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lunedì 18 febbraio 2019

Day 4




Stamattina ho aperto gli occhi che stava albeggiando…insolito per me che di solito staziono nel letto per ore prima di decidere di alzarmi … non potevo ancora credere di aver fatto sesso con lui la sera prima e potevo ancora meno credere che fosse ancora qui…eppure era così. Credevo che si sarebbe svegliato nel cuore della notte e che sarebbe sgattaiolato via ma invece era ancora con me … ricordo che ci siamo stesi un momento sul letto per riposare …stavo tra le sue braccia, appoggiata sul suo petto, cullata dal battito del suo cuore e devo essermi addormentata. Il suo braccio era sul mio fianco e respirava dietro di me… sul mio collo con respiri calmi e profondi. Mi sono girata piano e ho messo il mio naso davanti al suo … lo guardavo dormire sereno da un po’… quando ha aperto gli occhi
Mi ha guardato per un momento poi ha stretto il braccio attorno alla vita tirandomi a sé e si è girato di schiena portandomi sopra di lui...allora e solo allora ha detto
Ma buongiorno 
Sorridendo nel suo solito modo; ho ricambiato il sorriso e ho riposto al buongiorno poi ho aggiunto…
Non credevo di trovarti qui stamattina
Mi ha guardato un po’ perplesso …
Secondo te dove dovevo essere? Te l’ho detto non faccio mai le cose senza motivo e soprattutto non le faccio se non le voglio fare.
Ho sorriso e mi sono chinata su di lui sfiorandogli appena le labbra …le sue mani erano sulle mie cosce … calde e decise ed io ancora fremevo sotto il suo tocco … le sue si sono appena aperte e quello che era un bacio di saluto si è trasformato in un bacio tutt’altro che casto. Le nostre lingue hanno cominciato a danzare nelle nostre bocche …i respiri hanno cominciato a farsi frequenti e il piacere a salire… mi sono divincolata e sono scivolata fuori dal letto andando in cucina. Stavo preparandomi la colazione e ancora sentivo il suo sapore in bocca quando da dietro le sue mani mi hanno cinto la vita abbracciandomi. Un sospiro di piacere mi è sfuggito dalle labbra. Stava sorridendo…non vedevo ma lo sentivo e questo mi eccitava ancora di più … piano ha scostato i capelli dal mio collo … l’ho sentito respirare su di me e ora le sue labbra toccavano la mia pelle … delicate e dolci mi sfioravano…baciavano… ho iniziato a respirare più pesantemente mentre il piacere che ero riuscita ad assopire si era risvegliato con forza in me. Le mie mani …impegnate fino ad un momento prima a spalmare burro e marmellata … erano ora attorno al suo collo e il mio capo era abbandonato su di lui …fremevo sotto quei baci e credevo di impazzire… ho sentito che il mio piacere cominciava a scendere e a riempire il mio sesso. Una delle sue mani è scesa piano sul mio ventre e scostando gli slip si è fatta strada in me…. Ho iniziato a mugolare mentre l’altra mano stringeva il mio seno sinistro con forza. Come era già successo mi ha fatto allargare appena le gambe tenendomi schiacciata al bancone della cucina…  le sue dita si facevano spazio in me tutt’altro che discrete mentre ora i suoi denti mordevano la mia spalla. Ansimavo e mugolavo sotto il suo tocco e sapevo bene che questo le piaceva molto. Non ci è voluto molto che il mio piacere arrivasse ai limiti di guardia. lo sentivo ancora dieto di me eccitato e duro …stavo quasi per raggiungere il picco massimo che la sua mano dal seno è passata alla mia nuca spingendomi in avanti e facendomi stendere sul bancone … ha tolto la mano che aveva tra le gambe e me l’ha infilata in bocca…continuavo ad ansimare di piacere mentre leccavo e succhiavo le sue dita intrise di me … poi…improvvisamente mi ha abbassato gli slip e  l’ho sentito entrare in me con arroganza… con virulenza… le sue spinte erano profonde e corpose  una mano poggiata sui miei glutei e l’altra arrotolata ai miei capelli e mi costringeva a restare in quella posizione… lo sentivo ringhiare  e  ansimare dietro di me e il mio piacere cresceva ancora e saliva sempre più …le sue spinte regolari e profonde aumentavano esponenzialmente… mi ha assestato uno schiaffo sul sedere ringhiandomi all’orecchio…
Sei una brava cagnetta …ora fammi vedere come godi …
Quelle sue parole hanno dato il via a tutto …. Il mio mugolare si è fatto più alto e frequente…lo sentivo pulsare in me mentre sempre di più …il piacere mi ha pervaso in ogni più piccola cellula del corpo…i brividi hanno ricoperto la mia pelle … il respiro era pesante e affannato … lo sentivo riempirmi quando finalmente non ho più resistito e … rovinosamente…  no iniziato a urlare e gemere di piacere mentre colavo su di lui e lungo le mie gambe…al contempo lui mi ha riempito di sé … caldo e vischioso si è mescolato a me.
Ero distesa sul bancone ansimante e lui era steso su di me … i nostri respiri all’unisono cercavano di tornare normali. Le sue mani su miei fianchi il suo viso che ansimava sulla mia schiena… la sua soddisfazione e il mio piacere … un’alchimia inscindibile… non sapevo quanto questo sarebbe durato ma ne assaporavo ogni attimo come fosse l’ultimo. 
Stavo vagando per i miei pensieri quando l’ho sentito muoversi dietro di me e baciarmi la schiena… ha nuovamente arrotolato i miei capelli alla sua mano e mi ha tirata a lui abbracciandomi …  ho ricambiato il suo abbraccio stringendole le braccia… si è avvicinato al mio orecchio e ha sussurrato
Scusami… non volevo farti male
Ho scosso la testa in risposta e ho detto che non mi aveva fatto male anzi poi mi sono girata e l’ho baciato sorridendo … mi sono rivestita e sono andata a darmi una sistemata in bagno.
L’orario di ufficio era vicino e dovevamo andare
Anche oggi nessun abito da fagotto ma ho indossato una gonna elegante e una camicetta truccandomi sempre in modo piuttosto appariscente. Stavo preparando le ultime cose e frugavo nella borsetta quando mi ha raggiunto…indossava gli abiti della sera prima ed era veramente bellissimo …lo osservavo quando mi ha detto
Hey se continui ancora non andiamo da nessuna parte
Ho avvampato come al solito provocando la sua risata. So che dopo tutto quello che era successo arrossire per l’imbarazzo di essere stata beccata mentre lo fissavo era stupido ma non potevo farci nulla …
Mi sono scostata i capelli dal viso e prendendo la borsa ho detto …
Andiamo o faremo tardi
Mi ha preceduto fuori. Ho chiuso la porta di casa e mi sono voltata; ora era lui a fissarmi e stava giocando con le chiavi … la mia battuta è stata la solita che aveva rivolto a me pochi secondi prima. Non ha risposto ma mi ha afferrato per un braccio tirandomi a lui. Mi ha sussurrato nell’orecchio
cenetta io e te stasera ti va vero?
Ho acconsentito con un sorriso così mi ha salutato dicendomi che ci saremmo visti al lavoro ed è uscito dal portone principale. Quando sono arrivata al lavoro la mia collega ha nuovamente commentato il mio abbigliamento e questa volta ho risposto in modo piuttosto scocciato ma con educazione facendole capire una volta per tutte che non sono affari suoi come mi trucco e mi vesto. Mi ha guardato e si è stizzita ma finalmente ha capito… spero.
Mi sono accomodata alla scrivania e mentre lavoravo notavo i colleghi che passando buttavano un occhio … La cosa mi appagava ad essere sincera ma non ero interessata ai loro apprezzamenti quindi li ignoravo elegantemente. Alla solita ora sono andata nell’area ristoro. Ero in fila per la macchinetta come sempre e in attesa del mio turno; ripensavo attentamente ad ogni più piccolo particolare successo la mattina …alle sue mani sul mio corpo…alle sue labbra sul mio collo…a lui dentro di me…alle sue mani che mi tiravano i capelli… ho preso il mio caffè e poi mi sono spostata nell’area fumatori. Mi sono affacciata e lui era lì … se lo cercavi o era lì o nel suo ufficio. Eravamo in pochi a fumare quindi la stanza era presso che sempre vuota. Sono entrata e gettando il bicchiere di plastica nel cestino mi sono avvicinata a lui. Ho appoggiato la schiena e ho sollevato una scarpa portandola al muro. L’ho guardato e lui ha guardato me. Ho preso una sigaretta e l’ho messa tra le labbra accendendola; ho tirato una boccata di fumo e ho chiesto dove sarebbe stata la cena di stasera. Ha spento la sigaretta…mi si è avvicinato e mi ha sussurrato
Casa mia dopo ti mando l’indirizzo via mai
Poi è uscito dandomi un’occhiata generale e abbozzando quel suo caratteristico sorriso. Durante la giornata ha ricevuto la sua mail con l’indirizzo come mi aveva detto…. sotto c’era un P.S.…
Vestiti leggera perchè non resterai vestita a lungo
Dopo averlo letto sono avvampata di nuovo…gli occhi della mia collega mi scrutavano curiosi di sapere per quale motivo fossi avvampata improvvisamente; l’ho guardata malissimo ed è tornata al suo schermo senza proferire parola
Tornata a casa mi sono fatta una doccia e mi sono preparata… ho messo un completino un po azzardato…. reggiseno a balconcino …perizoma, reggicalze e calze di seta tutto rigorosamente nero. Ho indossato un vestitino con bottoni per tutta la lunghezza… lunghezza che non scendeva di molto sotto il gancio del reggicalze ma vabbèh…con uno scollo appropriato al reggiseno che indossavo ma soprattutto ai miei seni che nonostante tutto erano abbastanza prorompenti. Alle 21 Ero sotto casa sua… ho citofonato e ho atteso. Le macchine passavano per la strada incuranti e le luci della città lampeggiavano in lontananza. Il citofono ha gracchiato SALI TERZO PIANO e il portone si è aperto. I miei tacchi rumoreggiavano sugli scalini in pietra e risuonavano per tutto il palazzo; il vestito che indossavo svolazzava fornendo una visuale preziosa a chi fosse stato sotto di me…arrivai al terzo piano …l’ultimo…bussai con le nocche sulla grossa porta scura pregando che tutto andasse bene e di non aver esagerato con l’abbigliamento. Si apri e lui stava lì … jeans, una camicia rigorosamente fuori dai pantaloni e aperta al collo. Mi ha scrutata e ha fatto cenno di entrare. varcata la soglia mi sono trovata in un appartamentino carino…molto raccolto; non grande ma quanto bastava per una persona…le travi a vista mi facevano pensare alla montagna e mi davano un’idea di casa con la C maiuscola. Di quelle dove sai che sarai sempre il ben venuto, la cucina moderna con l’isola di cottura divideva la stanza. Dall’altra parte un divano di pelle nera una tv e un tavolino da fumo su un tappeto moderno ma elegante
Mi ha fatto accomodare sul divano e mi ha potato un bicchiere di vino rosso. Mi stava fissando le gambe così ho abbassato lo sguardo e mi sono accorta che spuntava il reggicalze così mi sono sistemata
Non coprirlo… mi piace guardarlo
Ho sorriso ma ormai era coperto e cosi restava. Ho chiesto se potevo aiutarlo in qualche modo ma ha detto di no così sono rimasta lì a giocare con il calice di vino aspettando che mi raggiungesse. Intanto mi guardavo attorno e scrutavo ogni cosa, ovviamente non mancavano le riviste da Nerd che parlavano di informatica e simili come non mancava una foto con una ragazza e un ragazzo …forse parenti data la vaga somiglianza, stavo osservandomi attorno quando si è avvicinato e si è seduto con me.
Allora? Hai fatto come ti ho detto? A giudicare da quello che ho visto direi di si
Il sorriso che lo contraddistingueva …quella bocca meravigliosa sollevata a metà e quello sguardo malizioso mi facevano perdere. Non ho detto nulla ma ho semplicemente annuito bevendo un sorso di vino imbarazzata. Ho estratto il pacchetto di sigarette dalla borsa e ho chiesto se potevo … mi ha risposto di sì così l’ho accesa. Mi fissava e io guardavo lui. Quel nostro gioco di sguardi era pura complicità…sapevamo entrambi che non ci sarebbe stata nessuna cena…almeno non così presto.  Questo suo fissarmi mi irritava e mi eccitava al contempo. Piano ho spento la sigaretta e ho posato il calice ormai vuoto sul tavolo; mi sono alzata e sono andata davanti a lui che intanto si era appoggiato allo schienale scivolando leggermente in avanti. Le ho preso le mani e poggiandole sul fondo del mio vestito ho detto
Vedi se ti aggrada
Mi ha osservato ancora per un momento poi si è dedicato ad ogni singolo bottone… ce ne saranno stati almeno 30… quando è arrivato ad aprire l’ultimo ha piano spostato i lembi dell’abito scoprendo il mio intimo…la sua mano è scivolata lenta dal mio seno ai miei fianchi alle mie cosce… mi guardava in silenzio ed io fremevo sotto quel tocco delicato eppure esplicito…si è avvicinato con il viso al mio ventre e ha cominciato a baciarmi piano …mi baciava la pancia e io fremevo sotto le sue labbra come una bimba in preda alla paura… il piacere saliva ed ogni suo tocco … il mio espiro non era più sotto controllo ed iniziava a diventare più pesante; le sue mani che prima mi tenevano per i fianchi ora scendevano piano sui miei glutei insinuandosi sotto i miei slip e facendoli scendere verso il basso. Delicatamente me li ha sfilati e li ha portati al viso annusandoli profondamente poi li ha lasciati cadere sul pavimento. Si è alzato in piedi e sempre senza proferire parola ha portato le mani alle spalle e piano mi ha fatto scivolare via il vestito. Ha fatto scivolare un braccio sulla mia spalla fermandosi a metà della schiena…si è abbassato con il viso e ha cominciato a baciare i seni poi piano è salito verso il collo e lentamente ha cominciato a leccare la mia pelle … la sua lingua che scivolava sulla mia pelle mi faceva fremere… mentre la sua bocca era impegnata a carezzare la mia pelle la sua mano era scesa tra le mie gambe facendosi spazio e iniziando a giocare con il mio clitoride. Le sensazioni di piacere salivano e mi stavo abbandonando a lui che intanto, mi sosteneva continuando a baciare la mia pelle e a insinuarsi in me con così tanta maestria…ho iniziato a mugolare e ad ansimare per quello che provavo quando ad un tratto mi ha preso in braccio e guardandomi mi ha baciato con trasporto poi mi ha portato in camera e mi ha steso sul letto. Lo guardavo mentre i suoi occhi erano fissi su di me e si toglieva la camicia …l’ha fatta scivolare sul pavimento e poi si è aperto i jeans e li ha fatti scendere assieme agli slip. Li ha spostati con un calcio…è salito sul letto dal fondo sempre senza distogliere lo sguardo da me ma soprattutto dal mio sesso che fremeva in attesa di un suo tocco e non ha tardato molto ad essere soddisfatto. Si è avvicinato e ha infilato il suo viso tra le mie gambe...la sua lingua si muoveva veloce e giocava con il mio clitoride, le sue dita entravano ed uscivano del mio corpo con regolarità fin quando non si sono fermate e hanno cominciato a muoversi dentro di me con velocità. Mi contorcevo e gemevo puntando i miei stivali sulle lenzuola mentre lui mi teneva schiacciata al materasso …  improvvisamente tra piacere e godimento ho sentito il disperato bisogno di andare in bagno… ho cercato di divincolarmi…ho cercato di spiegare ma lui non mi lasciava e mi teneva con ancora più forza limitandosi a dire…
Avanti lasciati andare e fammi vedere quando sei brava a squirtare …
Non ero mai riuscita a fare una cosa del genere e non sapevo se fosse veramente quello che voleva e che volevo io ma il corpo faticava a resistere a tale stimolo e le sue dita continuavano a muoversi sempre più veloci in me quando con un urlo liberatorio misto a piacere ho ceduto e ho lasciato uscire quello che languiva in me… lo sentivo appellare milioni di santi e divinità nel vedermi e nel vedere quello che stava succedendo con un tono di pura soddisfazione, piacere e eccitazione.
La sensazione di liberazione che mi aveva assalito era tornata a compensare il mio piacere…e ora lui era dentro di me…le mie gambe erano sulle sue spalle e la mia schiena inarcata… lo accoglieva interamente. Lo sentivo in profondità e il mio piacere era esponenzialmente salito fino a raggiungere l’apice… gemevo e lo imploravo di non smettere … lui mi appellava con tutto quello che le veniva in mente e più lo faceva più il mio piacere cresceva lui pulsava in me e ringhiava di piacere fino a quando non ha detto la fatidica frase …
Godi con me… fallo ora
L’ho sentito esplodere in me e sono esplosa a mia volta. Continuava a muoversi con me ed io con lui…all’unisono in un turbinio di gemiti, sospiri e piacere. La mia schiena è scesa e le gambe sono scivolate in basso... si è accasciato su di me per riprendere fiato ed io ho fatto lo stesso… piano è scivolato verso il basso restando appoggiato sulla mia pancia…le mie mani giocavano con i suoi capelli e lo accarezzavo piano… siamo rimasti così per un po' poi ha detto …
Sushi?
L’ho guardato per un attimo poi sono scoppiata a ridere e lui di rimando ha fatto la solita cosa.
Ho acconsentito così ha preso il cellulare e ha ordinato per due a domicilio. Sarà passata una mezz’ora prima che arrivasse… il tempo di andare in salotto a riprendere gli slip e il vestito dal pavimento e infilarlo. Lui stava stappando un'altra bottiglia di vino e lo versava nei bicchieri…indossava solo i jeans e ad ogni suo movimento i muscoli si contraevano sotto la pelle… la voglia di averlo nuovamente stava tornado a bussare ma cercavo di contenerla. La cena è arrivata e ci siamo seduti sul divano stavamo mangiando e parlavamo del più e del meno; dei colleghi; del lavoro ridevamo e scherzavamo. Ad un certo punto ho chiesto chi fossero i due nella foto con lui. Mi ha risposto quasi con non curanza
I miei fratelli…lei è più grande, lui più piccolo …li conoscerai
Stava guardando il contenitore del sushi pensieroso così chiesi
Ho detto qualcosa di sbagliato?
No è solo che non parlo molto della mia famiglia di solito
Dopo questa sua affermazione mi sono scusata ma mi ha guardato sorridendo e ha detto
Non fa nulla ma per questo me la pagherai
Poi è scoppiato in una risata fragorosa. Sono nuovamente avvampata per l’imbarazzo… la mia maledetta curiosità doveva imparare a stare buona ogni tanto.
Il silenzio era nuovamente sceso tra noi dopo la mia uscita infelice...stavo giocherellando con qualche chicco di riso avanzato nella mia confezione da asporto quando lui mi si è avvicinato e prendendo il mio viso tra le mani mi ha costretto a guardarlo
Hey…davvero; tutto a posto non ti preoccupare
L’ho guardato con aria mortificata… mi ha sorriso e mi ha baciato dolcemente poi mi ha abbracciato e mi ha fatto appoggiare con la schiena al suo petto nudo … mi stavo ancora scusando per quello che avevo combinato con la mia invadenza quando mi ha tappato la bocca con la mano e mi ha sussurrato all' orecchio
SSSSHHHHH non fa nulla …ora pero me la paghi
Ha sorriso e lentamente è sceso con la mano… ha cominciato a riaprire il mio vestito…piano…lentamente… vedevo i suoi muscoli contrarsi mentre si prodigava nel aprire i bottoni con dovizia e cura. È arrivato al seno e ha scostato il reggiseno iniziando a giocare con il mio capezzolo. Il piacere ha cominciato a salire e la voglia di lui a crescere nuovamente superando ogni freno io le avessi messo …le sue labbra sul mio collo tornavano a farmi rabbrividire di piacere e ancora la sua mano che stringeva e tirava il mio capezzolo facendolo inturgidire al suo tocco…mi mandava fuori di testa. Ha continuato a scendere fino ad arrivare su mio ventre; ha spostato lo slip ed è andato diretto al mio piacere più grande cominciando a giocarci…a stuzzicarlo… a girarci a torno . Non volevo altro che venie per il suo piacere e la sua soddisfazione. Una mano mi teneva bloccata la gamba mentre l’altra cercava il mio piacere in ogni millimetro. Credevo di impazzire per la terza volta in tutta la giornata . Si è insinuato dentro di me con tutta la maestria del mondo e ha iniziato a muoversi in me da prima piano poi sempre più velocemente. Le sue dita giocavano dentro e fuori di me mentre io, non riuscivo a controllarmi e mugolavo…ansimavo e gemevo setto il suo tocco; mi contorcevo e vibravo di piacere. Non ci ho messo molto a godere per la terza volta. Ansimavo e il cuore mi batteva veloce. Lui mi abbracciava e mi baciava le testa mentre io mi prodigavo a leccare avidamente le sue dita ancora invasa da quella sensazione che faticava ad abbandonarmi .

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