo al mio piacere urlando , godendo e riempiendolo di me …nel frattempo il suo ringhiare si è fatto più alto e forte … il suo respiro è diventato più pesante e… mentre mi riempiva di se stringeva i  miei glutei. Ho cominciato a  colare di me … di lui  … mi sono accasciata sulla sua spalla per riprendere fiato mentre le sue mani hanno lasciato i miei glutei e si sono strette al mio corpo  in un abbraccio …il suo cuore batteva velocemente , la sua pelle  aveva un odore buonissimo… lo sentivo riprendere fiato e tornare in se . Come a me anche a lui occorse un po’ di tempo per riprendere fiato … mi sono spostata atterrando con le natiche sul divano . I miei capezzoli erano duri …non volevo togliermi il suo odore di dosso ma avevo veramente bisogno di una doccia…così mi sono alzata e raccogliendo le mie cose dal pavimento le ho indicato la camera da letto e la cucina dicendole
Fa ciò che vuoi io vado a farmi una doccia
Ha fatto un cenno con la testa  e mentre me ne andavo mi ha dato uno schiaffo su sedere  facendomi saltellare dal “dolore” fino al bagno.
L’acqua mi scorreva sul corpo ricordandomi quello che era appena successo poco prima …con la mente ripercorrevo ogni singolo istante…e ancora non credevo che fosse veramente nella stanza accanto… …io e lui… mai avrei sperato o immaginato una cosa simile … così diversi… così complici…